Isole Reunion

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Fiumi d’acqua cristallina in ridenti vallate, un cielo cobalto, migliaia di cascate che si gettano in piccoli laghi azzurri nella foresta pluviale, montagne aspre e vulcani avvolte dalla nebbia, spiagge di sabbia candida o plumbea, la barriera corallina e un cielo blu cobalto. Questa e’ Réunion.

Fiumi d’acqua cristallina in ridenti vallate, un cielo cobalto, migliaia di cascate che si gettano in piccoli laghi azzurri nella foresta pluviale, montagne aspre e vulcani avvolte dalla nebbia, spiagge di sabbia candida o plumbea, la barriera corallina e un cielo blu cobalto. Questa e’ Réunion.

Piccola isola francese avvolta dall’Oceano Indiano, Réunion appare come uno splendido mosaico di panorami diversi, in perfetto accordo con il mosaico delle diverse culture che la abitano. Qui la multietnicità trova il suo esempio più virtuoso, la réunion delle etnie è autentica. Africani, indiani, cinesi, europei, malesi sono fusi in un solo popolo in modo armonico, senza conflitti e rivendicazioni, nel nome di una patria comune molto sentita anche se lontanissima. Tradizioni, feste, culti religiosi convivono pacificamente, la chiesa cattolica è accanto alla moschea islamica, alla pagoda cinese e al tempio indù.

Il mix di culture sta alla base della naturalezza con cui i visitatori sono accolti, favorita anche dall’assenza del turismo di massa. Questo perché, diversamente dalla vicina Mauritius, l’isola non offre moltissime spiagge balneabili. Alcuni tratti di costa, però, sono paradisiaci.

La località più battuta dai reunionesi in cerca di tintarella è Saint-Gilles-le-Bains, dove in alcuni weekend le spagge e i ristoranti sono presi di mira da una folla che non ha nulla da invidiare a quella di Mikonos o Santa Monica. Qui si trova la spiaggia di Boucan Canot, capace di esaudire i desideri di ogni bagnante. A sud la sabbia è dorata e il mare molto profondo, con onde altissime che fanno la gioia dei surfisti più esperti. Nella parte centrale, a ridosso di un costone roccioso, i reunionesi hanno costruito piscine naturali chiudendo con gli scogli un tratto di mare che ora è a prova di bambino. A nord la barriera corallina regala acque meno profonde e ideali per lo snorkeling, inseguendo pesci dalle forme bizzarre e i colori vivaci che nuotano tra i banchi di corallo. Se si supera la scogliera di Boucan Canot si arriva alla spiaggia di Roches Noires, con sabbia e scogli neri, fino alla rinomata spiaggia dell’Ermitage, dove la sabbia assume le tinte rossastre del corallo e il mare è talmente calmo da riflettere il verde della vegetazione circostante.

Lontano dalle spiagge c’è tutto un mondo da scoprire, fatto si città e piccoli borghi ma soprattutto di una natura selvaggia e incontaminata che richiama escursionisti da ogni parte del mondo. L’entroterra montano è strepitoso. L’acqua scroscia dalle cascate, saltella sui greti e si ferma placida nei laghetti dando voce a boschi odorosi di fiori ed essenze. Un vulcano ancora attivo lancia in aria lingue di fuoco a creare deserti si sabbia lavica, mentre in anfiteatri naturali germoglia la vita di piccoli villaggi, verdi vallate e belvedere mozzafiato.

Nelle ricche città di Réunion l’atmosfera cambia radicalmente. Saint-Denis, adagiata su un litorale sabbioso color madreperla, ha l’aspetto di una vivace città europea. Giovane, universitaria, offre vari locali alla moda dove sorseggiare caffè alla vaniglia e rum arrangé ascoltando il segà e il maloya, musiche nate dagli schiavi africani nelle piantagioni di canna da zucchero. Edifici in stile creolo, arabo cinese, indù e francese sorgono su grandi viali costeggiati da palme e alberi di Jacaranda con i loro bellissimi fiori color glicine. Nel cuore della città un immerso parco botanico circonda il museo di storia naturale, mentre fra i giardini del lungomare, nell’esclusiva zona di Le Barachois, sfilano gli antichi cannoni che ricordano la difesa dell’isola dall’assalto dei pirati.

Saint-Paul, ex capitale di Réunion, è meno frequentata ma conserva intatto il fascino della città coloniale, con i suoi bianchi edifici immersi in giardini dai tipici fiori tropicali. Da visitare c’è il cimitero dove è sepolto il pirata soprannominato la Buse, l’avvoltoio, giustiziato nel 1730 e artefice di una caccia leggendaria al tesoro nascosto che ancora oggi prosegue. A St-Paul vale la pena di fare un salto nel weekend per immergersi nel mercatino a caccia di souvenir. Tra una miriade di bancarelle si trova tutto ciò che è caratteristico dell’isola: frutta, fiori, ricami, coralli, borse e cappelli di vimini, oggetti in legno malgascio e l’infinità di spezie che danno sapore alla gustosa cucina locale.

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