Il paradiso delle Andamane

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Sabbie candide, coste frastagliate e una barriera che conta 50 specie di corallo. Alla scoperta di uno degli ultimi luoghi incontaminati del pianeta. Dove si trova la spiaggia che il Time ha incoronato come la più bella di tutta l’Asia.

Sabbie candide, coste frastagliate e una barriera che conta 50 specie di corallo. Alla scoperta di uno degli ultimi luoghi incontaminati del pianeta. Dove si trova la spiaggia che il Time ha incoronato come la più bella di tutta l’Asia.

Se ne stanno stese al sole nel Golfo del Bengala tra l’India, il Myanmar e Sumatra. A tracciare un arco lungo mille chilometri di mare. Politicamente indiane, ma geograficamente più vicine al Sudest asiatico, le isole Andamane sono una scheggia di mondo vergine. Quasi 600 isole e scogli,di cui solo una trentina abitati, che non sono altro che le cime emerse di una catena montuosa sottomarina, piene di spiagge deserte, magnifiche barriere coralline e un incredibile mondo sommerso. Poi montagne, una fitta vegetazione dove vivono più di 62 mammiferi (32 endemici) e 250 specie di uccelli, e alcune paludi litoranee popolate di coccodrilli.

Un arcipelago quasi dimenticato che ha però un passato tormentato. Segnalate già sulla mappa di Tolomeo nel II secolo d.C., citate da viaggiatori cinesi nel VII secolo, divennero, alla fine del Seicento, la base dei pirati indiani Maratha che da qui sferravano assalti alle navi britanniche. Poi arrivarono i corsari olandesi, i gesuiti francesi e, a metà del Settecento, i prelati danesi che cercarono di evangelizzare le isole. Nel 1789, l’allora governatore britannico lord Cornwallis spedì il capitano Blair a fare una ricognizione in questo tratto di mare e lui vi fondò Port Blair, sull’isola di South Andaman. Mezzo secolo dopo la piccola capitale diventò una colonia penale inglese per criminali comuni indiani e dissidenti politici. La grande prigione di Cellular Jail è oggi diventata National Memorial e ospita un museo, un monumento ai martiri, alcune celle e le forche originali: ogni sera uno spettacolo di suoni e luci ripercorre la brutale storia della prigione.

Poco lontano, Ross Island custodisce le vestigia dell’ex sede dell’amministrazione britannica. Sull’isola si trova anche il Saddle Peak, che con i suoi 732 metri di altezza è il punto più elevato di tutte le Andamane. Per raggiungerlo bisogna incamminarsi, a piedi, lungo un sentiero ben tracciato nella foresta subtropicale.

L’isola più attrezzata per i turisti è invece Havelock, dove la barriera è facilmente raggiungibile e per ammirare il mondo sommerso bastano maschera e pinne. Una terra di spiagge candide, coste frastagliate e lidi, dove le mangrovie prendono a morsi il mare. Qui c’è anche la spiaggia che la rivista statunitense Time ha incoronato come migliore di tutta l’Asia, Radhanagar Beach: una lingua di sabbia finissima e bianca lunga quattro chilometri, circondata da una fitta giungla e bagnata da un mare che sfoggia ogni sfumatura di blu, dal cobalto all’azzurro.

Trenta chilometri a sud di Port Blair, a Wandoor si trova un’altra meraviglia naturale, il Mahatma Gandhi Marine National Park: 280 chilometri quadrati di isolotti disabitati (si può sbarcare soltanto in alcuni come Jolly Buoy, Red Skin e Cinque) dal paesaggio estremamente vario e una barriera corallina che conta 50 specie di corallo, popolata da pesci multicolori e conchiglie dalle innumerevoli fogge. Ancora più a sud, le Nicobare, formano un piccolo arcipelago di una ventina di isole dove i turisti non sono ammessi. Almeno per ora.

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