Il MoMa su SecondLife

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Il museo di arte contemporanea ha inaugurato la prima mostra nella realtà virtuale

Mentre i guru dell’information technology si lanciano in (opposti) presagi sul futuro di Second Life, il più grande museo di arte contemporanea del mondo ha inaugurato la prima mostra ospitata proprio nella realtà virtuale in 3D che promette di rivoluzionare il Web.

Il museo di arte contemporanea ha inaugurato la prima mostra nella realtà virtuale

Mentre i guru dell’information technology si lanciano in (opposti) presagi sul futuro di Second Life, il più grande museo di arte contemporanea del mondo ha inaugurato la prima mostra ospitata proprio nella realtà virtuale in 3D che promette di rivoluzionare il Web.

L’esposizione del MoMa, il Museum of Modern Art di New York, si intitola Humble Masterpieces e raccoglie capolavori del design contemporaneo che ci accompagnano nella vita quotidiana. Come la penna Bic, il Post-it, il lecca-lecca.

A proposito, quanti sapevano che l’involucro coloratissimo del Chupa-Chups fu disegnato da Salvador Dalì? Oggetti che costano pochi euro (a volte anche meno), prodotti in milioni di esemplari. Ma che hanno rivoluzionato la nostra cultura.

Dopo il successo in real life negli spazi newyorkesi, la mostra si è trasferita sull’isola virtuale di Style Magazine, il mensile del Corriere della Sera. All’inaugurazione ha fatto gli onori di casa Paola Antonelli, curatrice del dipartimento design e architettura del MoMa, la giovane signora che sceglie quali oggetti di design entreranno a far parte della collezione permanente del museo. Naturalmente l’architetto italiano – laureata al Politecnico di Milano e già docente ad Harvard – si è presentata in versione avatar, e cioè da cittadina del mondo virtuale. Collegata via Internet da New York, la Antonelli ha presentato questi capolavori umili a decine di altri avatar arrivati all’appuntamento da tutto il mondo. Figure multiformi, che parlano lingue diverse e hanno gusti opposti, accomunati soltanto dalla passione per il design.

È la prima volta nella storia di Second Life che un museo autorevole e d’avanguardia come il MoMa decide di presentare una grande esposizione in versione virtuale. Il motivo lo spiega la stessa Antonelli: «SL offre la possibilità di creare un vero spazio di fruizione, non un semplice catalogo di oggetti. L’ho scoperto un anno e mezzo fa, per caso, attraverso un blog. Erano anni che non trovavo qualcosa di veramente divertente in Internet. Il software di LindenLab deve ancora migliorare e diventare pi semplice per gli utenti, ma sono convinta che la sperimentazione di Second Life darà un enorme contributo allo sviluppo del design.

L’esposizione resterà aperta nell’isola di Style per due mesi. Per arrivarci si può partire dal blog www.styleonsl.com, o digitando stylemagazine nella barra di navigazione di Second Life. Gli oggetti esposti, dalla graffetta al mitico Toblerone, sono stati ricostruiti in 3D da un’azienda italiana, Second Key. Tutti gli avatar designer possono lasciare in bacheca un loro progetto. Saranno valutati direttamente dalla curatrice del Moma. In fondo, quello che succede nella realtà virutale può cmbiare la vita. Anche quella reale.

SLURL per accedere al MoMa

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