Il Giappone è low cost

Condividi questo articolo su :

Mai del tutto scoperto. L’ultimo baluardo esotico del pianeta, tanto che alla Bit, la Borsa internazionale del turismo che si è tenuta a Milano a febbraio, il grande protagonista di quest’anno è stato il Giappone. Spesso considerato poco accessibile e ancor meno comprensibile, il paese del Sol Levante è l’unica superpotenza economica rimasta per decenni sostanzialmente impermeabile al turismo di massa.

Mai del tutto scoperto. L’ultimo baluardo esotico del pianeta, tanto che alla Bit, la Borsa internazionale del turismo che si è tenuta a Milano a febbraio, il grande protagonista di quest’anno è stato il Giappone. Spesso considerato poco accessibile e ancor meno comprensibile, il paese del Sol Levante è l’unica superpotenza economica rimasta per decenni sostanzialmente impermeabile al turismo di massa.

Due i deterrenti che fino a oggi hanno tenuto lontane orde di turisti fai-da-te da questo elegante Paese: il fatto che l’inglese non sia molto diffuso, tanto più che il giapponese è tra le lingue più difficili al mondo; e i costi, da sempre proibitivi, figli di uno yen sopravvalutato negli anni Ottanta, simbolo quasi più della stessa bandiera della potenza della seconda economia del mondo.

"Non ci si bagna mai nello stesso fiume", dice un detto. Tradotto in versione occidentale: è acqua passata. Sono cambiati gli stessi giapponesi, sempre meno diversi e sempre più simili a noi: lo insegna, tra gli altri, Marino Marin, autore dell’interessante libro ‘Il lato italiano dei giapponesi’ (Ed. Gangemi 2002). E se la rivoluzione culturale è già iniziata, quella economica segue. Insomma, si può scoprire che il Giappone di oggi non è caro. Anzi, un viaggio in questo paese può essere fatto in chiave decisamente low cost.

"Con 2 mila euro o poco più ho fatto un viaggio di 15 giorni che mi ha permesso di vedere Tokyo (Asakusa, Ueno, Shibuya, Shinjuku, Ginza, zona portuale, Roppongi Hills), Kyoto (templi e santuari, Gion), Nara, Ise-Shi, Nagoya, Fujiyama, Kawaguchi-ko, Nikko", conferma Michele Abagnale, analista funzionale di software, arrivato in Giappone con la fidanzata lo scorso ottobre. È questa la novità: prezzi bassi e vasta scelta. Se ne sono già accorti coreani e cinesi che da qualche tempo hanno iniziato a invadere negozi e ristoranti nipponici nei weekend, creando una sorta di nuova tendenza: una volta erano i giapponesi a muoversi tra shopping compulsivo e visite ai monumenti del Vecchio e Nuovo mondo, adesso è il Giappone a vendere a buon prezzo a turisti col portafoglio gonfio e la moneta forte. Perché anche lo yen zoppica: a fine 2000 un euro – allora virtuale – valeva solo 89 yen, oggi veleggia intorno ai 160 yen. Dunque, per il solo effetto cambio un viaggio in Giappone costa ora quasi la metà rispetto a sei anni fa. Niente a che vedere con quello che succedeva nei primi anni Novanta quando, a causa della bolla economica, i prezzi erano impossibili. Da allora le cose sono cambiate, i prezzi sono andati sempre più ridimensionandosi, in un fenomeno che si è appunto assestato oggi.

Ecco l’effetto paradosso per un italiano: se si sa come muoversi, Tokyo può costare talvolta meno di Milano o Roma. La buona ristorazione a prezzi bassi, ad esempio, è uno dei grandi lussi – sconosciuti agli stranieri- di questo Paese. Stabilito che la cucina giapponese non è fatta soltanto di pesce crudo, sostanziosi lunch-set (da 5 a 7 euro) e bento-box di giorno (3,5 euro circa), così come izakaya (traduciamo a spanne trattorie) e locali che vendono yakitori, soba, udon, ramen e carre rice, di sera, permettono di mangiare in modo gustoso spendendo pochissimo.

"I luoghi comuni su Tokyo sono tanti. Invece si può anche scoprire che è una città rilassante", commenta la scrittrice Carmen Covito, appena rientrata in Italia dopo un viaggio in Giappone durato due mesi: "Tutto funziona alla perfezione, con i mezzi pubblici si arriva dappertutto, non ci si deve preoccupare di rimanere a corto di nulla perché i negozi sono aperti 24 ore su 24. Il paradiso del consumatore e del viaggiatore. Tutti sono talmente gentili che le prime volte, da italiana rassegnata a volgarità e menefreghismo, ero sbalordita. Basta con questa storia della nevrosi da metropoli superaffollata: Tokyo è una città che fa bene all’anima".

E sono sempre di più le persone che la pensano così: stando a stime governative, nel 2007 l’aumento dei turisti è stato del 13,8 per cento, e gli italiani fanno la loro parte. Nei primi dieci mesi dello scorso anno sono aumentati del 27,6. "Da circa cinque anni il governo giapponese ha iniziato una campagna internazionale di sensibilizzazione turistica, che è stata chiamata ‘Visit Japan Campaign’.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere i 10 milioni di visitatori entro il 2010", spiega mister Funamoto, dell’ambasciata giapponese a Roma. Qualcosa di nuovo è in corso: il Giappone si apre al turismo di massa e con questo finisce forse il ‘Sakoku del dopoguerra’,ossia il periodo dello sviluppo economico accompagnato da forti barriere all’ingresso.

Fonte: www.repubblica.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: