Il fascino di Porto: cibo, musica e giornate di pioggia

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Josè Saramago nel suo diario di Viaggio in Portogallo definiva la città di Porto: “un duro mistero fatto di vie tetre”. Non per contraddire un premio Nobel, ma la Porto che ci ha accolto qualche mese fa, ad inizio estate, è una città solare e paciosa, abbastanza facile da decodificare e molto facile da amare. Il fiume Douro scorre tranquillo, i turisti si accalcano nelle viuzze della Ribeira, il quartiere più tipico a ridosso del fiume, e le mura del centro sono piene di manifesti che annunciano concerti, festival, eventi d’ogni tipo.

i balconi colorati del quartiere Riberia di Porto Il quartiere da Ribeira, Porto © Valerio Corzani / Lonely Planet Italia

Dopodiché a Porto siamo tornati anche in dicembre, e allora le fotografie minacciose evocate da Saramago, sono sembrate molto più credibili e realistiche. Quando piove a Porto, la pioggia atlantica si allarga come fosse un mare che risale, avvolge ogni cosa, e sferza senza sosta sulla città, alle volte per giorni interi. Nelle vie scoscese scorrono torrentelli di acqua piovana e i palazzi diventano più lugubri e austeri di quel che realmente sono. Non importa che risalgano al XIX secolo come il Palacio da Bolsa o al XII come la cattedrale Sé do Porto (imponente chiesa-fortezza in stile romanico che domina dall’alto il Quartiere da Ribeira) e il Paço Episcopal (ex residenza vescovile, oggi Patrimonio Unesco); non importa che siano stati costruiti a fine settecento come La Chiesa dei Chierici (in stile barocco, è sormontata dalla Torre dei Chierici, uno dei monumenti più riconoscibili della città) o che, come la Igreja de San Francisco, fondano insieme gli stili romanico, gotico e barocco. Non importa insomma il pedigree plurisecolare dei palazzi: quando piove Porto si riprende tutto l’immaginario legato al suo status di città atlantica, di “Porto sull’Oceano” e di destinazione “do norte”. In quei giorni anche gli azulejos della meravigliosa entrata della Vecchia Stazione di Porto, Sāo Bento, assumono un tono un po’ cupo, minaccioso, inquietante, come spire di un oscuro disegno e non come solari arzigogoli in ceramica che dovrebbero far sentire il viaggiatore come a casa.

Una trattoria senza insegna in una delle viuzze parallele a Cais da Ribeira © Valerio Corzani / Lonely Planet Italia

Tra bacalau, zuppa e cucina gourmet

Per fortuna, come dicevamo, non è sempre così, ma è consigliato calcolare che anche d’estate il clima della zona è mite, ma con brusche escursioni: se di giorno, col sole che picchia si può girare tranquillamente in tenuta estiva, la sera, a mangiare la francesinha (sandwich tostato di carne e prosciutto ricoperto di formaggio fuso con patate e uovo all’occhio di bue) o il pesce fresco lungo il Douro, occorre munirsi di giacchetta e felpa. A proposito di Douro e di Ribeira, a pranzo abbiamo scovato una trattoria senza insegna in una delle viuzze parallele a Cais da Ribeira, la strada turistica che dà sul fiume. Un localino nel quale si ritrova tutta la magia della vita quotidiana della città. In questa trattoria piena di azulejos in Rua de Cima do Mouro, un bacalau e una zuppa costano meno di cinque euro e quando siamo andati noi, avevamo al fianco un vigile, tre operai, e quattro avventori fissi in quel posto come l’arredamento…provate a intercettarla anche voi, non è difficile riconoscerla: è la più scalcagnata dell’intera via, ma l’offerta del menù, se apprezzate la cucina sincera e senza fronzoli, è davvero mirabile. Il contrappasso perfetto alla “carta” di questa nobile stamberga lo celebrerete cenando da “DOP”, il ristorante di Rui Paula, uno degli chef più famosi del paese. Mettete in conto di spendere una cifra considerevole, ma anche due ore di degustazioni di piatti davvero sorprendenti, abbinamenti gourmet e vini eccezionali, compreso un chupa-chups artigianale al cioccolato accompagnato da un porto del 1999.

Un negozio di di Strumenti Musicali a Porto © Valerio Corzani / Lonely Planet Italia

Di là dal fiume e di là dal centro

Nel caso voleste invece frequentare alcune cantine e degustare il celeberrimo porto Sandeman basta fare un salto dall’altra parte del Douro, approfittando di un battello oppure di una passeggiata attraverso Il Ponte Luiz I (abile, imponente, costruzione in ferro ad opera della scuola di Eiffel) che collega la città con Vila Nova de Gaia, sulla sponda opposta.

Per intercettare musei e gallerie gli appassionati d’arte contemporanea devono invece uscire un poco dal centro. Innanzitutto dirigersi verso il Museo Serralves, progettato dall’architetto Álvaro Siza Vieira, e circondato da un incantevole parco che si estende su una superficie di ben 18 ettari, poi puntare Rua Miguel Bombarda, a ovest del centro (una via ricca di gallerie d’arte, tra cui la splendida Papa-Livros che combina la vendita di libri illustrati per bambini a mostre d’arte), infine “mappare” il Centro Comercial Bombarda (un polo con grandi spazi espositivi).

Per degustare il celeberrimo porto Sandeman basta fare un salto dall’altra parte del Douro © Valerio Corzani / Lonely Planet Italia

I punti di riferimento della vita notturna e il Mercadinho dos Clerigos

Negli ultimi anni Porto, anche grazie al fatto di essere stata scelta come hub da compagnie aeree low cost, vive una sorta di “Rinascimento” legato al turismo e allo sviluppo della città nel segno di una modernità sofisticata ed elegante, ma certi suoi quartieri mantengono il Dna di una trasandatezza senza redenzione che pure fa parte del suo fascino infimo e crepuscolare.

Questi contrasti di notte si attenuano. Porto è una città dalla vivace vita notturna e il calendario di eventi del centro città viene innanzitutto cadenzato dalla programmazione della Casa da Musica. È stata costruita dal 1999 al 2005 (il progetto è dell’architetto Rem Koolhas) ed è diventato ben presto il polo centrale della programmazione concertistica del nord del Portogallo. Non mancano però neppure i club che sfoderano una controprogrammazione, alle volte perfino più interessante dei luoghi istituzionali. Passos Manuel innanzitutto, in Rua Passos Manuel 137, un ex cinema che ha ancora l’aspetto del cinema ma è stato convertito principalmente in sala concerti. C’è poi il Mazem do Chà, in Rua Josè Falcao. Letteralmente significa “Magazzini del tè”, ma non fatevi ingannare, non ha nulla a che vedere con il tè. È un altro di quei locali portoghesi indefinibili, un misto tra pub, discoteca e locale con musica dal vivo…o un mix dei tre. Si trova in un edificio molto ampio, su due piani e con tre sale. Infine il Plano B, in Rua Candidos dos Reis, 30 che è molto più di un club, piuttosto un luogo interdisciplinare su due piani dotato di una serie di ampie sale con mostre di arti visive e design, conferenze, teatro, danza, rassegne cinematografiche e laboratori, caffetteria, oltre a uno spazio polifunzionale per ospitare concerti e dj set. Fondato nel dicembre del 2006 dagli architetti Bernardo Fonseca, Philip Teixeira e dall’artista musicista Joao Carlos Teixeira, Plano B programma ogni anno moltissimi concerti e dj set (compresi quelli di Nuno Forte dj autoctono, tra le star della musica house planetaria) che hanno trasformato il locale in un vero e proprio riferimento degli hipster della zona e dei tiratardi di qualsiasi nazionalità.

Lo staff del Plano B sovrintende anche all’organizzazione del Mercadinho dos Clerigos, un mercatino dell’usato vintage e dell’antiquariato inaugurato nel 2007 in Rua Cândido dos Reis che si celebra una o due volte al mese. Se qualcuno non trovasse “il libro antico che cerca da tempo” nel Mercadinho dos Clerigos (o non capitasse a Porto nei giorni in cui si tiene) può sempre virare per un altro tentativo verso la libreria più nota della città: la Livraria Lello e Irmao, altro patrimonio Unesco e gioiello architettonico, una vera istituzione culturale e un polo d’attrazione turistico (da quando è diventata teatro di alcune riprese della saga di Harry Potter occorre far la fila per entrare). Il tempo d’attesa vale la pena però: ed è una goduria intima, personale, perché all’interno sono vietate foto, selfie e chiacchiere a voce troppo alta.

La spiaggia di Matosinhos, celebre per fitness, surf, o semplicemente “descanso” © Valerio Corzani / Lonely Planet Italia

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