Influenza – Un vaccino per chi viaggia

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Vaccinarsi contro l’influenza A e’ molto importante anche per coloro che nei mesi invernali hanno in programma, per vacanza o lavoro, un viaggio in paesi tropicali. Un gesto fondamentale, da sommare anche a tutte le vaccinazioni e profilassi – spesso sottovalutate – contro le varie forme di epatite, la malaria, la diarrea del viaggiatore: malattie virali o disturbi che possono compromettere la vacanza o il lavoro e mettere in alcuni casi a rischio la vita. Soprattutto e’ importante fare questa prevenzione ora, dal momento che manca ancora oltre un mese al Natale, il periodo con il maggior numero di partenze.

Vaccinarsi contro l’influenza A e’ molto importante anche per coloro che nei mesi invernali hanno in programma, per vacanza o lavoro, un viaggio in paesi tropicali. Un gesto fondamentale, da sommare anche a tutte le vaccinazioni e profilassi – spesso sottovalutate – contro le varie forme di epatite, la malaria, la diarrea del viaggiatore: malattie virali o disturbi che possono compromettere la vacanza o il lavoro e mettere in alcuni casi a rischio la vita. Soprattutto e’ importante fare questa prevenzione ora, dal momento che manca ancora oltre un mese al Natale, il periodo con il maggior numero di partenze.

E di rischi. ”Insomma – spiega Vincenzo Nicosia, presidente della Societa’ Italiana per la Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) – e’ ora di far capire agli italiani che non si devono preoccupare solo del jet-lag o delle creme solari”.

Oltre all’influenza A, il pericolo oggi si chiama malaria: fino a 3 connazionali su 10 non assumono i farmaci per la profilassi o la troncano a meta’ mettendo a repentaglio il trattamento. Con il risultato di 300 nuovi casi all’anno importati dai paradisi esotici da questi ”turisti per caso”. Ma se si contano anche gli extracomunitari residenti in Italia che tornano nel proprio Paese di origine, i casi importati sono oltre 800. Eppure basterebbe informarsi sulle malattie a rischio presso i centri di medicina dei viaggi e seguire le profilassi indicate, ma solo il 50% lo fa. Gli altri optano per il ”fai da te” consultando internet o ”il sentito dire” dagli amici.

”Ogni anno – spiega Nicosia – 18 milioni di Italiani si recano all’estero. Il 10% dei viaggiatori ha come meta paesi tropicali e subtropicali, dove condizioni igienico sanitarie, abitudini alimentari, clima e stili di vita sono diversi da quelli italiani. In piu’ del 10% dei casi lo scopo del viaggio e’ il lavoro. I problemi sanitari correlati ai viaggi sono molteplici, tra questi gli effetti del clima, delle radiazioni solari (colpo di sole, di calore, disidratazione) delle temperature estreme (congelamento), la sindrome da jet-lag, le patologie legate al mezzo di trasporto (aereo, nave, auto), le patologie d’altitudine, gli incidenti stradali e balneari, le malattie infettive e la malaria.

Diventa pertanto indispensabile prima della partenza ricevere un’adeguata informazione da parte di personale specializzato ed eventualmente effettuare le giuste vaccinazioni e profilassi farmacologiche. Tra queste noi chiediamo sia inserita anche quella contro l’influenza A, malattia che potrebbe sommarsi ad altre infezioni ed essere molto pericolosa”.

Fonte: www.asca.it

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