Isola d’ Elba – Festival del Camminare

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Parte in aprile il primo Festival del Camminare nell’Arcipelago Toscano. Con 150 percorsi tra macchia e mare. Ed eventi dedicati ai sapori.

Un’isola da scoprire lentamente sui sentieri tra lecci e castagni, lungo i vicoli dei borghi, tra i profumi della macchia mediterranea. Lo slow walking è la filosofia che ha ispirato il primo Festival del Camminare, promosso dall’Apt dell’Arcipelago Toscano per i mesi di aprile e maggio all’Elba e nelle altre isole dell’Arcipelago Toscano (info: Apt, tel. 0565.94.49.77).

Parte in aprile il primo Festival del Camminare nell’Arcipelago Toscano. Con 150 percorsi tra macchia e mare. Ed eventi dedicati ai sapori.

Un’isola da scoprire lentamente sui sentieri tra lecci e castagni, lungo i vicoli dei borghi, tra i profumi della macchia mediterranea. Lo slow walking è la filosofia che ha ispirato il primo Festival del Camminare, promosso dall’Apt dell’Arcipelago Toscano per i mesi di aprile e maggio all’Elba e nelle altre isole dell’Arcipelago Toscano (info: Apt, tel. 0565.94.49.77).

Centocinquanta gli itinerari proposti, ognuno calibrato sulle capacità sportive o gli interessi individuali: passeggiate rilassanti, marce impegnative, esplorazioni naturalistiche e visite culturali, escursioni per riconoscere le erbe officinali. Per avere una veduta a 360° dell’Elba, per esempio, si parte da Marciana e ci si avventura, tra orti e mulattiere, fino alle pendici del Monte Capanne. Dalle pietraie di granito, lo spettacolo è superbo: si riconoscono i borghi di Poggio, di Marciana Marina e il profilo di Capo Enfola. Trekking storico? C’è quello fino alle Fortezze Medicee di Portoferraio (Forte Stella e Forte Falcone), oppure il percorso sulle tracce di Napoleone e delle sue dimore (la Palazzina dei Mulini, a Portoferraio, e la Villa San Martino, sulla strada di Procchio).

A Rio, dove ha battuto per secoli il cuore minerario dell’Elba, si va alla scoperta delle miniere di ferro a cielo aperto. E sempre nel territorio di Rio, all’ombra dell’Eremo di Santa Caterina, ecco l’Orto dei Semplici: tra cespugli e arbusti, sono disseminate opere di artisti contemporanei che hanno usato zolle, acqua, terracotta, pietre come materie prime. Anche i sentieri dedicati al bien vivre e alla gastronomia hanno i loro spazi nel festival elbano. Si comincia a Marciana, con le birre chiare e scure, profumate al rosmarino, alla mimosa, ai fiori di castagno, del microbirrificio Le Coti Nere (loc. Pontevecchio, cell. 329.96.90.629). 

Il ristorante Il Chiasso
Sul lungomare di Marciana Marina, tra i tavoli di Teresina (piazza della Vittoria 15, tel. 0565.99.049; menu da 35 €) si assaggia una cucina casalinga a base di pesce (acciughe fritte o ripiene, granseole). A Capo Sant’Andrea, invece, si trova un piccolo albergo di charme circondato da un giardino di felci, l’hotel Cernia (Capo Sant’Andrea, tel. 0565.90.82.10; doppia in mezza pensione da 69 €): qui, in occasione del festival, viene proposta la Cena delle Cento Ciotole, servita in terrecotte d’autore. A Portoferraio, sui tavoli di Stella Marina (banchina Alto Fondale, tel. 0565.91.59.83; menu da 40 e), il pesce è protagonista quasi assoluto dei piatti di Manuel Lazzarini, dal carpaccio di dentice alla tagliata di ricciola. Per fare scorta di buon olio locale si va a I Due Poderi (loc. San Martino, cell. 339.71.48.523); per la notte si prenotano le camere raffinate dell’hotel Biodola (loc. La Biodola, tel. 0565.97.48.12; mezza pensione da 98 €), con un panorama da cartolina sui profili della Capraia e della Corsica. A Capoliveri, tra i vicoli del centro storico, ecco la cucina paesana, minestra di polpo e acciughe ripiene, de Il Chiasso (via Sauro 13, tel. 0565.96.87.09; menu da 40 €). Verso Rio, l’agriturismo Il Termine (loc. Il Termine, cell. 338.14.26.277, doppia in b&b da 130 €) è ricavato in un casale del Settecento e arredato con mobili impero. Da provare, poi, la cucina ruspante de La Bruschetta (loc. Padreterno, Rio nell’Elba, tel. 0565.94.33.67; menu da 30 €), con sburrita di baccalà (cotto a vapore, servito con nepitella e peperoncino), seppioline con cipolla e stoccafisso con patate e olive. Il mitico Aleatico e i rossi robusti dell’Elba si acquistano, invece, a Le Sughere (loc. Montefico, Rio Marina, tel. 0565.92.41.40), mentre i mieli profumati al rosmarino, cardo, corbezzolo sono la specialità di Roberto Ballini (strada della Parata, Cavo, tel. 0565.94.96.53), ex campione della bici convertito all’apicoltura.

Fonte: www.corriere.it

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