In vacanza per mangiare

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Va dove ti porta la pancia. Niente chiese, musei, palazzi o natura, per quasi un italiano su dieci (l’8%) la scelta del luogo di villeggiatura avvene per motivi enogastronomici. Secondo l’Osservatorio nazionale del Turismo, il 2010 e’ stato un anno record per i viaggi nel mondo dei sapori, il doppio rispetto a quelli dell’anno precedente: 3,2 milioni di partenze, il 4% del totale, contro l’1,8% del 2009. Ben 2,7 milioni di viaggi hanno avuto come meta localita’ italiane, solo 500 mila l’estero. Il picco è stato rilevato tra ottobre e novembre, quando le vacanze dei cosiddetti “gastronauti” hanno sfiorato l’8% del totale vacanze del mese.

Va dove ti porta la pancia. Niente chiese, musei, palazzi o natura, per quasi un italiano su dieci (l’8%) la scelta del luogo di villeggiatura avvene per motivi enogastronomici. Secondo l’Osservatorio nazionale del Turismo, il 2010 e’ stato un anno record per i viaggi nel mondo dei sapori, il doppio rispetto a quelli dell’anno precedente: 3,2 milioni di partenze, il 4% del totale, contro l’1,8% del 2009. Ben 2,7 milioni di viaggi hanno avuto come meta localita’ italiane, solo 500 mila l’estero. Il picco è stato rilevato tra ottobre e novembre, quando le vacanze dei cosiddetti “gastronauti” hanno sfiorato l’8% del totale vacanze del mese.

«Si e’ passati da un turismo per destinazione ad un turismo per motivazione, ovvero e’ la motivazione del viaggio a portare poi alla scelta della meta di vacanza – ha dichiarato il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, promotrice dell’Osservatorio – Gli interventi messi in atto dal mio dicastero in quest’ultimo anno sono stati, quindi, rivolti al superamento della logica che portava i viaggiatori prevalentemente solo nelle grandi citta’, che da tempo sono le capitali italiane del turismo, e alla valorizzazione di circuiti legati a precisi prodotti turistici enogastronomico, mare, montagna, cultura, terme e benessere, natura, religioso e così via ». «Abbiamo voluto invitare gli italiani – ha concluso Brambilla – a scegliere vacanze diverse, in mete alternative e possibilmente evocative, dove si possano apprezzare meglio le specificita’ del territorio, a cominciare da quelle enogastronomiche».

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