Il camper in Italia

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Cento anni fa la produzione della prima roulotte, avvenuta in Inghilterra, a ‘trazione animale’. Un secolo dopo il mercato dei camper in Europa vale 90mila veicoli immatricolati all’anno per un controvalore di 4 miliardi di euro e con una linea di crescita costante. E che non da segni di rallentamento nel mediolungo periodo.

Cento anni fa la produzione della prima roulotte, avvenuta in Inghilterra, a ‘trazione animale’. Un secolo dopo il mercato dei camper in Europa vale 90mila veicoli immatricolati all’anno per un controvalore di 4 miliardi di euro e con una linea di crescita costante. E che non da segni di rallentamento nel mediolungo periodo.

Ma il comparto del turismo itinerante sta anche assistendo a un marcato fenomeno di concentrazione, dove pochi leader che operano su scala europea, aggregano altri produttori nazionali, diventando punti di riferimento per tutto il settore. E in questo comparto in Italia, quando si dice turismo itinerante si dice Sea.

E’ del 1946 la prima produzione industriale Elnagh, storico brand del gruppo, ma da allora è stato tutto un fiorire di marchi piccoli e grandi, concentrati nella Caravan Valley della Valdelsa, tra Firenze e Siena, dove ancora oggi è l’80% della produzione italiana del settore. Marchi che col tempo sono tutti finiti sotto l’ombrello di Sea, il gruppo nato nel 2000 dall’aggregazione di Elnagh, Mobilvetta, Autosleepers, Miller, Joint, Dream, Sharky e Orian con stabilimenti produttivi oltre che in Toscana anche a Trivolzio (Pavia), San Giustino (Perugina), San Giacomo (Milano), Saragozza (Spagna) e Worcestershire (Gran Bretagna). Con l’ulteriore svolta per quello che è il terzo gruppo europeo dell’autocaravan rappresentato, un paio di anni fa ,dal cambio di proprietà: esce di scena l’industriale bolognese Gianluca Vacchi (che a più riprese aveva acquisito e concetrato i marchi) ed entra il fondo internazionale Bridgepoint, specializzato nelle medie imprese con una forte leadership di mercato.

"Un ingresso motivato dalle potenzialità di un settore che in Italia vede circa un milione di persone viaggiare in camper, alimentando un comparto da 700 milioni di euro (il 40% del quale realizzato all’estero), con un parco circolante di 200mila mezzi e una produzione annuale di 22.500 camper – spiega Luca Bianchi, amministratore delegato del gruppo – L’arrivo di Bridgepoint, per quello che è il terzo gruppo europeo del settore, con 13.200 autocaravan prodotti e un migliaio di dipendenti (di cui 600 in Italia), un bilancio 2007 chiuso con ricavi consolidati pari a 440 milioni di euro, un export che tocca il 70% e una posizione finanziaria netta di 110 milioni, significherà una massiccia dose di nuovi investimenti per dare l’assalto ai tedeschi di Hjmer e ai francesi di Trigano, che ci precedono nella classifica di settore". Una prima conferma degli ambiziosi obiettivi di crescita di Sea è stata l’acquisizione messa a segno nei mesi scorsi di Mabel, azienda toscana che con 150 dipendenti, un fatturato di oltre 25 milioni di euro, è leader nella realizzazione di pennellature esterne per caravan e autocaravan.

"Vogliamo ottimizzare il piano produttivo, concentrando tra la Valdelsa e Trivolzio la produzione, incrementare la rete di vendita all’estero e sviluppare un piano di offerta con la previsione di arrivare nel 2010 ad oltre 500 milioni di euro di fatturato ed essere praticamente i numeri uno in Europa. In tre anni abbiamo rinnovato e ampliato tutta la gamma dei 110 modelli di autocaravan disponibili con i nostri marchi. Abbiamo un nuovo stabilimento ormai pronto nel pavese. Oltre le dieci unità produttive, disponiamo di 4 filiali distributive in Francia, Spagna, Germania e Inghilterra, 4 centri di ricerca e sviluppo e 5 service center per garantire in modo diretto la qualità di servizio Sea in tutt’Europa. Cento i rivenditori in Italia e oltre ducento all’estero. Costruiamo i nostri modelli sulla base di chassis dei principali fornitori mondiali: Fiat, Iveco e Renault. Partendo dalla base, con o senza cabina, progettiamo e montiamo scocche e realizziamo tutti gli impianti e gli arredi forti dello style italiano capace di dare valore aggiunto e differenza qualitativa".

In un settore che due anni fa, nel Vecchio Continente, è cresciuto dell’8% per poi frenare nell’anno che si è appena concluso (+1,3% rispetto al 2006 e quasi 91mila immatricolazioni) le previsioni sono però di una nuova accelerazione nel giro di un paio d’anni. "Una recente indagine ha confermato che il camperista trascorre più tempo in vacanza rispetto agli altri turisti: in Italia il 26% dedica al viaggio tra le 3 e 4 settimane ma nel 18% dei casi il periodo raggiunge addirittura tra 1 e 2 mesi – sottolinea Bianchi – E guardando agli stranieri, l’Italia resta di gran lunga la meta preferita dei camperisti, scelta dall’83% dei turisti itineranti. Ecco perché Sea può correre ancora".

Fonte: www.repubblica.it

 

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