Il carnevale di Nizza

Condividi questo articolo su :

Si può fare un carnevale «eco-sostenibile»? Nizza scommette di sì e così quest’anno il suo Carnevale è Re del Pianeta Blu, e ha per mascotte-simbolo una ranocchietta molto ecolò, che sorride da t-shirt e tazze-mug nella boutique dell’ufficio del turismo. Tradotto in comportamenti virtuosi, significa per esempio led e schermi a basso consumo, affreschi su teloni riciclabili e manifesti su carta riciclata, e alla «Maison du Carnaval» i carnavaliers, gli artisti che creano i carri, hanno utilizzato vecchie cartoline rovinate, incollate con la colla d’una volta, fatta di farina e di acqua, e riutilizzato materiali e meccanismi degli anni precedenti, e lo stesso per i costumi.

Si può fare un carnevale «eco-sostenibile»? Nizza scommette di sì e così quest’anno il suo Carnevale è Re del Pianeta Blu, e ha per mascotte-simbolo una ranocchietta molto ecolò, che sorride da t-shirt e tazze-mug nella boutique dell’ufficio del turismo. Tradotto in comportamenti virtuosi, significa per esempio led e schermi a basso consumo, affreschi su teloni riciclabili e manifesti su carta riciclata, e alla «Maison du Carnaval» i carnavaliers, gli artisti che creano i carri, hanno utilizzato vecchie cartoline rovinate, incollate con la colla d’una volta, fatta di farina e di acqua, e riutilizzato materiali e meccanismi degli anni precedenti, e lo stesso per i costumi.

E poi container speciali per le bombolette vuote delle stelle filanti spray, mentre per compensare le emissioni di CO2 dei veicoli-piattaforma dei carri verrà versata una carbon tax, idea inedita per questo tipo di manifestazioni. Che il Carnevale di Nizza sia un po’ unico, lo dicono diversi segni. Le cifre, per cominciare. La municipalité ci investe 6 milioni e mezzo di euro, con un ritorno globale dell’indotto stimato fra i 30 e i 35 milioni. Il ritorno in termini di immagine, quello, non ha prezzo. Ed è la ragione per cui continua ad essere l’Evento per definizione della Costa Azzurra d’inverno, nonché uno dei tre carnevali più famosi del mondo, con Rio e Venezia.

Così per poco meno di tre settimane (qui si va avanti fino al 28 febbraio) la città dimentica la sua anima di capitale branchée, votata all’arte contemporanea e all’innovazione, e recupera una tradizione antica. Che risale al Medio Evo e a quel periodo di «rovesciamento» prima del digiuno della quaresima, in cui era concesso prendersi gioco di tutto e di tutti, soprattutto dei potenti. Prima citazione ufficiale, 1294, quando Carlo d’Angiò, Conte di Provenza, dichiara di aver trascorso a Nizza «i giorni allegri dei Carnevale». Altra data chiave, il 1830, quando viene organizzato un corteo di carnevale in onore di Carlo Felice e di Maria Cristina, sovrani del Regno di Sardegna, di cui Nizza faceva allora parte. Ma l’anno zero del Carnevale di Nizza è il 1873, con Andriot Saëtone, funzionario della prefettura per professione e spirito mondano per vocazione, che fonda il «Comitato delle Feste».

Fanno così la loro comparsa le sfilate dei carri, e il 23 febbraio 1873 nasce il carnevale moderno. È sempre Saëtone a inventare nel 1876 la prima Battaglia dei Fiori sulla Promenade des Anglais, pensata per divertire i turisti eccellenti del Gotha europeo, e poi mantenuta per sostenere i floricoltori locali (l’ 85% dei fiori utilizzati sono prodotti qui e da ogni carro – ce ne sono venti – belle fanciulle in costume lanciano da 80 a 100 mila mazzi fiori sul pubblico, fatevi un po’ due conti…). Una storia secolare, quella del Carnevale di Nizza, che solo per cause di forza maggiore ha mancato il suo appuntamento annuale: ci sono volute la rivoluzione francese, le due guerre mondiali e nel 1991 la guerra del golfo per dare forfait. E in segno di continuità con la critica alla società che lo caratterizza fin dalle origini, dal 1990 il Carnevale a Nizza ha un tema conduttore, per tutti i carri e le animazioni. C’è stato il Carnevale Re dell’Europa, del III Millennio, del Clima Impazzito… fino al Re del Pianeta Blu di questa 126ª edizione, 20 carri tutti sull’ambiente, dalla «La rivolta degli animali» a «Yes we can… be ecolò» giusto per fare un paio di esempi.

La festa si declina come da copione fra Place Masséna, cuore di Nizza, con le installazioni sospese di Jaume Plensa che finiscono per far parte della scenografia, e la Promenade des Anglais, vetrina di hotel eccellenti, dal Palais de la Méditerranée al Negresco. È il percorso delle sfilate dei carri – anche in notturna – e delle battaglie dei fiori, con il contorno di una cinquantina di grosses têtes, i mascheroni, più un centinaio di svariati elementi animazione, e 66 compagnie di artisti di strada, francesi e no. E se non bastasse, la BAT, Brigata Agitatori Tribune, 60 «animatori di professione», i carnevali di quartiere e le mostre in tema (info e offerte di soggiorno su www.nicecarnaval.com ). Intanto, il nuovo avanza: il Carnevale di Nizza è su Facebook e Twitter, la regina quest’anno è stata eletta on line (e hanno votato anche 1623 italiani) e c’è pure un carnevale virtuale su Second Life. Ma gli ultimi giorni di carnevale sono tutti nel segno della tradizione, tra carri, fiori, ed enormi teglie di carnasocca, la socca/farinata di carnevale. E per il gran finale del 28, dopo la corsa dei garçons dei caffè la mattina e l’ultima grande sfilata al pomeriggio, la sera c’è il rito del falò di Re Carnevale sulla spiaggia, con i fuochi d’artificio sul mare. Il giorno dopo i carnavaliers già cominciano a pensare alla prossima edizione: tra un anno esatto Re Carnevale risorge dalle ceneri, e si ricomincia.

Fonte: www.lastampa.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: