Il Bangladesh sconosciuto

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Le autorità locali insistono: “venite in Bangladesh prima dei turisti”. In effetti, questo stato incuneato nell’estremo nord-est dell’India e affacciato da nord sul golfo del Bengala, tristemente noto per la povertà dei suoi abitanti e le calamità naturali a cui va periodicamente soggetto, è praticamente ignorato dai flussi di massa. Gli appassionati di mete inusuali e di turismo di scoperta, possono trovare nel Bangladesh lo scrigno che fa per loro, ricco di rilevanti peculiarità ambientali, culturali, artistiche e etnografiche.


Le autorità locali insistono: “venite in Bangladesh prima dei turisti”. In effetti, questo stato incuneato nell’estremo nord-est dell’India e affacciato da nord sul golfo del Bengala, tristemente noto per la povertà dei suoi abitanti e le calamità naturali a cui va periodicamente soggetto, è praticamente ignorato dai flussi di massa. Gli appassionati di mete inusuali e di turismo di scoperta, possono trovare nel Bangladesh lo scrigno che fa per loro, ricco di rilevanti peculiarità ambientali, culturali, artistiche e etnografiche.

Grande poco meno della metà dell’Italia, ma con una popolazione oltre il doppio e una densità demografica record tra le più alte al mondo con quasi mille abitanti per chilometro quadrato, il Bangladesh si presenta come una piatta e sconfinata pianura nella regione del delta dei grandi fiumi indiani Gange, Bramaputra e altri minori a formare il maggior delta del pianeta, con una serie infinita di corsi d’acqua, canali, paludi, isole e isolette fluviali. Solo nella regione di sud-est verso i confini con il Myanmar sorgono alcune colline ricoperte da intense foreste di bambù. Grazie alla presenza dei monsoni, assai attivi tra aprile e ottobre, è anche una delle zone della terra con maggior piovosità. Se la pioggia irriga i campi e le risaie rendendoli fertili, l’eccessiva abbondanza dei cicloni provoca lo straripamento periodico dei fiumi che distruggono coltivazioni e villaggi, spesso con pesanti tributi di vittime.

Dai parchi nazionali dove vive e vegeta la mitica tigre reale del Bengala, alle città intarsiate da edifici storici hindu – come la capitale Dakha, questo avamposto di India semisconosciuto conserva un’elevata biodiversità, soprattutto nella zona dell’estremo delta del Gange, verso il confine con il Bengala, dove si trova il parco nazionale di Sunderbans con la fascia litoranea di mangrovie più grande del mondo. Seconda città del Bagladesh in ordine di grandezza è Chittagong, raggiungibile dalla capitale con voli giornalieri o con treni che, però, possono arrivare a impiegare fino a sette ore, nonostante la strada statale Dhaka-Chittagong sia una delle strade migliori del paese. Evoca molto da vicino la Birmania buddista, invece, Cox’ Bazar, l’unica località turistica marina  del paese dove può essere uno spettacolo di per sé vedere – se si è fortunati, visto che è molto raro – le donne locali nuotare indossando il largo “shalwa kameez”. Anche se le spiagge sono frequentate, l’attenzione non è mai troppa in questi luoghi, per questo è comunque consigliabile affidarsi all’esperienza di operatori che coprono la destinazione organizzando il viaggio nel modo migliore e più sicuro.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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