Il paradiso delle Bahamas

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Dalla spiaggia più spettacolare dell’arcipelago, la Gold Rock Beach, alle barriere coralline di Staniel Cay. Dai blue holes, le cavità sottomarine dell’isola di Andros, ai fenicotteri da record di Inagua. Settecento isole esclusive che offrono paesaggi unici e suggestivi. Ma alla portata di tutti.

Dalla spiaggia più spettacolare dell’arcipelago, la Gold Rock Beach, alle barriere coralline di Staniel Cay. Dai blue holes, le cavità sottomarine dell’isola di Andros, ai fenicotteri da record di Inagua. Settecento isole esclusive che offrono paesaggi unici e suggestivi. Ma alla portata di tutti.

Fu proprio Cristoforo Colombo il 12 ottobre del 1492, quando sbarcò sull’isola di San Salvador, dopo 33 giorni di traversata atlantica dalla Spagna, a battezzare l’arcipelago Baja Mar, mare poco profondo, poi diventato con gli inglesi Bahamas. A soli 90 chilometri da Miami, queste settecento isole, di cui appena una quarantina abitate, sono un concentrato di natura e meraviglia, fatto di distese di spiagge bianche e rosa, di acque cristalline dai riflessi azzurri e verdi cangianti pullulanti di un’infinita varietà di pesci, crostacei e molluschi, e di una barriera corallina unica nel pianeta.

Basta mettere i piedi a mollo per scorgere sul fondale stelle marine che sembrano uscite da un cartone animato, come l’enorme Orange Starfish, che può arrivare fino a un diametro di 60 centimetri. O imbattersi nel famoso strombo delle Bahamas, il conch: il più sorprendente è il celebre Strombus gigas, un grosso mollusco color corallo con la conchiglia ricurva usata per realizzare gioielli.

IMMERSIONI CARAIBICHE
Anche per questo, appassionati d’immersioni e snorkeling arrivano alle Bahamas da tutto il mondo per nuotare con i coloratissimi pesci tropicali, le razze, gli squali… Proprio questi ultimi sono tra i protagonisti indiscussi dell’arcipelago: squali limone, toro, tigre, martello, squali della scogliera caraibica, seta e naso nero… La maggior parte di queste varietà sono innocue, quindi non c’è da temere quando, non difficilmente, si incontrano durante le immersioni. Anzi. L’abbondanza di squali è l’indicatore più fedele della buona salute dell’ecosistema marino poiché, mangiando gli esemplari malati e quindi più facili da predare, gli squali aiutano a prevenire epidemie fra i pesci confermandosi di un’importanza strategica per l’equilibrio dell’habitat. Il loro ruolo è così fondamentale per i mari dello Stato caraibico che dalla scorsa estate è stata promulgata una legge che vieta la pesca degli squali in tutte le acque territoriali e impedisce la commercializzazione di prodotti derivati.
243 mila miglia quadrate di mare sono così diventate un rifugio sicuro per gli squali della zona.

NELL’OCEANO, PROFESSIONE NATURA
Che le Bahamas offrano un habitat naturale a cinque stelle lo dimostrano anche i numeri: 26 parchi nazionali di terra e di mare, tutti tutelati dal Bahamas Natural Park, per un totale di 700 mila acri protetti, 4023 chilometri di pareti oceaniche, 200 chilometri quadrati di secche e banchi di corallo, 20 foreste di mangrovie e i tanti blue holes, i buchi blu, cavità sottomarine profonde fino a 200 metri.
Ma aree protette non significa riserve naturali off limits, tutt’altro. Significa se mai entrare a contatto con un pezzo di pianeta che offre ancora una natura intatta e incontaminata. Sull’isola più accessibile dell’intero arcipelago, Grand Bahama, il Lucayan National Park, nelle vicinanze di Freeport, il più importante centro turistico dell’isola, ospita uno dei più lunghi complessi di grotte marine al mondo, con oltre nove chilometri di cavità carsiche sommerse. I sub muniti di brevetto possono esplorare le gallerie sottomarine ricche di stalattiti e stalagmiti in tranquillità. Il parco protegge anche 16 ettari di foresta in cui ci si può avventurare seguendo i percorsi segnalati, brevi e indicati per tutti.
Da non perdere il sentiero che porta alla Gold Rock Beach, una spiaggia spettacolare soprattutto quando la marea si ritira e offre un’immensa e scenografica distesa di caratteristiche ondulazioni, le ripple marks, incise sulla sabbia.

CORALLO, CHE PASSIONE
Tra le escursioni guidate si consigliano quelle organizzate dalla Grand Bahama Nature Tours, che propone la visita del parco in kayak e brevi camminate. Compreso nel tour anche il pranzo sulla bellissima Gold Rock Beach. Sempre Grand Bahama Nature Tours propone escursioni al Peterson Cay National Park, un piccolo isolotto di sabbia bianchissima, che oltre a essere una riserva ornitologica, offre la possibilità di praticare snorkeling alla scoperta della fauna marina che circonda il cay, l’unico al largo della costa sottovento di Grand Bahama. Spostandosi sull’isola di Exuma, si può visitare uno dei più spettacolari parchi delle Bahamas, l’Exuma Cays Land & Sea Park. Creato nel 1958, è il primo al mondo nel suo genere e la prima riserva marina dei Caraibi. Si trova 13 chilometri a nord del pittoresco villaggio di pescatori di Staniel Cay, e conta 15 isole coralline (tra cui Waderick Wells Cay, dove sono ubicati gli uffici del parco) e altri diversi isolotti. Delimitato a est dalle acque profonde dell’Exuma Sound e a ovest da magnifici fondali bassi, ha forse la più imponente delle barriere coralline. È il patch reef, tipico delle Bahamas, costituito da numerose ma isolate colonie di corallo pullulanti di pesci multicolori, e dalle meravigliose lingue di sabbia del Grande Banco delle Bahamas. Ci si può avventurare alla scoperta del parco in kayak anche per conto proprio (per il noleggio si consiglia Starfish a Georgetown), ma attenzione a munirsi prima di viveri, tanta acqua, una tenda, una carta nautica e, saggiamente, di una ricetrasmittente.

TRA NASSAU, INAGUA E ANDROS, LE OASI IN CITTÀ
Le Bahamas offrono oasi naturalistiche anche in piena città. È il caso del The Retreat Garden National Park, nella capitale dell’arcipelago, Nassau, sull’isola di New Providence.
Il parco, situato precisamente in Village Road, deve la sua fama a livello internazionale soprattutto alle 176 specie di palme esotiche che ospita, tra le quali si possono osservare anche esemplari molto rari e spettacolari. Ma è ancora il mare a regalare altri angoli di paradiso incontaminato. Sull’isola di Andros, il Central Andros National Park vanta la più alta concentrazione dei celebri blue holes, i buchi blu, quelli che tecnicamente gli studiosi chiamano doline carsiche subacquee. Il più famoso è l’Ocean Blue Hole, situato a circa 1,5 chilometri dalla costa di North Andros. Poi ancora ampie zone coperte da barriere coralline, foreste di pini e mangrovie.

Spostandosi sulla punta meridionale dell’arcipelago, a un’ora e mezzo di aereo da Nassau, si arriva sull’isola di Great Inagua. Qui, nel solito contorno da cartolina, c’è un altro spettacolo della natura: l’Inagua National Park, una riserva naturale di 743 chilometri quadrati di cui fa parte anche il Lake Windsor con le sue basse acque.

FENICOTTERI (E TARTARUGHE) DA RECORD
Il parco è stato istituito nel 1962 per proteggere quella che oggi è la più grande colonia di fenicotteri rosa al mondo (West Indian Flamingos): ben 50 mila esemplari.
Dislocato a nordest di Matthew Town, l’unica località dell’isola, l’Inagua National Park è caratterizzato da una vegetazione che si fa sempre più rada man mano che ci si avvicina alle saline, che poi non sono altro che grandi specchi quadrati di acqua salmastra collegati da percorsi stretti e a filo d’acqua. Ed è qui che, soprattutto al mattino, si può godere dello spettacolo di questi grossi uccelli di palude che incedono lentamente o si levano maestosamente in cielo come angeli vestiti di rosa. Oltre ai fenicotteri si possono avvistare anche altri uccelli, come aironi, pellicani e la rara amazzone delle Bahamas, la Amazona leucocephala bahamensis, ovvero un pappagallo, un tempo presente in tutto l’arcipelago, che invece oggi si trova solo a Great Inagua e Great Abaco. Fuori dal parco, a fine giugno, è curioso scorgerla aggirarsi con i propri simili tra i vialetti del centro abitato di Matthew Town per nutrirsi dei frutti maturi degli alberi.
Fa parte dell’Inagua National Park anche l’Union Creek National Reserve, sede di un importante centro di studi e ricerche sulle tartarughe marine, in particolare le Green Turtles: dal 1974 contribuisce con interessanti scoperte scientifiche alla tutela di questa specie a rischio di estinzione. E restando in tema, per un incontro ravvicinato con le tartarughe verdi, da non perdere 16 chilometri a nord dell’isolotto di Rum Cay, Conception Island, un isolotto di sabbia bianchissima, lungo soli 5 chilometri e largo 1,5, che è parco nazionale di terra e di mare, abitato esclusivamente da tartarughe verdi e uccelli migratori. Durante la sua visita, quindi, non bisogna dimenticare maschera e boccaglio: l’isola è interamente circondata da una barriera corallina ricca di vita. Infine, per chi intende dedicarsi alla scoperta delle tante oasi naturalistiche delle Bahamas, strumento indispensabile è la National Parks. National Treasures, la nuova guida ai parchi nazionali e alle aree protette dell’arcipelago caraibico, realizzata dal Bahamas National Trust, che si può richiedere all’Ufficio del Turismo delle Bahamas.

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