Italiani in Massachusetts

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C’è un nuovo tipo di turisti italiani: gli italo-kennediani. Sono un mix tra i personaggi cari ai film dei fratelli Vanzina e i giovani bankers che presidiavano Londra fino al novembre scorso. Li si riconosce per i cachemirini color aragosta, i pantaloni chinos di Ralph Lauren e (in inverno) per la mega sciarpa avvitata al collo a mo’ di cravatta. Trovarli è facile: da un paio di anni passano le vacanze nella penisola di Cape Cod (Massachusetts), tra Hyannis Port e le isole di Nantucket e Martha’s Wineyard, dove sono sparse le residenze e le ville della famiglia Kennedy.

C’è un nuovo tipo di turisti italiani: gli italo-kennediani. Sono un mix tra i personaggi cari ai film dei fratelli Vanzina e i giovani bankers che presidiavano Londra fino al novembre scorso. Li si riconosce per i cachemirini color aragosta, i pantaloni chinos di Ralph Lauren e (in inverno) per la mega sciarpa avvitata al collo a mo’ di cravatta. Trovarli è facile: da un paio di anni passano le vacanze nella penisola di Cape Cod (Massachusetts), tra Hyannis Port e le isole di Nantucket e Martha’s Wineyard, dove sono sparse le residenze e le ville della famiglia Kennedy.

Sulla scia di uno dei loro idoli, Diego Della Valle, che di John Kennedy ha acquistato addirittura la barca, girano le isole in bicicletta, giocano a golf con completini inamidati, fanno il bagno nell’Atlantico gelido e tornano a casa tutti tronfi e soddisfatti della loro sciccheria, disprezzando chi passa l’inverno in Florida e l’estate in Sardegna. E l’appoggio che la più famosa famiglia americana ha dato a Obama, ha aumentato il desiderio di immedesimarsi nel clan bostoniano: le presenze degli italiani, nel 2008, sono aumentate del 33,5%.

Peccato che dei Kennedy e delle famiglie alto borghesi di New York e di Boston, durante il periodo delle vacanze, a Cape Cod non ci sia nemmeno l’ombra perché, snob come sono, odiano le orde di turisti, specialmente quelli che entrano nei ristorantini alla moda ordinando ad alta voce «A’ Debborah, famose un lobster».

Eppure basterebbe spostarsi di un 30 chilometri ad est di Hyannis per scoprire la vera enclàve degli americani che contano: un paradiso di classe e relax che sembra la Forte dei Marmi di Vestivamo alla marinara di 50 anni fa. Grandi ville e giganteschi giardini, spiaggia libera per 30 chilometri, una pace assoluta e un’atmosfera che trasuda buon gusto. È un’area sull’oceano che fa capo a Chatham, un piccolo villaggio dalle case di legno che non ha nulla del lusso vacanziero americano. E’ la capitale del minimalismo w.a.s.p., a cominciare dai prezzi: qui tutto costa meno, dalle case in vendita (si va dai 300 mila dollari per una villa di tre stanze ai tre milioni per una residenza fiabesca sul’0ceano), ai bed and breakfast ricavati da case dell’ottocento in legno di quercia (180 dollari per due persone a notte nelle più lussuose, con mobili d’epoca, servizi di piatti e lenzuola di lino).

Non ci sono grattacieli, mega alberghi, shopping mall. Non esiste nemmeno un McDonald’s, un Pizza Hut o uno Starbuck café. Non si vedono poliziotti irti di walkie talkie e manette. Niente valet in bermuda davanti a locali rutilanti, niente pin up che vanno a fare shopping coi pattini e perfino niente Pick Up o Harley Davindson. Qui tutti girano con macchine europee (Bmw, Maserati, Range Rover).

La navetta dell’unico grande albergo, i taxi e perfino le macchine della polizia sono tutti modelli d’epoca, perfettamente funzionanti, ma volutamente trasandati. Il punto d’incontro più chic è Nickerson’s, la pescheria del minuscolo porto, dove, alle sette di sera, gli americani votati all’understatement, si trovano per comprare aragoste e vongole appena pescate, al costo di un pugno di sardine in quel di Portofino.

A impacchettare chele e conchiglie sono i rampolli più giovani delle grandi famiglie, che arrotondano la paghetta facendo i commessi. Mancano del tutto i negozi delle grandi griffe: per vestirsi ci sono Puritan, un piccolo mall di capi casual e, per le donne, Talbot’s, dove le gonne e gli abiti sono praticamente gli stessi di cui facevano man bassa le sorelle Radzwill (Jacqueline e Lee), prima di diventare moglie e cognata di John Kennedy. L’unico supermarket vende tutti i prodotti europei più noti e gli alimentari italiani in particolare (compresi Sanbitter e Chinotto).

Ma come si passa il tempo a Chatham? Detto che qui, come una volta in Versilia, si preferisce affittare una casa che andare in albergo, non pensiate che sia un buen retiro per ricchi rimbambiti. La spiaggia è separata dal mare aperto da dune di sabbia, il che consente all’acqua calma di raggiungere temperature accettabili, ma il piacere del bagno è dato da centinaia di foche che sguazzano tra i bagnanti, guardinghe ma docili. Ovviamente si può affittare tutto ciò che naviga, dal windsurf alle vele, ai fisherman, oltre a mille diavolerie che solo in America sono alla portata di tutti: quad, jeep, deltaplani e quant’altro serve a muoversi in libertà. Non ci sono divieti: tutto è affidato all’educazione dei singoli. Naturalmente abbondano campi di tennis (dove tutti giocano con magliette e calzoni bianchi un po’ fané) e club di golf, dove la gente va per giocare e non per farsi vedere. Dunque una vita semplice, sportiva, che però fa un effetto straordinario perché è talmente elegante e semplice da sembrare il set di un film di Luchino Visconti (non a caso fu girato qui Alta società, un cult movie degli anni 50 con Grace Kelly e Frank Sinatra).

Alla sera, a parte l’aperitivo sulla terrazza del grande albergo Chatham Bars Inn o ai tavoli del ristorante Campari ci si sposta da una villa all’altra per cene e feste molto esclusive. Ma a Chatham la buona società non ha la puzza sotto il naso: un turista europeo in sintonia con la filosofia di vita del posto fa facilmente conoscenze ed è al centro delle conversazioni. Ancora più facile è l’approccio tra i giovani, a parte l’obbligo di amare gli sport e di non sentire nostalgia per le discoteche: quella più vicina è a 40 chilometri. Ma se volete comprare una casa (con la crisi i prezzi sono ancora più bassi), sappiate che dovrete avere il beneplacito di una specie di comitato d’accoglienza del comune di Chatham, formato da chi ha da più decenni la casa di famiglia: l’ostracismo ai cafoni è più forte del potere dell’euro.

Fonte: www.lastampa.it

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