In Nevada il pazzo “Burning Festival”

Condividi questo articolo su :

Un pazzo raduno di creativi in una città che «sparisce» dopo l’evento. E’ «anti-capitalista» ma ci vanno i «nuovi ricchi»

Muore una cittadina americana: Rock City, con i suoi circa 47 mila abitanti smette di esistere il 3 settembre. Rock City è un centro abitato temporaneo situato in un grande e piatto bacino naturale nel deserto. Ha ospitato l’edizione di quest’anno del «Burning Man Festival», probabilmente il più bizzarro happening culturale del mondo. Unica regola dei partecipanti: dare sfogo alla propria creatività.

Un pazzo raduno di creativi in una città che «sparisce» dopo l’evento. E’ «anti-capitalista» ma ci vanno i «nuovi ricchi»

Muore una cittadina americana: Rock City, con i suoi circa 47 mila abitanti smette di esistere il 3 settembre. Rock City è un centro abitato temporaneo situato in un grande e piatto bacino naturale nel deserto. Ha ospitato l’edizione di quest’anno del «Burning Man Festival», probabilmente il più bizzarro happening culturale del mondo. Unica regola dei partecipanti: dare sfogo alla propria creatività.

ALTERNATIVI – Il festival della cultura alternativa che si svolge da vent’ anni in America quest’anno si è tenuto centoventi miglia a nord-ovest di Reno nel deserto del Nevada. Anche Rock City, come le località che lo hanno ospitato in precedenza, morirà al termine dell’avvenimento. E’ una delle poche regole: le tracce dell’esistenza umana così come i membri che vi partecipano devono sparire senza lasciare alcun segno del loro passaggio. 

«ANTI-CAPITALISTA» MA PIENA DI «RICCHI» – Con il rito dell’ «Uomo Bruciato», performance conclusiva del festival per la ventiduesima volta migliaia di persone si sono riunite per una settimana (fino al 3 settembre) per dare vita alla manifestazione americana anti-capitalista per eccellenza. Per cinque giorni ha pulsato vita in quest’area dove prima non c’era nulla. «Descrivere esattamente lo spettacolo del Burning Man è cosa alquanto difficile, anche perchè non ha una connotazione esatta», dicono i due organizzatori statunitensi Larry Harvey e Jerry James. Ufficialmente è un festival culturale, però, è noto anche come manifestazione culturale che raggruppa la tribù dei tecnofili della Silicon Valley, un appuntamento hippie, dove sempre più uomini d’affari di New York sono tra gli affezionati visitatori. Non a caso tra i più assidui partecipanti figurano gente del calibro di Eric Schimdt, a capo di Google, e nomi noti dell’alta finanza di Wall Street quali il C.E.O. di Amazon Jeff Bezos e i signori Google, Larry Page e Sergey Brin. Tra le celebrità sono stati visti anche Sting, Courtney Cox e Robin Williams. Le t v e giornali mandano i propri corrispondenti per raccontare l’evento e raccogliere impressioni. «Per una settimana esatta qua succede tutto e nulla», dice uno dei partecipanti. Il tema di quest’anno è stato l’ambiente, con discussioni, progetti artistici e un laboratorio creativo.

APPUNTAMENTO PER I FREAK – Nato nel 1986 con soli 20 partecipanti, il Burning Man Festival era semplicemente il culmine di un piccolo evento culturale che si teneva sulle spiagge di San Francisco. Al sesto giorno si celebrava dando fuoco ad una statua in legno alta 12 metri che raffigurava una persona. Da allora è diventato un avvenimento cult per i freak di tutto il paese. «L’auto-rappresentazione è il leitmotiv», raccontano i due organizzatori, «The Green Man, il tema principale». «Tutti vogliono scappare dalla vita grigia quotidiana ed immergersi per qualche giorno nel nulla, dando sfogo alla propria creatività», spiegano sul sito dell’evento.

CREATIVITA’ – I biglietti vanno da 195 a 350 dollari – e una delle peculiarità è che l’intera area non dispone di servizi – insomma chi partecipa si porta tutto da casa. Internet e cellulari sono rari anche se tra le tende è capitato di vedere nascere stavolta lussuosi campi hi-tech dotati di tutti i confort. Tra i campi più strani c’è quello di James Okura, imprenditore giapponese che ha creato una «geisha house» con tanto di aria condizionata, sake e cibo giapponese freddo nella sua tenda. Ci sono anche veri e propri tir a testa in giù nella sabbia o fiori giganteschi in metallo. Molte delle sculture elaborate in questo periodo vengono infine bruciate. «Invito tutti a venire al festival almeno una volta nella vita, scommetto che il pianeta sarebbe sicuramente un posto più cool», ha descritto il giovane Okura lo spirito della manifestazione. Da lunedì tutto poi svanirà; quest’area del deserto ritornerà ad essere di nuovo solo più deserto.

[gmap |id=map |center=40.769179, -119.220267 |zoom=18 |width=100% |height=400px |control=Large |type=Hybrid]

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: