L’ isola di Boa Vista

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"Chiudete gli occhi. Vi porto in un posto che non avete mai visto". Il fuoristrada di Manuel Simao Delgado Rodrigues (che tutti chiamano Stravagante), guida eco-naturalistica, affronta la salita verso la cima del Morro da Areia, montagna di sabbia sulla costa ovest dell’isola Boa Vista, nell’arcipelago di Capo Verde. "Ora potete riaprirli. Ecco il paradiso". Davanti, una distesa di dune; più avanti una striscia di onde e poi, l’Oceano, che riempie l’orizzonte. Morro da Areia è solo uno dei tanti tesori naturalistici che l’isola capoverdiana delle tartarughe e del windsurf può offrire.

"Chiudete gli occhi. Vi porto in un posto che non avete mai visto". Il fuoristrada di Manuel Simao Delgado Rodrigues (che tutti chiamano Stravagante), guida eco-naturalistica, affronta la salita verso la cima del Morro da Areia, montagna di sabbia sulla costa ovest dell’isola Boa Vista, nell’arcipelago di Capo Verde. "Ora potete riaprirli. Ecco il paradiso". Davanti, una distesa di dune; più avanti una striscia di onde e poi, l’Oceano, che riempie l’orizzonte. Morro da Areia è solo uno dei tanti tesori naturalistici che l’isola capoverdiana delle tartarughe e del windsurf può offrire.

Un paradiso ecologico a 5 ore di volo dall’Italia, con un patrimonio ambientale ricco e accessibile, spazi immensi e paesaggi maestosi, abbondanza di fauna marina e terrestre.

Purtroppo anche qui, la natura comincia a essere minacciata dall’inquinamento, dal cambiamento climatico, dalla scarsa coscienza ecologica di molti dei suoi abitanti e dallo sviluppo turistico massiccio e aggressivo. Preservare il fragile equilibrio di Boa Vista valorizzando il suo habitat e le sue specie in pericolo, è una necessità. Per questo si stanno moltiplicando sull’isola iniziative e progetti per la conservazione di tartarughe, balene, delfini, uccelli rari, cui possono contribuire anche i turisti scegliendo tour in compagnia di guide esperte, biologi e ricercatori. Li organizza il team di Naturalia (www.paralelosul. com & 00238-2511558/00328-99866-50), ente nato per il recupero dell’ecosistema e della biodiversità locale.

Oggi l’equipe formata dalla coordinatrice Gabriella Gatt, dal biologo e veterinario Pedro Lopez e dalla guida naturalistica Stravagante, si occupa di eco-turismo, offrendo escursioni di snorkeling tra i coralli, birdwatching, osservazione delle tartarughe marine, whalewatching con delfini e megattere, nel rispetto dell’ambiente. L’appuntamento per lo snorkeling a Baia das Gatas con Pedro Lopez è alle 9 di mattina. Questa tranquilla insenatura, zona protetta, sulla costa nord-est di Boa Vista, è il luogo ideale per osservare le formazioni di coralli bianchi, flora e fauna che li circonda. Uno dei 10 migliori hotspot al mondo, benché non esista una vera e propria barriera. Equipaggiati con muta, giubbotto, maschera e boccaglio si approfitta dell’alta marea per scivolare in acqua senza danneggiare i coralli e già a pochi metri dalla riva appaiono le meraviglie del fondale: porites porites e astreoides, favia fragum e siderastrea radians, pesci palla, piccole murene, tartarughe marine e qualche innocuo squalo nutrice. L’incontro con il gruppo degli squali continua più avanti.

 Lungo la costa in direzione nord, affiorano prima le pinne, poi il corpo di molti esemplari concentrati nella Baia Grande sotto Ponta Antonia. Qui i ricercatori sanno di poter trovare anche Tartarughe Verdi e Embricata, due tra le specie stanziali più diffuse. Ne catturano alcuni giovani esemplari per mostrare il lavoro di misurazione, pesatura e marchiatura che serve a verificarne la salute. Poi applicano sulle zampe dell’animale un microchip che permetterà di seguirlo durante una parte della sua vita. Le spiagge di Boa Vista sono il terzo posto al mondo (dopo Oman e Florida) preferito dalla tartaruga Caretta-caretta per riprodursi. Ogni anno, tra maggio e ottobre, arrivano sulla costa sud-est (l’unico sito in tutta l’Africa ovest) circa 3500 esemplari per accoppiarsi e deporre uova. Il loro approdo sta diventando sempre più rischioso: per l’inquinamento e l’uccisione in grandi quantità per uso alimentare. La rinomata carne delle Caretta-caretta finisce sulle tavole di molte famiglie capoverdiane (e di qualche ristorante) con un danno irrimediabile alla specie. "La situazione è gravissima. Se non si corre ai ripari tra 10 anni le Caretta-caretta potrebbero sparire da qua", spiega Manuel Fragoso, project manager locale di Turtle-Foundation, Ong nata in Germania per la salvaguardia delle tartarughe, che lavora anche a Boa Vista, con l’appoggio della Camara Municipal e il governo Capoverdiano. "L’altra minaccia arriva dai troppi i rifiuti come la plastica in mare che rischia di soffocarle e dalla mancanza di leggi di tutela". Un grido d’allarme per evitare la mattanza delle tartarughe arriva anche da ricercatori di Cabo Verde Natura 2000 (www.tortugasmarinas.org) che studiano e proteggono le Caretta-caretta a Boa Vista, nel campo-presidio sulla spiaggia di Ervatão. "Molta gente non crede che questi animali siano in pericolo, invece è proprio così perché, oltre ai predatori naturali, granchi, gatti selvatici, squali e orche, oggi hanno un nemico ben più pericoloso, l’uomo", dice Elena Abella Pérez, coordinatrice locale del progetto. "La nostra missione è quella di salvare più nidi possibile, portando quando è il caso le uova in un luogo protetto".

Non solo. In accordo con la Direzione Generale dell’Ambiente del Governo di Capo Verde i ricercatori hanno posto la prima pietra della futura Estación Biologica de Ervatão, struttura che sarà in parte dedicata all’ecoturismo. Il modo migliore per preservare l’habitat delle tartarughe e salvar loro la vita è quello di partecipare alle escursioni notturne guidate dall’equipe di Naturalia in collaborazione con i ricercatori di Cabo Verde Natura 2000 sul litorale di Ervatão. In piccoli gruppi, al buio e in silenzio, si segue la risalita della tartaruga dalla spiaggia, la scelta del nido, lo scavo e la deposizione delle uova. Tutto a due passi dall’Oceano. Ricco anche il cielo: qui si riproducono più di 20 specie di uccelli (dal raro Rabil o Fregata magnificens, con soli 4 esemplari, al Corrione Biondo, dal Capovaccio ai Fetonti dal becco rosso) che si possono avvistare con tour di birdwatching nelle aree paludose lungo le coste o nell’entroterra. Più facili da vedere, sul litorale, l’uccellino endemico di Capo Verde, il cotovia, e il maestoso guincho o falco pescatore.

Tra un’escursione e l’altra c’è modo di scoprire le spiagge più belle. A Sud, Praia de Curralinho con acque azzurre e verdi; Lacação, ampia e selvaggia; Curral Velho, 10 km disseminati di fossili con le rovine di un villaggio di pescatori e le antiche saline. Sulla costa ovest, merita una sosta l’incantevole Praia Varadinha, dove la grotta di Burracona offre ombra davanti all’arenile. Le poche piste dell’interno portano alla scoperta di piccoli villaggi, da Povoaçao Velha a João Galego, da Fundo de Figueiras a Cabeço de Tarafes, e del deserto: roccia, sabbia, argilla e pietra lavica. La luce del giorno esalta i profili dei monti: Pico Estancia, Pico S.Antonio, Morro Negro. Qui e là, acacie, qualche palma e la possibilità di sostare all’ombra di un albero di tamarindo, mandorlo o del più grande tra i 7 rari baobab dell’isola. Dopo la natura, il mistero: Espinguera è un vecchio villaggio di pescatori, abbandonato sulla costa nord dell’Isola, che vale la pena di vedere. Qui natura e architettura, passato e presente, hanno trovato una felice convivenza in un piccolo resort ecosostenibile circondato solo dal silenzio, dal deserto e dal mare.

Fonte: www.repubblica.it

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