Il folklore rivisitato di Taiwan

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Il Pellegrinaggio di Mazu, uno degli eventi religiosi più spettacolari al mondo, vede oceani di pellegrini e spettatori in processione dietro alla statua di Mazu, Dea del Mare, in oltre 50 città di Taiwan. I passanti si accalcano per sfiorare la portantina, e i fedeli si inginocchiano per portarla in spalla per un tratto di strada. Questo tipo di rituali tradizionali abbondano a Taiwan, ma gli abitanti dell’isola amano aggiungere qualche tocco moderno alle celebrazioni.

Tradizioni Taiwan Le tradizioni resistono e si contaminano di novità a Taiwan

Non è inusuale vedere pole dancer che si esibiscono durante la processione, o giovani dai capelli tinti di rosa, abbigliate come la dea, che si uniscono al corteo. Eppure niente pare fuori luogo.

Anche la cucina taiwanese ha subito un’evoluzione simile: rinomata per le ricette tradizionali, oggi offre, accanto alle immancabili omelette alle ostriche, piatti preparati con ingredienti locali e di stagione ma rivisitati in nuove ricette contemporanee: in breve, i taiwanesi apprezzano l’audacia e amano giocare con la tradizione. Nelle arti, Taiwan era considerata l’ultimo bastione della civilizzazione cinese finché il Movimento Nativista, affermatosi tra gli anni ’70 e ’80, ha spinto gli abitanti dell’isola a riappropriarsi del proprio retaggio culturale. Artisti e scrittori si sono ispirati alle proprie storie personali fondendo l’eredità cinese con quella delle radici.

Lo scultore Ju Ming e il coreografo Lin Hwai-min, che hanno raggiunto il successo negli anni ’70, sono due esempi di questo processo, raccontato nei molti musei dell’isola. Il Museo della Letteratura racconta di come gli scrittori abbiano scoperto una propria identità, mentre il Museo d’Arte Kaohsiung ospita mostre di artisti nativi. Ma alcune delle realizzazioni più interessanti si trovano al di fuori dei percorsi più consueti. Qui tradizione e modernità camminano a braccetto, e lo fanno con la grazia di una pole dancer e la scaltrezza dei saggi.

La città di Taipei vista dalla cima di Elephant Mountain, Taiwan ©Ariyaphol Jiwalak/Shutterstock

Graffiti a Ximending

Nel quartiere dello shopping di Ximending, al centro di Taipei, spiccano graffiti colorati, che spesso mescolano stile pop e tradizionale. Jimmy Cheng detto Citymarx, un autore di queste opere, sostiene che molti writer di Taiwan attingono alle proprie radici per stimolare la creatività. “La cultura indigena, lo stile di vita degli hakka provenienti dalla Cina e l’arte murale tradizionale sono elementi che contribuiscono al risultato”, spiega.

Nel Taipei Cinema Park vi sono
i graffiti più grandi, mentre opere più piccole punteggiano le vie a partire da Emei St e Wuchang St. Per raggiungere Ximending, scendete alla fermata della metro Ximen.

Shiatzy Chen Fashion

Questo brand di lusso taiwanese arricchisce la moda occidentale di motivi cinesi per dare vita a uno stile noto come ‘neo-cinese chic’
— una lettura fantasiosa e molto efficace dell’estetica fusion. Il negozio principale del brand si trova a Zhongshan, un quartiere a nord di Taipei, vicino alla stazione della metropolitana di Zhongshan. Non temete banalizzazioni culturali: qui non troverete draghi, fenici o altri stereotipi. Una delle collezioni è incentrata su un classico della letteratura cinese, Il viaggio in Occidente, e include una gonna gialla su cui sono stampate versioni oniriche dei protagonisti del libro, corredata da un corsetto di pizzo, un accenno all’Inghilterra vittoriana.

Personaggi del calibro dell’ex presidente Ma Ying-jeou e di Victoria Beckham hanno indossato abiti di questa griffe.

Liberty Square, Taiwan ©SeanPavonePhoto/Shutterstock

Museo Ju Ming

Le opere del prestigioso scultore Ju Ming sono state esposte in tutto il mondo. La collezione presente nel museo a lui dedicato sulla costa nord-orientale di Taiwan, situato in un magnifico giardino, è la più completa.

Ju Ming, formatosi in un tempio, sorprese il mondo dell’arte nel 1976 con dinamiche sculture in legno che esploravano a fondo l’identità taiwanese. Nella sua celebrata serie Taichi, Ju riduce la figura umana a una combinazione quasi astratta di blocchi di legno per liberare l’essenza poetica del soggetto. Nel museo vedrete monumentali lottatori ritratti in pose di straordinaria fluidità, pose che risultano molto espressive.

Il museo si trova a Jinshan, circa 38 chilometri da Taipei, ed è raggiungibile in autobus dalla stazione ferroviaria di Taipei; una navetta vi aspetterà all’ufficio del distretto di Jinshan.

Cloud Gate Dance Theatre

La compagnia di ballo più prestigiosa di Taiwan trae ispirazione dalle fiabe, dalla mitologia e dalla storia del paese per creare coreografie che incantano tanto per la perfezione tecnica quanto per la sensibilità artistica. Cercate di assistere a uno spettacolo nel quartier generale della compagnia a Tamsui, a nord di New Taipei City. Heavy metal, Bach, calligrafia e pattinaggio a rotelle potrebbero essere inclusi nelle performance, così come meditazione, arti marziali e qigong fanno parte dell’allenamento dei ballerini.

In Songs of the Wanderers, un lavoro ispirato alle religioni orientali così come al racconto che Hermann Hesse fece del buddhismo, un torrente di chicchi di riso dorati scivola sulla testa di un monaco, fra modulazioni eteree di una canzone popolare georgiana. Quest’immaginario fantastico — poetico, decisamente asiatico, e vibrante di umanità — è una forte presenza in tutti i lavori del Cloud Gate. Il coreografo Lin Hwai-min si è formato sotto la guida di Martha Graham a New York prima di fondare la compagnia nel 1973, dandole la missione di esplorare a fondo l’identità taiwanese. Controllate che durante il vostro soggiorno ci siano spettacoli in programma a Tamsui o nel paese.

Celebrazioni del Pellegrinaggio di Mazu, Taiwan ©twospeeds/Shutterstock

Tempio di Nantian

Alle pendici meridionali di Baguashan si trova il tempio di Nantian, dove gli abitanti, soprattutto delle zone rurali, portavano i loro figli per indurli all’obbedienza. Il tempio ha infatti una sorta di galleria chiamata ‘I 18 livelli dell’inferno’ che costituirebbero l’oltretomba delle macabre leggende cinesi.

Il tempio utilizza pupazzi meccanici abbigliati in costumi d’epoca, diorami, luci rosse e verdi e sinistri effetti sonori per illustrare le torture dell’aldilà. I colpevoli di furto e adulterio (e peccatori in genere) sono immersi in olio bollente, pugnalati, sventrati e segati in due.

“Questi templi erano una tappa obbligata durante le gite scolastiche degli anni ’70 e ’80”, ricorda Trista Liao, una donna del luogo che a sua volta fu portata qui da bambina. “La scelta dei colori e le immagini sconvolgenti ricordano le opere dell’artista giapponese Tadanori Yokoo. Gli sfondi da teatrino delle marionette hanno uno stile simile”.

Il tempio si trova a Changhua, raggiungibile con il treno ad alta velocità (2 ore) da Taipei.

Tempio di Nanyao

Completate il tour nel tempio di Nanyao, a 20 minuti dal tempio
di Nantian, incluso fra le tappe dell’annuale Pellegrinaggio di Mazu. L’elemento di maggiore spicco è la sala centrale, dedicata alla Dea della Misericordia. Il tempio, più simile a un’abitazione che a un luogo di culto, mescola elementi dell’arte giapponese, cinese e occidentale.

Realizzato nel 1917 sotto il dominio giapponese (che aveva in parte accolto un’estetica occidentale), presenta le doppie gronde tipiche di molti templi, ma anche una balaustra in pietra in stile europeo. Nella parte inferiore, colonne doriche disegnano un portico e un motivo di crisantemi ne abbellisce il soffitto. Alcune icone in stile classico ritraggono 18 arhat (santi). Il tempio è di origine giapponese, ma lo stile che lo caratterizza è assai più eclettico e complesso.

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