Il Giappone in treno

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Il sushi, i templi, i giardini zen, ma non solo. Fra i fiori all’occhiello del Giappone, c’è anche una rete ferroviaria all’avanguardia. Attraversare il Paese del Sol Levante con lo shinkansen, il leggendario treno proiettile famoso per l’assoluta puntualità, è un modo per toccare con mano l’efficienza giapponese, ma anche per scoprire le città e i luoghi più ameni. Inaugurato in occasione dei Giochi olimpici del 1964, il treno proiettile è il mezzo più comodo e veloce per visitare il Giappone, a patto però di munirsi di un Japan Rail pass almeno con almeno un mese d’anticipo. Il viaggio non può che iniziare da Tokyo, dove storia, tradizione e modernità formano un mix assolutamente unico e armonioso.

Il sushi, i templi, i giardini zen, ma non solo. Fra i fiori all’occhiello del Giappone, c’è anche una rete ferroviaria all’avanguardia. Attraversare il Paese del Sol Levante con lo shinkansen, il leggendario treno proiettile famoso per l’assoluta puntualità, è un modo per toccare con mano l’efficienza giapponese, ma anche per scoprire le città e i luoghi più ameni. Inaugurato in occasione dei Giochi olimpici del 1964, il treno proiettile è il mezzo più comodo e veloce per visitare il Giappone, a patto però di munirsi di un Japan Rail pass almeno con almeno un mese d’anticipo. Il viaggio non può che iniziare da Tokyo, dove storia, tradizione e modernità formano un mix assolutamente unico e armonioso.

La capitale, ma anche i dintorni, a cominciare dal parco nazionale di Nikko, a un centinaio di chilometri, è un susseguirsi di luoghi che – siano essi il Palazzo imperiale, i santuari, i capolavori dell’architettura contemporanea e perfino la metropolitana – suscitano ammirazione e curiosità. Così come l’assoluta cortesia della gente, sempre pronta al sorriso, l’ordine e la pulizia della strade, dove è frequente imbattersi in fumatori accaniti che, per non lasciare i mozziconi dove capita, passeggiano stringendo fra le dita minuscoli posacenere portatili. Il primo tratto in treno può essere quello che collega la capitale a Odawara. Con l’ingresso in stazione si entra finalmente in contatto con l’efficienza dei servizi ferroviari giapponesi. Il treno per Odawara è il Tokaido shinkansen: sul biglietto è stampato il numero della carrozza e il posto da occupare.

Una volta sulla banchina, non rimane che fermarsi in corrispondenza del cartello che indica il numero del vagone: la porta della carrozza si aprirà esattamente in quel punto.

Quando entra in stazione, il treno proiettile, fra i più veloci e puntuali del mondo, sembra un aereo in fase di atterraggio: le operazioni di discesa e salita dei passeggeri non durano più di cinque minuti. La partenza sembra un decollo: il convoglio solca vasti territori di campagna (buona parte del tragitto è però in galleria), ma all’interno delle carrozze ci sono una calma e un silenzio irreali. Sensazioni che si moltiplicano se si sceglie di viaggiare in un vagone silenzioso, dove non sono installati altoparlanti e l’arrivo in stazione viene annunciato soltanto sul display. Giunti a Odawara, si deve prendere la coincidenza per Hakone: una gita sul lago Ashi, nelle cui acque si riflette il monte Fuji, è una parentesi irrinunciabile.

Da Odawara si può ripartire in treno proiettile alla volta di Nagoya: può essere l’inizio di un’escursione nel cuore delle Alpi giapponesi. La meta da non perdere è Takayama, con la sua pittoresca città vecchia, le costruzioni caratteristiche, i negozi, le case da thè e i caratteristici mercatini. Spingendosi a valle di una cinquantina di chilometri, c’è Shirakawa, una zona dominata da antiche case di campagna e da natura incontaminata. Il viaggio in shinkansen può riprendere da Nagoya fino a Kanazawa, circa 700mila abitanti, ma particolarmente pulsante anche di notte. Qui è d’obbligo una visita al giardino kenroku-en, al quartiere dei samurai e alla via delle geishe. Immagini e suggestioni che diventano il motivo dominante del viaggio. Questo è il cuore del Giappone.

Si comprende ancora di più quando il treno proiettile fa tappa a Kyoto. Nella capitale culturale del Paese, antico e moderno convivono in perfetta armonia. Si capisce già mettendo piede nell’avveniristica stazione: un capolavoro di architettura contemporanea, figlio del genio del giapponese Hiroshi Hara, che in un trionfo di linee architettoniche futuristiche ha concentrato su più livelli centri commerciali, cinema e ristoranti. La maggiore attrattiva della città, moderna come tutte le altre del Giappone, è però la storia. Dal tempio buddista del padiglione d’oro a quello di Sanjusangen-do, dedicato alla divinità buddista Kannon, al tempio zen di Ginkakuji, fino a Gion, il quartiere delle geishe, Kyoto è un susseguirsi di testimonianze del passato a cielo aperto. Da non perdere il castello di Nijo che più che una fortezza era la residenza dello shogun. Un cinguettio di usignoli accompagnerà il passaggio fra corridoi e stanze: è l’effetto sonoro prodotto dal calpestio a piedi nudi del pavimento, uno stratagemma che pare servisse a non farsi cogliere di sorpresa da “ospiti” indesiderati. Senza un itinerario prestabilito, il rischio di perdersi nelle visita dei templi disseminati per tutta la città è altissimo: ce ne sono più di 1.800.

Il leitmotiv non cambia se, con il treno metropolitano locale, si decide per un salto a Nara, altra capitale storica del Giappone, a circa un’ora da Kyoto, che conserva perfettamente autentici tesori dell’antichità. Anche se si viaggia su un convoglio locale, il comfort e la pulizia delle carrozze sono assicurate: nelle ore di punta ci sono vagoni riservati alle donne per evitare il fenomeno – evidentemente non soltanto occidentale – della mano morta. Rientrati a Kyoto, il viaggio può proseguire alla volta di altre città facilmente raggiungingili con lo shinkansen. Fra queste c’è sicuramente Himeji, con uno dei castelli più belli del Giappone: la struttura è più bella dall’esterno che all’interno, ma salire senza scarpe fino al settimo piano non è tempo perso. Dalla storia alla natura, basta una mezz’ora in treno proiettile (partendo sempre da Kyoto) per raggiungere Okayama, il cui giardino koraku-en viene è uno dei capolavori paesaggistici più belli del Giappone: la visita può essere estesa al castello di U-jo, che però è una riproduzione degli anni ’60, sia pure fedele all’originale. Un altro castello riprodotto negli anni ‘30 fedelmente rispetto all’originale del tredicesimo secolo è quello di Osaka, altra meta facilmente raggiungibile – così come Hiroshima – in treno proiettile. La visita, stavolta, è necessaria non tanto per i sei piani della struttura, ricostruita in cemento armato, quanto per la vista panoramica della città, sempre più proiettata nel futuro. Come tutto il Giappone.

Fonte: www.repubblica.it

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