Il Volo dell’Angelo

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Un’emozione unica: sospesi a 1000 metri di altezza, agganciati a un cavo d’acciaio, si "vola" tra due costoni rocciosi a 100 km orari. E chi riesce a tenere gli occhi aperti ammira il panorama delle Dolomiti Lucane .

Ottanta secondi di adrenalina pura. Sospesi a 1000 metri di altezza, si vola a 120 chilometri orari spinti solo dal proprio peso e dal dislivello, con il fischio del vento nelle orecchie e sotto gli occhi il paesaggio metafisico delle Dolomiti Lucane. Negli USA lo chiamerebbero “scenic flight”.

Un’emozione unica: sospesi a 1000 metri di altezza, agganciati a un cavo d’acciaio, si "vola" tra due costoni rocciosi a 100 km orari. E chi riesce a tenere gli occhi aperti ammira il panorama delle Dolomiti Lucane .

Ottanta secondi di adrenalina pura. Sospesi a 1000 metri di altezza, si vola a 120 chilometri orari spinti solo dal proprio peso e dal dislivello, con il fischio del vento nelle orecchie e sotto gli occhi il paesaggio metafisico delle Dolomiti Lucane. Negli USA lo chiamerebbero “scenic flight”.

In Basilicata è il Volo dell’Angelo, secondo il Manchester Evening News Travel “un’esperienza da fare assolutamente prima di compiere 30 anni”. In poche stagioni – quella che si apre il 16 maggio è la quarta estate che si può provare – il Volo è diventato il fiore all’occhiello di un turismo fuori dagli schemi. Capace di stupire trend setter e viaggiatori in cerca di forti emozioni.

Un percorso da Guinness, per gli esperti il più lungo d’Europa. Chi lo affronta, lo fa in tutta sicurezza con un’imbracatura che lo tiene agganciato a un cavo d’acciaio sospeso tra le vette di Pietrapertosa e Castelmezzano, due borghi posti uno di fronte all’altro sui costoni rocciosi di un vallone. La preparazione dei candidati al Volo segue un rituale preciso: su una piattaforma aperta sulla valle, lo staff pensa all’imbracatura, alla sistemazione del casco e degli occhiali antivento, senza dimenticare l’augurio scaramantico di “buon volo”. Prospettiva "insolita" quella che si gode durante il tragitto: le distanze si rimpiccioliscono, le montagne sono a portata di mano, lo scenario di guglie, pinnacoli e pareti a strapiombo è sempre più imponente e affascinante.

Alla stazione di arrivo, chi se la sente può ripetere l’esperienza su un altro percorso. Sono due, infatti, le linee che congiungono Castelmezzano e Pietrapertosa: la prima, detta di San Martino, parte da Pietrapertosa a 1020 metri di altezza e arriva a Castelmezzano (a 859 m) percorrendo quasi un chilometro e mezzo alla velocità di 110 km orari. La linea Peschiere, invece, permette di lanciarsi da Castelmezzano da 1019 metri di altezza e arrivare a Pietrapertosa toccando i 120 km all’ora su una distanza di 1452 metri (info: dal 16 maggio al 15 settembre, tel. 0971.98.31.10/98.60.20, www.volodellangelo.com . Biglietti 30 -38 €).

Una volta tornati con i piedi per terra, si va alla scoperta di una delle zone più intatte e meno note della Basilicata. Il Parco Naturale Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane (www.parcogallipolicognato.it ), uno dei più estesi del Sud Italia, meta privilegiata per il birdwatching e non solo. Al suo interno, tra vallate e strette gole scavate dai torrenti, s’incontrano anche daini, cinghiali, mucche podoliche e lepri italiche. Si percorrono mulattiere che si perdono tra boschi di castagno e tigli o antichi sentieri che raggiungono il sito archeologico del Monte Croccia, una specie di Stonehenge di casa nostra.

Tra i gioielli del Parco, Pietrapertosa è un pugno di case che spuntano dall’arenaria, affacciate su ripide stradine, orti e giardini. Furono i Saraceni a stabilirsi qui per primi, intorno all’anno Mille, costruendo nella parte alta del paese una fortificazione, poi ampliata dai Normanni. Ancora oggi il cuore segreto del borgo (inserito nella lista dei più belli d’Italia) è l’Arabata, una piccola casbah mimetizzata tra le rocce. Pietrapertosa vanta poi il primo albergo diffuso della Basilicata: Le Costellazioni , 13 abitazioni, dalla tipica casa contadina al vecchio locale della Posta, battezzate Andromeda, Cassiopea, Orsa Maggiore… (tel. 0971.98.30.35; www.borghidibasilicata.eu , da 36 € a persona in doppia b&b).

Dal centro del paese, il sentiero delle Sette Pietre porta al paese di Castelmezzano. Anche questo tra i Borghi più belli d’Italia, ha mantenuto intatto il suo impianto medievale: case arroccate lungo i fianchi della montagna, ripide scale che portano ai ruderi della cinta muraria, il Castello Normanno-Svevo e la Chiesa Madre di Santa Maria, da visitare anche per le trecentesche statue di legno. Per la notte, La Locanda di Castromediano (tel. 0971.98.62.49, doppia da 80 €) ha 24 camere con mobili di arte povera, letti in ferro battuto e vista sul magico panorama delle Dolomiti Lucane. Per cena, Al becco della Civetta ( tel. 0971.98.62.49, da 30 €) si gusta l’autentica cucina lucana. Dal pane alla pasta, dai dolci a salsicce e soppressate è tutto fatto in casa o a chilometri zero.

Il terzo e ultimo borgo-gioiello ai limiti del Parco è Campomaggiore Vecchio, un paese fantasma riscoperto negli anni Ottanta dal regista Francesco Rosi che qui ha girato alcune scene del film Tre fratelli.

Fonte: www.corriere.it

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