Istanbul via mare

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Una città magica, affacciata sul Bosforo, lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara. Punto di incontro tra il continente asiatico e quello europeo. Tutta da esplorare, a bordo di un traghetto o di uno yacht. Per passeggiate tra moschee e musei, tutti rigorosamente sull’acqua.

Una città magica, affacciata sul Bosforo, lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara. Punto di incontro tra il continente asiatico e quello europeo. Tutta da esplorare, a bordo di un traghetto o di uno yacht. Per passeggiate tra moschee e musei, tutti rigorosamente sull’acqua.

Profumi salmastri, paesaggi che si riflettono sulla superficie dell’acqua e rimandano immagini inedite e suggestive che cambiano con il passare delle ore. Istanbul, città liquida per eccellenza, è anche questo. A partire dal Bosforo, lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara, e segna, assieme allo Stretto dei Dardanelli, il confine meridionale tra il continente asiatico e quello europeo. Un tempo era una trafficata via di transito per mercanti e conquistatori, mentre oggi è uno dei percorsi più spettacolari per una gita. Sulle due sponde si alternano le residenze estive dei sultani, come l’ottocentesco Dolmabahçe Sarayi, con la facciata che si estende sul mare per cinquecento metri, la Fethi Ahmet Paşa Yali o il palazzo Beylerbeyi, sulla sponda asiatica, la villa in cui gli imperatori e i sultani ricevevano i loro ospiti. Il tutto immerso nel verde dei boschi. Chi è alla ricerca della vera Istanbul deve prendere un vapur, il traghetto che parte da Boğaz Hatti a Eminönü e raggiunge Anadolu Kavağı, sulla sponda asiatica. Un’ora e quarantacinque minuti di viaggio per entrare in una dimensione diversa.

UNA SUITE SULL’ACQUA
Il migliore indirizzo qui è quello del Sumahan on the Water. Più che un albergo è un buen retiro nel quartiere di Çengelköy, ricavato da una distilleria di suma, l’alcol dal quale si ottiene il raki, il liquore dal gusto di anice. È stata restaurata dai proprietari, una coppia di architetti americani, che ha scelto solo materiali preziosi, come legni pregiati, marmi, tele e lino. Una ventina di suite, alcune con camino, con grandi vetrate che permettono di assistere allo spettacolo del passaggio marittimo di traghetti, navi e piccole barche di pescatori. E, quando viene voglia di tornare sulla sponda europea, basta solo utilizzare il servizio transfer offerto dall’albergo che, in meno di un quarto d’ora, arriva sull’altra sponda dello stretto.

Un altro gioiello architettonico che si affaccia su questa riva del Bosforo è l’A’Jia Hotel. È ricavato da una yali, una casa bianca, in stile neoclassico, dove le quindici camere hanno un gusto minimalista, una scelta voluta dagli architetti perché lo sguardo dev’essere sedotto solo dal panorama, ovviamente sull’acqua. La sponda asiatica è, insomma, il rifugio di viaggiatori che hanno voglia di una vacanza chic e defilata, alla scoperta di luoghi ancora autentici come Kadiköy. Il quartiere si esplora a piedi, lungo Bahariye Street, l’arteria principale dove si affacciano, caffè, negozi, ristoranti, come il Çiya, un locale semplice dove mangiare cucina tradizionale, preparata da Zeynep e Musa Dağdeviren. Il pasto inizia con i meze, gli antipasti caldi e freddi accompagnati con un bicchierino di raki, continua con spiedini di agnello e si conclude con la classica baklava, preparata con miele e frutta secca. Alla sera, vale la pena di raggiungere la Süreyya Opera House, un elegante edificio del 1927, fresco di restauro per assistere a balletti e concerti. Da fotografare anche l’edificio della stazione ferroviaria di Haydarpaşa, opera di due architetti tedeschi e 1500 artigiani scalpellini italiani che hanno creato una delle silhouette più affascinanti dei Kadiköy, affacciata sul mare e abbellita da centinaia di maioliche colorate.

MUSEI CON VISTA E CROCIERE IN BARCA
Si può tornare sulla riva europea di Istanbul per visitare l’Istanbul Modern, una delle realtà culturali più vivaci della città, con una collezione permanente di artisti turchi, ma anche concerti, eventi e un bellissimo caffè-ristorante con vista sul Bosforo. Tra i nuovi poli della cultura spicca anche il Rahmi Koc, che porta il nome del suo fondatore, ed è il primo museo del Paese dedicato all’industria, alla comunicazione e ai mezzi di trasporto. Si trova in posizione spettacolare, sull’acqua, in riva al Corno d’Oro.

Anche dalle finestre del Santralistanbul, la prima centrale elettrica di epoca ottomana, oggi trasformata in museo, si vede l’acqua. Ospita in mostra fino al 19 giugno i lavori di venti artisti turchi del XX secolo. Per mangiare ci si può fermare al Müzedechanga, ristorante nel giardino che guarda il Bosforo del Sakip Sabanci Museum, museo dedicato all’arte moderna dell’Otto e Novecento. I tavoli più belli sono quelli sulla terrazza panoramica all’aperto e la cucina è supervisionata dal celebre chef neozelandese Peter Gordon.

Ma l’acqua è anche la protagonista assoluta delle crociere che partono da Pendik Marina, la base di Sessa Marine a Istanbul. Si possono scegliere rotte inusuali, come quella verso nord che, percorrendo il Bosforo arriva a tappe fino al Mar Nero. Oppure ci sono crociere verso le isole dell’Egeo greco, o verso Marmaris, un vero gioiello della costa turca. Ma si può anche noleggiare una barca, con skipper, e raggiungere le vicine Isole dei Principi, piccoli paradisi ecologici chiamate così perché qui venivano mandati in esilio i principi. Tra le più belle, Buyukada, dove non possono circolare le auto e ci si sposta solo a bordo di fayton, le carrozze a cavallo, o in bicicletta per raggiungere la chiesa greco-ortodossa di Aya Yorgi, le baie tranquille dove prendere il sole e fare il bagno. Poi, si ritorna in barca, per sorseggiare un tradizionale caffè turco, aspettando che il fondo si depositi. Un inno alla rilassatezza, alla conversazione e a una vacanza contemplativa sull’acqua.

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