Il mare della Catalogna

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Celebri o incontaminate e silenziose. Per famiglie o per sportivi. Ecco come scegliere, lungo seicento chilometri di coste, le spiagge su misura. Le insenature più pulite. E l’hotel sull’acqua.

Dietro il sole e la tramontana. La costa catalana è una corsa che parte dal confine con la Comunitat Valenciana, sfiora la Rambla e si spegne in Francia 600 chilometri dopo. Un mondo di xiringuitos e fenicotteri rosa, windsurf e rovine romane. Per tutti. Chi cerca azione e chi contemplazione.

Celebri o incontaminate e silenziose. Per famiglie o per sportivi. Ecco come scegliere, lungo seicento chilometri di coste, le spiagge su misura. Le insenature più pulite. E l’hotel sull’acqua.

Dietro il sole e la tramontana. La costa catalana è una corsa che parte dal confine con la Comunitat Valenciana, sfiora la Rambla e si spegne in Francia 600 chilometri dopo. Un mondo di xiringuitos e fenicotteri rosa, windsurf e rovine romane. Per tutti. Chi cerca azione e chi contemplazione.

Surfisti e addicted dell’all inclusive a 5 stelle. Per chi viaggia con i bambini, chi fa le ore piccole e chi si sveglia per il saluto al sole. Chi ama il jogging o il nudismo (o entrambi). Perfino solo per godersi un pesce caldo di brace, a piedi scalzi e con un calice di Cava in mano. Ogni ora e non solo d’estate.

VENTO, ACQUA E ORO: NELLE HAWAII CATALANE
Si parte dall’estremo sudovest, a un’ora d’auto da Barcellona. Da quel delta dell’Ebre che è, insieme, un regno del birdwatching e uno dei posti più significativi della storia catalana. Scenario di una delle battaglie cruciali della Guerra Civile, questo delta sabbioso di 320 chilometri quadrati, cuore dell regione delle Terres dell’Ebre, non offre solo passeggiate e gite naturalistiche tra le risaie verdi d’estate e dorate in autunno, ma anche momenti di profondo relax. Sulle isolette di Gràcia, Sant Antoni e Buda, ad esempio, visitabili sui battelli che partono da Amposta o Deltebre, o alla Punta del Fangar, luogo di magici silenzi – il delta è zona vergine, con pochissime costruzioni – da scoprire appena prima del tramonto. Dopo, il consiglio è di dirigersi a Sant Carles de la Ràpita, per concedersi un buon arròs con gli eccelsi scampi locali al ristorante Llansola, sul porto, amato dai locali (c/Sant Isidre 98, tel. 0034.977740403, menu mare da 35 euro).

 Per la notte c’è la località di Poblenou del Delta, con una buona offerta di b&b e uno dei più grandi hotel della zona, l’Agadir. A nord di L’Ampolla risplende ora la Costa Daurada, che comprende tutto il litorale della provincia di Tarragona e prende il nome dal colore delle sue lunghe spiagge di acqua trasparente dal bagnasciuga vellutato. Dovendo sceglierne una, la platja di L’Hospitalet de l’Infant, poco prima di Cambrils, abbonda di roccia e lingue di sabbia dorata in uno dei pochi angoli ancora vergini di questo tratto di costa: il grosso del turismo internazionale devia tutto a Salou, per il megaparco giochi di PortAventura. Per ritrovare altrettanta pace e bellezza bisogna arrivare nei pressi di Torredembarra, 30 chilometri a nord di Tarragona. A quella Platja Fonda – ma qui l’hanno soprannominata Waikiki, all’hawaiana – cui si accede solo via mare o attraverso il parco naturale del Bosc de la Marquesa, proprietà fino alla fine del secolo scorso di un famiglia nobile catalana. Qui, basta una passeggiata di mezz’ora per ritrovarsi persi in una natura rigogliosa, dove prendere il sole lontano da tutti e da tutto su 200 metri di spiaggia candida. Un’altra mezz’ora, ed ecco Platja de les Roques Planes, che, nonostante il nome, non offre rocce, ma una sabbia carezzevole e morbidissima.

VIBRANTI O SEGRETE
A Sitges, perla occidentale della Costa Barcelona, converrebbe arrivare la sera, per evitare l’ingorgo diurno di ombrelloni e godersi in pace la lunga curva della spiaggia orlata di palme. Un lungo respiro, un bagno serale e ci si può tuffare nell’atmosfera vibrante di questo paesino patria di artisti e creativi, sede di uno festival del cinema tra i più importanti di Spagna (vai al sito), di un colorato carnevale e di una movida che non si ferma mai. Per la cena, diciamo verso le dieci e mezzo come usa qui, si potrebbe, tra i tanti ristorantini lungomare, scegliere La Nansa, per il suo imperdibile menu a chilometri zero e l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Pochi chilometri più a levante, un altro centro del divertimento dove i barcellonesi (e i giocatori del Barça FC) prendono la seconda casa è Castelldefels. Un posto ideale per la famiglia, grazie a una spiaggia piena di servizi e a un’offerta gastronomica tra le migliori della zona, al servizio dell’alta concentrazione di vip. Nel Club Marítim, inoltre, affittano attrezzature per ogni tipo di sport acquatico. E preparano un’ottima paella. Se invece si cerca qualcosa di più raffinato, le tavole migliori sono sul litorale di Gavá, nel giardino sul mare del Les Marines o nella spiaggia privata del Tropical, che di notte si trasforma in discoteca all’aria aperta.

Ormai alle porte di Barcellona, a pochissimi chilometri dall’aeroporto, c’è posto ancora per uno dei segreti meglio conservati di questa regione: la spiaggia del parco naturale del Prat de Llobregat. Un gioiellino naturale sotto gli aerei che decollano lontano, da scoprire al ritmo del mitico xiringuito El Cangrejo. Un posto aperto solo d’estate, dove ogni domenica si organizzano aperitivi alla luce del tramonto e dj-set fino all’alba.

COSTA BRAVA: ARTE E NIGHTLIFE
Appena oltre gli ultimi sobborghi barcellonesi la costa riprende libera e selvaggia. Suggestiva anche solo la vista dal treno che la sfiora a pochi metri dall’acqua. Prima fermata, e siamo ancora in Costa Barcelona, Mataró, con le sue decine di xiringuitos: una festa di patates braves (le patatine fritte con la maionese all’aglio e aceto), pesce fritto e immancabili cerveses a pochi metri dalla battigia. Ma per rituffarsi nella natura incontaminata bisogna arrivare fino a Sant Pol de Mar e alla sua Platja Roques Blanques. Si fa free climbing sulle pareti di roccia su cui passa il treno per arrivare all’unico ristorante di questo tratto di litorale, il Las Rocas: imprescindibile prenotare per aggiudicarsi un tavolo e godersi il panorama tra una tapa e l’altra. Poche fermate più a nord ed eccoci giunti nel gioiello più pregiato della corona catalana: la Costa Brava. Scegliere tra le decine di spiagge, baie e calette turchesi è difficile. Nell’imbarazzo, puntate alla meno nota Cala del Senyor Ramon.

Ci si arriva solo in barca, subito dopo Tossa de Mar. È un angolo incontaminato che vanta l’acqua più pulita di tutta la Costa. Minacciato da un progetto di urbanizzazione, ha raccolto attorno a sé un folto gruppo di sostenitori che collezionano firme per mantenerlo vergine. A Sant Feliu de Guíxols da vedere il centro storico, che ha sedotto anche la baronessa Thyssen. E l’ha convinta ad aprire (prossimamente) proprio qui un distaccamento della sua famosa fondazione. Il luogo eletto per accogliere le opere d’arte di una delle collezioni private più importanti del mondo è il monastero di Sant Feliu, la cui porta principale è un esempio unico dello stile romanico antico. E prima di arrivare a Platja d’Aro, capitale delle notti della costa, il lungomare di S’Agaró accoglie con le sue case moderniste e alcuni tra i migliori ristoranti della regione. Come quelli del porto di Palamós: uno tra tutti, lo storico, leggermente decadente Fregiduría del Port, per i gamberetti locali in tutte le salse e la tortilla di baccalà. Una passeggiata tra le cale La Fosca e El Castell riporta indietro di migliaia di anni, tra i resti di abitazioni degli Iberi. Eletta dal National Geographic come uno dei migliori posti del pianeta per l’estate 2012, Calella de Palafrugell è un ex villaggio di pescatori dove il primo sabato di luglio esplode un festival di musica caraibica.

Da seguire dalla terrazza del ristorante Tragamar, davanti a un vassoio di freschissimi frutti di mare. Tranquille anche le spiagge di Sa Tuna e Aiguafreda, vicino Begur, mentre sulla Platja del Riuet, a Sant Martí d’Empúries, l’archeologia pieds dans l’eau, con le rovine romane di Empúries sparse sulla sabbia dorata. A pochi chilometri, riposo all’Hostal Empúries di L’Escala, con belle stanze e menu à la carte tipici catalani. La tramontana che soffia forte sulla parte più settentrionale della Costa Brava trasforma le spiagge di Roses e Port de la Selva in paradiso dei surfisti. Vengono da tutto il mondo a farsi cullare dal vento anche gli amanti del kitesurf, che trovano attrezzature e corsi specializzati nella scuola Kite Experience di Sant Pere Pescador, a 30 chilometri da Port de la Selva.

Superate le spiagge di Dalí e García Lorca a Cadaqués, belle ma un po’ affollate, sarà un privilegio per pochi l’ultima baia della costa. A un soffio dalla frontiera francese, tra Llançà e Colera, Cala Garbet è una striscia bianchissima orlata di macchia mediterranea, dove nell’acqua trasparente occhieggiano i ricci. Qui c’è anche un esclusivo ristorante, il Garbet. Con l’attracco privato per le barche e frutti di mare di giornata. Ideale per un caffè, un aperitivo o una cena a lume di candela, baciati dalla brezza di uno dei posti più incantevoli del Mediterraneo.

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