In hotel … al Grande Fratello

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Ci sono degli alberghi dove tu arrivi e non fai a tempo a posare la valigia davanti alla reception che entri nel Grande Fratello. C’è una signora bionda, come questa qui, con una giacca arancione e la camicia bianca, che ti apre un sorriso e ti dice «benvenuto al Barbizon Palace», mentre una telecamera ti guarda negli occhi e comincia a seguirti. All’inizio puoi essere un po’ impacciato: è uno scherzo? Ci sono telecamere dappertutto, anche negli ascensori.

Ci sono degli alberghi dove tu arrivi e non fai a tempo a posare la valigia davanti alla reception che entri nel Grande Fratello. C’è una signora bionda, come questa qui, con una giacca arancione e la camicia bianca, che ti apre un sorriso e ti dice «benvenuto al Barbizon Palace», mentre una telecamera ti guarda negli occhi e comincia a seguirti. All’inizio puoi essere un po’ impacciato: è uno scherzo? Ci sono telecamere dappertutto, anche negli ascensori.

Fai un sorriso, dicono. Se stai zitto, ti chiedono: come va? Ogni due minuti, perché il silenzio non fa molta audience. Poi, da lunedì a venerdì, finisci tutti i giorni sulla Sbs6 tv, dalle 18,30 in avanti, lì che ti portano le valigie in camera, che ti spiegano come funziona questo hotel, e puoi guardarti sullo schermo quello che ti pare, anche i cuochi in cucina che preparano da mangiare, o le cameriere che ti puliscono la stanza, o qualsiasi altra cosa che vuoi tu.

Lo share è buono, oltre il 10%, 400 mila spettatori per volta, che in Olanda sono un bel numero, a quell’ora. E’ il Grande Fratello raccontato davvero, senza trucchi e senza finzioni, neanche una sceneggiatura, un canovaccio, niente, e nemmeno una volta che Alessia Marcuzzi ti chiami: «Sei stato nominato». Capita solo quello che capita, nient’altro che questo. L’idea l’ha avuta Gabriele Burgio, amministratore delegato e presidente di NH Hoteles, una catena che comprende anche Jolly, il primo gruppo alberghiero di Spagna e Italia, e il terzo in Europa. Per ora ha cominciato in Olanda, in tre alberghi: chi entra al Barbizon Palace di Amsterdam, o al Schiphol, vicino all’aeroporto, o nello Jan Tabak di Bussum, diventa semplicemente un attore del Grande Fratello. Il signor Burgio è un tipo che ha sempre un mucchio di idee e che gli vanno anche sempre bene.

Pure questa volta ha trovato il modo di farsi pubblicità senza tirar fuori un euro, visto che le spese le paga tutte l’emittente che trasmette il reality. E se ha scelto per cominciare l’Olanda, al posto della Spagna o dell’Italia, c’è una buona ragione: i Paesi Bassi sono la patria di Endemol e del Big Brother tv, una landa neanche troppo grande che è capace di mandare in onda cinque trasmissioni del Grande Fratello insieme, e tutte con un gran seguito. Gabriele Burgio è nato a Firenze, ha 53 anni, una moglie e quattro figli, ma è un cittadino europeo senza identità precisa, come spiega sempre lui, con una battuta sul tipo di quelle che faceva Platini ai tempi della Juve: «Non so neppure se sono spagnolo o italiano. Qua mi dicono tutti che sono italiano, e in Italia che sono spagnolo».

A Madrid c’è arrivato nel 1993, come managing director di Cofir, holding industriale del gruppo C.I.R di Carlo De Benedetti. Cinque anni dopo la Cir realizzò la fusione con NH Hoteles, che da allora è diventato il gruppo alberghiero con la maggior crescita di fatturato: dai 148,3 milioni di euro del 1997, quando Burgio fu nominato amministratore delegato e presidente, ai 984,6 milioni del 2005. Senza fermarsi mai, perdipiù: l’anno scorso NH Hoteles ha registrato 77,4 milioni di utile netto, con una crescita del 24% sul 2006. Nel frattempo ha preso pure il controllo di Jolly Hotels, e nel 2008 ha superato le 50 mila stanze d’albergo, allargando la sua presenza in 22 Paesi. A Madrid, forse, lo conoscono meglio. Dicono che è un vulcano. L’anno scorso doveva ristrutturare un albergo nel centro della capitale.

Proprio in quei giorni andava di moda una campagna antistress: diceva che spaccare i piatti fa bene, che ogni tanto rompere delle robe vecchie aiuta a scaricare i nervi, a togliere le tensioni. Allora chiamò i manager di Madrid, gli impiegati frustrati, tutti quelli che volevano liberarsi da un’ansia: venite nel mio albergo e spaccate tutto. Lo fecero: gli buttarono giù un piano, quello che doveva essere rifatto secondo il progetto dei suoi architetti. Risparmiò tutto il lavoro dei muratori e si fece un mucchio di pubblicità. Anche adesso non ha sbagliato un colpo. Per i tre hotel olandesi non ha tirato fuori nemmeno una lira.

I suoi impiegati sono tutti contenti, stanno attenti a farsi belli tutti i giorni, e lavorano molto meglio per non fare brutte figura davanti alle telecamere, o per bucare il video, come dicono quelli del Grande Fratello. Non si sa mai che possa capitare davvero. Le grandi camere, con le tendone rosse alle finestre e le lenzuola candide, sono sempre perfette. C’è un cliente che si è visto una volta alla tv e allora ha voluto tornarci. Solo che ha dovuto mettersi in coda. «Tutto pieno», gli ha detto la mia amica bionda, quella della reception, sfoderando il sorriso dell’ora migliore. Quello delle 18,30, sulla Sbs.

Fonte: www.lastampa.it

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