Quello dei Caraibi è solitamente un fascino a senso unico. Quando li nomini immediatamente il pensiero va al mare, al sole, a un cocktail di frutta bevuto sulla sdraio di un lussuosissimo resort. Certo, i Caraibi sono anche questo, ma non solo. La cultura caraibica è una cultura ricca di contaminazioni. Un mix di storie e tradizioni provenienti dal Sud America, dall’Europa, perfino dall’Asia. Un coloratissimo meltin’ pot che ha plasmato la sorridente accoglienza dei popoli caraibici, come se non bastassero le spiagge da sogno per attrarre i turisti da queste parti.

Isola di Aruba: come vivere i Caraibi “like a local”

Un luogo per avvicinarsi alla genuina cultura caraibica è Aruba. La piccola isola felice al largo delle coste venezuelane è parte del Regno dei Paesi Bassi. Qui, nonostante la stragrande maggioranza del PIL e dell’occupazione ruotino intorno al turismo, la cultura e le tradizioni locali sono rimaste molto forti. Resort e casinò a parte, Aruba continua a essere un’isola molto vissuta dagli arubani.

San Nicholas, la vecchia capitale

A cominciare da San Nicholas, la vecchia capitale dell’isola, quella che qui chiamano bonariamente “Chocolate city” per via della pelle più scura che hanno gli arubani di questa zona. È da qui che dovrebbe partire qualsiasi tour dell’isola che punti a scoprire il cuore di Aruba. Qui converge la tradizione, anche quella coloniale, ben rappresentata ad esempio dall’arredamento di alcune deliziose caffetterie del paese. Ma anche lo slancio verso il futuro, che è quello che più dà colore a San Nicholas. Ogni centimetro di muro è decorato con giganteschi murales d’autore, realizzati ogni anno da writers internazionali durante l’Aruba Art Fair.

Il carnevale sull’Isola di Aruba

Se vi siete persi questo appuntamento, sappiate che c’è un altro momento ad Aruba in cui imparare davvero dove nasce il ritmo caraibico. È il carnevale (si festeggia per un mese, da gennaio a febbraio), uno tra i più belli e celebri di tutti i Caraibi, con sfilate, ballerine i costumi di piume e paillettes, carri allegorici e festa fino a tarda notte. Strade chiuse, l’elezione della regina del Carnevale, grandi feste a base di Balashi (la birra locale) e pina colada: non manca nulla al carnevale di Aruba, che più che un momento per i turisti è un’occasione di ritrovo per gli Arubani, che per festeggiare rientrano sull’isola anche da molto lontano.

Non tutte le spiagge sono famose

Anche la spiaggia può essere vissuta alla caraibica, alternando magari quelle più famose e frequentate (Eagle Beach con i suoi fofoti, gli alberi simbolo di Aruba, o la popolarissima Palm Beach) ai luoghi che sceglierebbe un vero arubano: c’è la costa Nord, ad esempio. Frastagliata ed esposta alle onde dell’Oceano.  Per questo non è troppo consigliabile bagnarsi, se non in luoghi segnalati.  Si può scegliere di inoltrarsi in questo lato dell’isola, nel cuore dell’Arikok National Park, per fare il bagno nella piscina naturale coperta dalle pareti di roccia. Qui la chiamano “Conchi” (vasca) o “Cura di Tortuga” (Grotta delle tartarughe).  Sebbene non sia un mistero per alcuni gruppi di turisti, offre uno scenario totalmente diverso dalle “solite” spiagge bianche con palme e acque turchesi.

Le piccole baie

Lì vicino, poi, ci sono anche le Dos Playa Beach, due piccole baie divise da una roccia (che ha una forma simile a quella dell’isola, tanto che i locali la chiamano “la piccola Aruba”), affacciate sull’oceano aperto. Insomma, non vogliamo dirvi di non rilassarvi sulla spiaggia a prendere la tintarella. Chi sceglie i Caraibi ha certamente in mente soprattutto quel tipo di vacanza. Tuttavia è bene sapere che Aruba offre molto di più ai suoi turisti: la possibilità di passare qualche giorno vivendo “like a local”.