Il Museo Marittimo di La Rochelle

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Solida e incurante della ressa che preme all’ingresso del vicino acquario, uno dei più belli d’Europa, pacificamente attraccata a un molo del porto della Pallice a La Rochelle, la France I si fa assaltare da gioiose frotte di bambini che, accompagnati dai genitori, scoprono al suo interno le avventure e i segreti del mare. I giorni tempestosi in pieno Atlantico, quando France I era stazione meteorologica e climatica, sono acqua passata da oltre vent’anni.

Solida e incurante della ressa che preme all’ingresso del vicino acquario, uno dei più belli d’Europa, pacificamente attraccata a un molo del porto della Pallice a La Rochelle, la France I si fa assaltare da gioiose frotte di bambini che, accompagnati dai genitori, scoprono al suo interno le avventure e i segreti del mare. I giorni tempestosi in pieno Atlantico, quando France I era stazione meteorologica e climatica, sono acqua passata da oltre vent’anni.

Già nell’85, con l’avvento dei satelliti, la nave era stata mandata in pensione. Sembrava destinata a un triste e inesorabile smantellamento, ma venne recuperata in extremis e restaurata. E come una grande dame che riceve la legion d’honneur, è diventata niente meno che tesoro nazionale. 

Verrebbe da dire, con la solita punta d’invidia nei confronti dei cugini transalpini: solo la Francia poteva glorificare al pari di un monumento storico un’imbarcazione del 1958 che dopotutto non ha fatto altro che il suo lavoro. Ma Patrick Schnepp, il vulcanico fondatore e direttore del Museo Marittimo di La Rochelle di cui la France I funge da sede provvisoria, ha convinto politici e amministratori che la memoria collettiva di un Paese e il suo orgoglio si alimentino e si rafforzino con questi riconoscimenti.

La storia di La Rochelle è fatta di tanti uomini tenaci e aspri come i loro visi segnati dal vento e dalla salsedine. Ogni anno a settembre il Museo Marittimo cerca questi protagonisti del mare, dai mozzi ai capitani di fregata, e li invita a raccontarsi davanti al pubblico per tramandare i ricordi di un’attività che forma l’identikit di una regione. «Il nostro compito è lavorare sull’immateriale, su un patrimonio vivente che può assicurarci un futuro», spiega Schnepp. D’altronde questa cittadina di 80 mila abitanti nella Charente Maritime, al centro della costa atlantica francese, ama vantare da sempre la sua «eccezione». Democratica già nel XII secolo (elesse il suo primo sindaco nel 1199), fu ultima roccaforte protestante a resistere in una Francia pienamente ricattolicizzata da Luigi XIII agli inizi del Seicento, dopo l’editto di Nantes. E qui l’orgoglio si intreccia con l’epica di un assedio navale, (poi raccontato da Dumas padre ne I tre moschettieri) organizzato scientificamente dal cardinale Richelieu, al quale i rochellesi capitolarono per fame solo dopo 13 mesi e 23 mila morti.

A La Rochelle, navigare è un’attività quotidiana; la realtà economica cantieristica della cittadina conta 190 aziende e 2500 lavoratori. Ogni anno vengono varate 700 imbarcazioni di ogni tipo e misura, il giro d’affari è attorno ai 2,3 milioni di euro. Il nuovo traguardo è fissato per il 2010, quando nel bacino della Pallice verranno ultimati i lavori dei nuovi ampi spazi museali e congressuali che completeranno questa straordinaria filiera nautica. A quel punto la piccola, fiera La Rochelle non avrà più rivali sul fronte occidentale.

Fonte: www.corriere.it

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