In battello sui Navigli

Le linee in più per l’Expo so­no canali navigabili. Metrò blu o treni d’acqua, a scelta. Ci so­no preferenze? «Cari cittadini, utilizzereste un vaporetto elet­trico per arrivare a Milano?». Il progetto c’è, finanziato: i Navi­gli Grande e Pavese solcati da catamarani in lega d’alluminio, barche da 60 posti che si ferma­no ogni 500 metri, lungo le sponde, alle stazioni di carico. Lo «Studio di fattibilità di due linee di trasporto pubblico sui Navigli» è l’ultimo piano anti­traffico per l’Expo. È promosso dall’associazio­ne Amici dei Navigli con Comu­ne e Fondazione Cariplo.

Le linee in più per l’Expo so­no canali navigabili. Metrò blu o treni d’acqua, a scelta. Ci so­no preferenze? «Cari cittadini, utilizzereste un vaporetto elet­trico per arrivare a Milano?». Il progetto c’è, finanziato: i Navi­gli Grande e Pavese solcati da catamarani in lega d’alluminio, barche da 60 posti che si ferma­no ogni 500 metri, lungo le sponde, alle stazioni di carico. Lo «Studio di fattibilità di due linee di trasporto pubblico sui Navigli» è l’ultimo piano anti­traffico per l’Expo. È promosso dall’associazio­ne Amici dei Navigli con Comu­ne e Fondazione Cariplo.

L’Uni­versità Bicocca lo sta valutando con questionari, focus group e interviste a un campione rap­presentativo di cittadini, i resi­denti nei Comuni a distanza pe­donale dei tracciati. Obiettivo: «Misurare la domanda poten­ziale di mobilità per il trasporto via acqua».

Dall’hinterland in battello, sei-otto nodi di velocità di cro­ciera, biglietti e controllori. «Vo­gliamo restituire ai Navigli una delle sue funzionalità origina­rie, quella del trasporto» spiega Empio Malara, il presidente de­gli Amici dei Navigli. Lo studio fissa «la possibilità di creare un servizio di mobilità eco-compa­tibile» vera, funzionale, tipo au­tobus di linea interurbano. Al la­voro ci sono già la Zona 6 di Mi­lano e i Comuni di Assago, Buc­cinasco, Corsico e Rozzano: stanno definendo le «aree di pertinenza» del metrò blu e mi­surando la disponibilità dei pas­seggeri paganti tra quanti «vi­vono e lavorano sui Navigli a una distanza massima di 500 metri dalla sponda».

L’Agenzia Mobilità e Ambien­te e il Centro studi traffico han­no già analizzato gl’ipotetici tempi di percorrenza dei catamarani sulle due linee. Più velo­ce e funzionale il tragitto della me­tropolitana d’ac­qua sul Navi­glio Grande. Ac­cidentato, a cau­sa delle conche, il percorso sul Pa­vese. Gli scafi, pro­gettati dagli architetti Malara e Gabriele d’Alì con A2A, hanno due motori elettrici (a prua e a poppa); le batterie sono collegate a pannel­li solari posizionati sulla coper­tura; nel battello è previsto an­che un piccolo bar, l’angolo ri­storo (il treno d’acqua si conce­de la pausa caffè).

Fonte: www.corriere.it

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