Il giro del mondo negli hotel italiani

Condividi questo articolo su :

Prendere e partire. Lasciandosi tutto alle spalle. Molti lo pensano, alcuni lo fanno. E tra questi ci sono parecchi italiani che, per caso o per volontà, hanno deciso di cambiare vita, di abbandonare casa, lavoro e famiglia per tentare la fortuna all’estero. Non con una valigia di cartone, come si faceva una volta, ma con un progetto concreto: investire nel turismo in alcuni dei luoghi più belli del pianeta.

Prendere e partire. Lasciandosi tutto alle spalle. Molti lo pensano, alcuni lo fanno. E tra questi ci sono parecchi italiani che, per caso o per volontà, hanno deciso di cambiare vita, di abbandonare casa, lavoro e famiglia per tentare la fortuna all’estero. Non con una valigia di cartone, come si faceva una volta, ma con un progetto concreto: investire nel turismo in alcuni dei luoghi più belli del pianeta.

Oggi questi italiani hanno deciso di mettere insieme le forze e si sono uniti in un sito web per promuovere la loro attività. ItalianStyleTravel è un portale gestito da Karin Groneveld e Cristina Mazza, due ragazze che amano viaggiare e conoscere culture e luoghi diversi. All’interno si trova un po’ di tutto, appartamenti da sogno o spartani bed and breakfast disseminati in 55 paesi. Molti intenti ma un unico filo rosso: portare all’estero l’italian style.

Le sezioni sono tante, adatte a tutti i gusti. Si può scegliere l’area relax e lasciarsi tentare da un villaggio in Belize, il Matachica, che oltre a offrire spiagge da sogno promette massaggi e trattamenti benessere. Oppure optare per il Navuto Stars resort, nelle Fiji, tra fondali da sogno, yoga e relax. Manfredi e Maddalena, i gestori che ci abitano dal 2003, hanno avuto la terra da un capo tribù locale, perché qui la proprietà privata non esiste.

Mondi diversi, lontani migliaia di chilometri dall’Italia, in cui però i nostri connazionali riescono a tenere vive le tradizioni del Belpaese pur cercando di vivere in armonia con la gente del posto. L’integrazione non è sempre facile: “C’è, ma si potrebbe fare di più”, dice Matteo, un ex grafico di Varese che dal 1996 vive a Cusco, in Perù, dove con la moglie Camila ha aperto l’ostello Piccola Locanda. Ma a quanto pare iniziare una nuova vita non è impossibile, considerando anche che, come spiega Massimo Orione, che a Città del Capo ha aperto il B&B Africa Bella, “noi italiani siamo visti bene all’estero. Avere un amico italiano è cool e siamo benvenuti dappertutto, sia come turisti che come nuovi residenti”.

Gli italiani all’estero, poi, non mancano certo di inventiva. Ci sono diverse strutture turistiche con un design particolare. Per esempio l’Hotel Cocoon di Pierluigi Guerini in Brasile, costruito come un’astronave in stile minimalista-futurista con un miscuglio di materiali che bene interpretano l’anima di Bahia. Massimo Mera, invece, ha costruito un ecolodge in Laos, il Kingfishe, dove ha utilizzato materie prime tradizionali (legno e bambù) e manodopera locale unite a concetti e architetture moderne. La parete frontale delle stanze è interamente di vetro per dare l’opportunità agli ospiti di ammirare il paesaggio.

Ma c’è anche chi, oltre ad abbandonare l’Italia, ha lasciato la terraferma, decidendo di vivere in mare. È il caso di Carlo Ciacchella, che a Marseilles les Aubigny, in Francia, ha comprato una péniche, il classico barcone da trasporto fluviale, per trasformarla in una nave da crociera, la Alphonsia Maria. “Vivo sul canale laterale alla Loira nello Cher, il cuore della Francia, tra il Berry e la Borgogna – dice – Il clima non è quello di Roma, certo, ma i paesaggi sono ancora incontaminati ed anche in pieno inverno le prospettive nebbiose o i riflessi del ghiaccio sull’acqua hanno un grande fascino”. Luca Porta, invece, è nato a Milano, ma dal 2003 sta in Brasile con la sua compagna Miriam, argentina. Luca è arrivato in Sudamerica nel modo più antico e naturale di viaggiare: spinto dai venti, alimentato dal mare, rifornito di energia prodotta dal sole e dal vento, senza consumare una goccia di combustibile fossile. “Potevo alzare nuovamente le vele della mia barca e andarmene in cerca di un posto migliore – racconta – ma ho deciso che non ne valeva la pena”. Ora la sua barca, la Croce del Sud, gli consente di vivere, portando i turisti alla scoperta di quei paesaggi che lo hanno conquistato.

Fonte: www.panorama.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: