Il lago di Garda

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Certo non è un mare ma è il più grande lago italiano. Il Lago di Garda (Bènaco secondo la tradizione), amatissimo dagli sportivi di tutta Italia e dai turisti di mezzo mondo, è una delle mete più visitate nel Nord del Paese. D’estate le sue acque sono solcate da una moltitudine di natanti. Barche a vela e motoscafi ne punteggiano la superficie, anche se alle imbarcazioni a motore è interdetta la parte trentina del lago.

Certo non è un mare ma è il più grande lago italiano. Il Lago di Garda (Bènaco secondo la tradizione), amatissimo dagli sportivi di tutta Italia e dai turisti di mezzo mondo, è una delle mete più visitate nel Nord del Paese. D’estate le sue acque sono solcate da una moltitudine di natanti. Barche a vela e motoscafi ne punteggiano la superficie, anche se alle imbarcazioni a motore è interdetta la parte trentina del lago.

Per chi pratica sport nautici il lago offre una discreta gamma di possibilità. Il windsurf in particolare si è ben radicato sulle sue rive e le vele triangolari arricchiscono il panorama, ma non mancano nemmeno kitesurfer e chi si lancia nello sci d’acqua.

Il Garda d’inverno – Non in autunno o in inverno però, quando il lago assume un altro aspetto. Cambia volto. La sua superficie non è così frequentata come nel corso della bella stagione quando le acque calme e la temperatura piacevolmente mite, oltre naturalmente a un panorama mozzafiato, attirano diportisti e sportivi di varia natura. Forse una tiepida giornata di sole fuori stagione può spingere qualcuno a togliere gli ormeggi e fare un rilassante tour in barca a vela, ma di sicuro tutta l’attenzione dei (non pochi) turisti si concentra sulle sue rive. Bellissime anche sotto un cielo plumbeo e soprattutto tiepide anche in inverno, stagione durante la quale raramente la temperatura del lago abbandona la doppia cifra, ben lontana dai rigori della pianura padana.

Quella senzazione di pace – Non mancano così comitive e gruppi di stranieri anche in mesi insospettabili, come gennaio o febbraio, durante i quali il lago è un ottimo ambiente per svernare all’insegna del relax più assoluto. Basta anche solo godere del panorama da uno dei tanti, strepitosi lungolago che caratterizzano le località che sorgono sulle sue rive per provare una vaga sensazione di pace, persino nella foschia invernale. Una cosa è certa però: la vivacità notturna tipica dei principali centri abitati nella bassa stagione scema clamorosamente e un weekend al lago non deve partire con l’idea di nottate sfrenate. Il Garda e le sue rive, d’inverno, rappresentano un’ottima opportunità per fuggire dalla città in cerca di un po’ di pace e di ritmi rallentati. Così ho interpretato la mia ultima gita sul lago. Scelta una buona sistemazione come l’Astoria a Riva del Garda (ottimo albergo con annessa una piccola ma funzionale spa), l’ho utilizzata come base per spostarmi su e giù per le rive trentine, lombarde e venete a curiosare. E di singolarità se ne incontrano parecchie… Una su tutte: il minuscolo Aril a Melcesine che viene grandiosamente presentato come il fiume più piccolo del mondo (175 m il suo corso!).

Gli itinerari del vino – Così, se ci si lascia trasportare dalla bussola, si può andare alla scoperta dell’incantevole Bardolino (riva veronese), che deve la propria fama anche al famoso vino prodotto nella zona con una vista straordinaria sul lato largo e meridionale del Lago o dell’elegante Toscolano Maderno (riva bresciana), del piccolo quieto porto di Lazise (riva veronese) o di Gardone Riviera (riva bresciana) nel cui contesto sorge il celebre Vittoriale Dannunziano. Altra attrazione fuori stagione può essere rappresentata dagli uliveti e dagli agrumeti del Garda, che mi sembrano sempre una bizzarria geografica data la loro collocazione nel profondo. Gli uliveti ancora attivi producono un ottimo olio che i locali giurano provenire da una raccolta tradizionale, ancora condotta completamente "a mano".

I manicaretti del Garda – Sul Garda fiorisce anche una cucina varia e saporita basata sui prodotti del lago. Ho avuto modo di assaggiare soprattutto la cucina dello stretto versante trentino avendo per base Riva del Garda e sono rimasta una volta ancora piacevolmente colpita dalla versatilità del pesce di lago mentre mi hanno garantito (non sono carnivora quindi non posso testimoniare in prima persona) la bontà dei piatti a base di carne cucinati secondo standard diciamo "asburgici" (vi consiglio il ristorante "Al Volt": ottimo rapporto qualità / prezzo). Ma la bellezza delle rive del lago sta proprio nel mischiarsi delle tradizioni culturali delle province che qui si fronteggiano: Verona, Brescia e Trento si rispecchiano non solo nell’aspetto esteriore dei centri abitati ma (e soprattutto) nei menù dei ristoranti locali.

Fonte: www.tiscali.it

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