I viaggi 2009 degli Italiani

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Il bisogno di evasione per gli italiani, nonostante i venti di crisi, emerge con chiarezza anche dalla preferenza per le destinazioni estere, scelte dal 75 per cento dei turisti per i viaggi con i propri figli, ma responsabilmente: prediligendo i periodi di vacanza per non far perdere giorni di scuola ai bambini (30 per cento) e cercando di non superare il budget del 2008 (51 per cento) se non addirittura di risparmiare (24 per cento).

Il bisogno di evasione per gli italiani, nonostante i venti di crisi, emerge con chiarezza anche dalla preferenza per le destinazioni estere, scelte dal 75 per cento dei turisti per i viaggi con i propri figli, ma responsabilmente: prediligendo i periodi di vacanza per non far perdere giorni di scuola ai bambini (30 per cento) e cercando di non superare il budget del 2008 (51 per cento) se non addirittura di risparmiare (24 per cento).

Questi sono solo alcuni dei risultati del sondaggio recentemente condotto su circa duemila viaggiatori europei, di cui 700 italiani, da TripAdvisor – la più grande e rinomata community di viaggio al mondo, con oltre dieci milioni di utenti registrati, più di 25 milioni di visitatori mensili e 23 milioni di recensioni e opinioni – per individuare tendenze e preferenze per le vacanze formato famiglia. Per il 15 per cento degli intervistati italiani fra i momenti più difficili da affrontare in vacanza coi figlic’è la scelta di attività che possano accontentare tutti, senza annoiare né grandi né piccini e rispettando il budget che ci si era prefissati. Per l’11 per cento dei turisti interpellati, invece, la maggiore difficoltà è riuscire a trovare il tempo per rilassarsi e godersi in prima persona la vacanza. Al terzo posto, infine, tra le difficoltà del viaggio (10 per cento) c’è il viaggio stesso per raggiungere la destinazione della vacanza (gestendo consorte e prole tra imbarchi, sbarchi, aeroporti, trasbordi in macchina, etc.).

Fra i comportamenti indisciplinati delle piccole “pesti”, quelli che irritano maggiormente i genitori in vacanza sono il bisogno dei bambini di andare in bagno di frequente durante il viaggio in macchina (32 per cento), la loro incapacità di dare retta a mamma e papà (20 per cento) e i momenti nei quali gridano e si dimenano in luoghi pubblici (14 per cento). Il 99 per cento degli intervistati dichiara di non aver mai ritenuto il comportamento in aereo dei propri bambini così indisciplinato da rendere necessario viaggiare in uno scompartimento separato. Ma quando si tratta dei bambini altrui, la percentuale di tolleranza si riduce drasticamente: il 53 per cento afferma di trovarli così poco educati da aver desiderato che viaggiassero separatamente. E nel resto d’Europa i livelli di sopportazione per i bambini altrui maleducati sono ancora più bassi: ben l’88 per cento vorrebbe che viaggiassero in zone ben distinte.

Fra i comportamenti più fastidiosi osservati in aereo attribuiti a genitori di bambini “under 12”, il 33 per cento dei turisti intervistati colloca le “sgridate in stereofonia”, mentre il 19 per cento si lamenta per la noncuranza di coloro che si addormentano lasciando i figli a dar noia al resto dei passeggeri. Tra i comportamenti irritanti dei bambini più frequenti durante i voli emergono il continuo dimenarsi ai loro posti e il prendere a calci il sedile del passeggero di fronte (36 per cento). Nei soggiorni in albergo, invece, al top dei comportamenti molesti rimangono le urla e gli schiamazzi dei bambini in grado di attraversare “il muro del suono” e farsi sentire attraverso le pareti delle camere (38 per cento). Il 74 per cento degli intervistati italiani trova abbastanza o molto irritante la presenza di bambini (non meglio specificato se propri o altrui…) durante le vacanze, ma non tanto da giustificare un aumento delle spese di viaggio per garantirsi un luogo di villeggiatura “child-free”. Nel resto d’Europa invece la frustrazione verso mini-compagni di villeggiatura molesti sale al 94 per cento tanto da far dichiarare al 68 per cento degli intervistati stranieri che sarebbero disposti a pagare di più per una vacanza in luoghi dove i bambini sono banditi.

Tra le fasce di età che infastidisce di più incontrare in vacanza ci sono i bambini tra i tre e i dodici anni e i teen-ager (a pari merito col 36 per cento dei voti), seguiti dai ventenni (11 per cento) e dall’insospettabile categoria degli ultrasessantenni (7 per cento). Mentre se si appartiene alla fascia di età tra i 30 e i 50 anni si rientra nelle grazie di qualunque viaggiatore. Interrogati su chi, tra consorte e figli, sia più dedito al lamento in vacanza, i viaggiatori italiani (48 per cento) hanno salomonicamente messo sul banco d’accusa entrambi a pari merito, ma definendo i bambini, nel 36 per cento dei casi, in assoluto i più difficili da accontentare. Simili le percentuali nel resto d’Europa. Inoltre, i bambini si riconfermano i più schizzinosi in famiglia quando si tratta di cibo (51 per cento degli italiani e il 62 per cento dei pargoli europei), ma in compenso fanno più facilmente amicizia in vacanza (39 per cento), rispetto agli adulti. l bimbi stranieri sembrano essere ancora più socievoli stringendo i rapporti con gli altri vacanzieri nel 47 per cento dei casi.

Fonte: www.ilvelino.it

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