L’ Europa è sempre più unita

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Da Helsinki a La Valletta, dal Baltico al Mediterraneo, dal Portogallo alle porte della Russia, dalla mezzanotte di ieri non servono piu’ passaporti e carte d’identita’ per muoversi in Europa, le lunghe code alle frontiere saranno solo un ricordo e per i nuovi paesi Ue dell’Est l’evento segna davvero la fine della Cortina di ferro.

Da Helsinki a La Valletta, dal Baltico al Mediterraneo, dal Portogallo alle porte della Russia, dalla mezzanotte di ieri non servono piu’ passaporti e carte d’identita’ per muoversi in Europa, le lunghe code alle frontiere saranno solo un ricordo e per i nuovi paesi Ue dell’Est l’evento segna davvero la fine della Cortina di ferro.

L’aggettivo storico ha contrassegnato le celebrazioni per l’estensione a nove paesi dell’area Schengen di libera circolazione in Europa, e in effetti la vita cambiera’ per molti milioni di cittadini, che potranno spostarsi liberamente in 24 paesi, con ricadute economiche dovute al turismo e all’attivita’ commerciale transfrontaliera.

Ma c’e’ anche chi teme che l’apertura delle frontiere interne possa rendere piu’ difficile la lotta all’immigrazione clandestina e alla criminalita’. Ad esprimere preoccupazione nei giorni scorsi e’ stato Ilkka Laitinen, direttore generale di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione, il quale ha spiegato che a suo giudizio l’eliminazione delle frontiere interne significa la perdita di ”uno strumento molto efficace” per la lotta all’immigrazione legale. In ogni caso da mezzanotte ai quindici paesi dell’Ue che gia’ aderiscono alla spazio Schengen, se ne sono aggiunti altri nove e cioe’ tutti i nuovi entrati nel 2004, tranne Cipro che ha chiesto un altro anno di tempo per mettersi in regola.

Rimangono ancora fuori Romania e Bulgaria. Sono quattrocento milioni i cittadini europei che potranno beneficiare dell’estensione. Dalla Convenzione, che prende il suo nome dal piccolo villaggio del Lussemburgo dove venne firmata nel 1985, rimangono esclusi Gran Bretagna e Irlanda, ma aderiscono Islanda e Norvegia, anche se non fanno parte dell’Ue. Per poter lasciare a casa i documenti di viaggio, se si vuole prendere l’aereo, sara’ tuttavia necessario aspettare ancora qualche mese, fino al 30 marzo 2008.

La caduta dell’ultima cortina di ferro sara’ segnata da tre giorni non stop di festeggiamenti ai valichi di frontiera fra la vecchia e la nuova Europa. Ad aprirli ieri, con qualche ora di anticipo, sono stati il cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer e quello slovacco Robert Fico. ”Che cosa e’ Schengen?”, si e’ chiesto il cancelliere austriaco. ”Non e’ criminalita’, non e’ incertezza, non e’ paura, e’ un grande spazio di sicurezza e di stabilita”’, ha affermato, quasi a scongiurare la paura che l’abbattimento delle frontiere interne renda piu’ permeabili l’Ue all’immigrazione clandestina. Le frontiere dell’Ue stanotte si sono spostate a Est e saranno ora Polonia, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e paesi Baltici a doverle controllare per tutti i Ventisette.

Per rendere possibile l’allargamento della zona di libera circolazione tutti i paesi coinvolti hanno dovuto adeguare i loro sistemi di controllo, di scambio di informazioni, di protezione dei dati e di politica dei visti al cosidetto Sis, il sistema di informazione Schengen, che raccoglie 22 milioni di dati sulle persone ricercate, scomparse, non ammissibili oltre a quelli sui beni rubati. La sicurezza e’ stata coniugata con la liberta’, hanno assicurato il presidente della Commissione Ue Jose’ Manuel Durao Barroso e Franco Frattini, vicepresidente dell’eurogoverno e responsabile per la Giustizia, la sicurezza e la liberta’. ”Non e’ un compito facile entrare nello spazio Schengen e a questi paesi va dato un riconoscimento enorme”, ha affermato il commissario Ue.

Fonte: www.yahoo.com

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