Il muro di Berlino: tour di un luogo che non esiste più

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L’attrazione principale di Berlino è, ironicamente, qualcosa che non esiste più: ‘der Mauer’, il più potente simbolo della Guerra Fredda, che per 28 anni ha diviso non solo la città ma il mondo intero. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul Muro, dalla storia agli itinerari in bicicletta.

Una vecchia Trabant parcheggiata di fronte al Muro di Berlino, alla East Side Gallery ©canadastock/Shutterstock

L’inizio

Poco dopo la mezzanotte del 13 agosto 1961, soldati e poliziotti della Germania Est srotolarono chilometri di filo spinato, che sarebbe stato ben presto rimpiazzato da lastre di cemento. Tutto a un tratto le strade vennero tagliate in due, il traffico fu fermato e i berlinesi dell’Est, compresi i pendolari, non poterono più entrare a Berlino Ovest. Il Muro fu un tentativo disperato della DDR di arrestare l’emorragia di cervelli e braccia che l’affliggeva fin dalla sua costituzione, nel 1949. Quasi 3,6 milioni di persone si erano già trasferiti a Ovest, spingendo il paese sull’orlo del collasso economico e politico.

Il confine fisico

Il Muro di Berlino fu uno strumento di oppressione che trasformò Berlino Ovest in un’isola nel mare del socialismo reale. Qualche numero:

• 43 chilometri che divisero in due il cuore della città,

• 112 chilometri di confine perimetrale che separava Berlino Ovest dalla DDR.

• 3,6 metri di altezza

• 1,2 metri di larghezza

• 2,6 tonnellate di peso

Un monumento commemorativo lungo quello che era il tracciato del Muro, Berlino ©csp/Shutterstock

Le tracce delle fughe

Quasi 100.000 cittadini della DDR tentarono la fuga e, benché non ci siano cifre ufficiali, si presume che siano state centinaia le persone perite cercando di scappare. La prima persona uccisa al Muro fu il sarto ventiquattrenne Günter Litfin. Il Muro era stato eretto da poco quando il ragazzo fu colpito da una raffica di proiettili mentre cercava di guadagnare la libertà passando
a nuoto un canale largo 40 metri nello Humboldthafen: era il 24 agosto 1961. Dal 2003, Günter viene ricordato con una mostra commemorativa in un’autentica torretta di guardia nei pressi del luogo in cui fu ucciso. È un po’ fuori mano, ma merita una visita.

Il diciottenne Peter Fechter il 17 agosto 1962, fu colpito e morì sotto gli occhi delle sentinelle. Una semplice colonna lo ricorda in Zimmerstrasse, vicino a Checkpoint Charlie. Alle spalle del Reichstag, sulla sponda sud della Sprea, le sette croci bianche del Gedenkort Weisse Kreuze commemorano le vittime del Muro, così come fa la Finestra della Rimembranza al Gedenkstätte Berliner Mauer, di potente impatto emotivo.

L’illimitata ingegnosità dimostrata da coloro che volevano tentare la fuga è documentata al Mauermuseum vicino
a Checkpoint Charlie. Vi sono esposti vari marchingegni originali, tra cui una mongolfiera, una tavola da surf scavata, un’auto con un nascondiglio segreto e persino un piccolo sottomarino fatto in casa.

La Finestra della Rimembranza al Gedenkstätte Berliner Mauer ©Torval Mork/Shutterstock

Oggi

Lo smantellamento dell’odiata barriera cominciò quasi subito e oggi la città si è amalgamata a tal punto che ci vuole un occhio allenato per distinguere l’Est dall’Ovest. Fortunatamente una doppia fila di ciottoli con targhe in bronzo con la scritta ‘Berliner Mauer 1961-1989’ aiuta a percorrere i 5,7 chilometri del perimetro. Tenete anche gli occhi aperti per vedere i 32 pannelli informativi posti lungo il Miglio della Storia del Muro di Berlino. Ognuno di questi, in quattro lingue, si riferisce a un evento specifico che vi ebbe luogo. Si parla anche della divisione di Berlino, delle vittime, della costruzione del Muro e della sua caduta.

Oggi solo 2 chilometri della barriera di cemento sono ancora in piedi; il tratto più famoso, di 1,3 chilometri , è quello della East Side Gallery. Ma in tutta la città esistono ancora tracce del Muro, tra cui riflettori, sentieri di pattuglia, difese perimetrali e recinzioni. Un’ottima fonte informativa per rintracciare questi frammenti di passato è il Denkmallandschaft Berliner Mauer, un sistema interattivo GIS che documenta tutti i reperti, per quanto piccoli siano.

Il Checkpoint Charlie, un simbolo della guerra fredda ©Sean Pavone/Shutterstock

7 punti da non perdere

Tränenpalast

Questo padiglione in acciaio costruito nel 1962 fu soprannominato ‘palazzo delle lacrime’ a causa degli addii commossi che si scambiavano i cittadini dell’Est e dell’Ovest quando questi ultimi dovevano ripartire e lasciare i congiunti.

Porta di Brandeburgo

Spettatori di tutto il mondo gioirono alla vista dei berlinesi dell’Est e dell’Ovest che brindavano insieme in cima al muro, di fronte a questa icona della città, oggi fotogenico simbolo della riunificazione.

Potsdammer Platz

Nel punto in cui la ‘striscia della morte’ era più larga, negli anni 90 è spuntato un quartiere di edifici postmoderni. Una piccola porzione del muro originale ricorda i tempi in cui quella era una terra di nessuno tra le due Berlino.

Checkpoint Charlie

Solo diplomatici e stranieri potevano passare per questo posto di confine. Poco dopo la costruzione del Muro, carri armati americani e sovietici si fronteggiarono in uno dei momenti più tesi della Guerra Fredda.

Mauerpark

Famoso per il mercato delle pulci e il karaoke, questo parco molto popolare occupa una parte di quella che era la ‘striscia della morte’. Un segmento del Muro lungo 30 metri oggi è usato da graffitari e street artist.

Gedenkstätte Berliner Mauer

Il principale sito commemorativo dedicato alle vittime rivela in un tratto del perimetro del Muro lungo 1,4 chilometri la complessa struttura del confine e la crudele repressione del dissenso.

East Side gallery

Il tratto del Muro più lungo rimasto in piedi corre parallelo alla Sprea per 1,3 chilometri. Dopo la caduta del Muro, più di un centinaio di artisti espressero i propri sentimenti su questo momento storico in una serie di murales.

La Porta di Brandeburgo simbolo della riunificazione ©canadastock/Shutterstock

Tour in bicicletta del Muro di Berlino

Inizio Bornholmer Brücke 
alla stazione della s-bahn di bornholmer strasse.

Fine east side gallery.

Lunghezza 15 chilometri; 2 ore 30 minuti.

Questa facile pedalata segue il corso del Muro partendo dal Bornholmer Brücke. Una mostra gratuita all’aperto ripercorre gli eventi del 9 novembre 1989, quando il posto di confine di Bornholmer Strasse fu il primo a essere aperto.

Puntate a est su Bornholmer Strasse, girate a destra in Malmöer Strasse
e ancora a destra in Behmstrasse. Vicino alla cima della collina, attraversate la strada e prendete il ponte pedonale della Schwedter Steg sopra i binari ferroviari. Proseguite dritto fino al Mauerpark, il popolare parco nell’ex striscia della morte. Un tratto di 300 m del muro interno corre alle spalle del Friedrich-Ludwig-Jahn-Stadion: era più alto che altrove per scoraggiare eventuali fughe partendo dallo stadio.

Il Mauerpark costeggia la Bernauer Strasse, dove ilGedenkstätte Berliner Mauer, un sito commemorativo in parte all’aperto, prosegue per 1,4 km, ed è il posto migliore della città per farsi un’idea della struttura complessa del Muro e del suo impatto sulla vita quotidiana. Seguite la via superando i resti delle installazioni di confine e i tunnel delle fughe, una cappella, un monumento e un tratto originale del Muro. Bernauer Strasse termina alla stazione della S-Bahn Nordbahnhof, una cosiddetta ‘stazione fantasma’, poiché il Muro divideva anche
il sistema dei trasporti. Tre linee che partivano da Ovest utilizzavano binari che attraversavano la parte orientale per tornare poi in quella occidentale. Una mostra nella stazione spiega la situazione nei dettagli.

Da Nordbahnhof, proseguite a ovest su Invalidenstrasse, poi dirigetevi a sud in Chausseestrasse. Dopo la Sprea incontrate il Tränenpalast, ‘palazzo delle lacrime’. Date un’occhiata alla mostra gratuita all’interno prima di seguire la Sprea sulla Reichstagsufer.

Graffiti alla East Side Gallery ©turtix/Shutterstock

Girate a destra in Luisenstrasse e a sinistra in Adele-Schreiber-Krieger-Strasse fino al Parlament der Bäume, un’installazione d’arte di Ben Wagin simile a un giardino a ricordo di coloro che persero la vita al Muro. Per vedere un’altra installazione di Wagin, scendete le scale, bicicletta in spalla, fino a Schiffbauerdamm e pedalate lungo il fiume fino alla Marie-Elisabeth-Lüders-Haus. Nell’interrato c’è una fila di segmenti del Muro, ognuno dipinto con l’anno e il numero delle persone uccise quell’anno.

Girate poi a destra sul Luisenbrücke e ancora a destra su Unter den Linden per raggiungere la Porta di Brandeburgo. Superatela, girate a sinistra in Ebertstrasse e andate a sud fino a Potsdamer Platz. Davanti all’ingresso della stazione della S-Bahn ci sono alcuni segmenti del Muro.

Proseguite a sud in Stresemannstrasse, poi girate a sinistra in Berger-Strasse per vedere una della poche torrette di guardia della DDR rimaste. Le guardie dovevano salire una stretta scala di ferro per raggiungere la postazione ottagonale in cima.

Tornate indietro e continuate su Stresemannstrasse, poi girate a sinistra in Niederkirchner Strasse per raggiungere un tratto di 200 m dell’originale muro esterno di confine. Gravemente danneggiato dai cacciatori di souvenir, è oggi protetto da una recinzione.

Proseguite verso est su Niederkirchner (che diventa Zimmerstrasse) fino al Check- point Charlie. Più a est in Zimmerstrasse si incontra il Peter Fechter Mahnmal, dedicato al giovane che morì sotto gli occhi delle guardie della DDR. Svoltate a destra in Axel-Springer-Strasse, a sinistra in Oranienstrasse e di nuovo a sinistra (all’altezza di Moritzplatz) in Prinzenstrasse. Subito dopo l’incrocio con Sebastianstrasse c’era il posto di confine di Heinrich-Heine-Strasse, utilizzato principalmente per la posta e le merci e il passaggio dei tedeschi dell’Ovest.

Seguitela verso nord, girate a destra in Köpenicker Strasse, a sinistra su Engeldamm, attraversate la Sprea, svoltate a destra in Stralauer Strasse e presto arriverete alla East Side Gallery. Tutto il fiume faceva parte di Berlino Est e le guardie di confine lo pattugliavano in barca.

Fonte articolo originale

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