I vantaggi di Open Skies per i voli verso gli USA

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Mai più cifre folli per volare a New York, addio anni di risparmi per un viaggio in America: volare tra l’Europa e gli Stati Uniti diventerà molto presto più economico ed accessibile. E’ antrato ieri in vigore «Open Skies» (Cieli aperti), un accordo raggiunto dagli Usa e i vertici comunitari lo scorso anno con l’obiettivo di liberalizzare completamente il settore dei voli oltreoceano, e aprire il mercato delle rotte transatlantiche all’agguerrita concorrenza delle compagnie più o meno low-cost.

Mai più cifre folli per volare a New York, addio anni di risparmi per un viaggio in America: volare tra l’Europa e gli Stati Uniti diventerà molto presto più economico ed accessibile. E’ antrato ieri in vigore «Open Skies» (Cieli aperti), un accordo raggiunto dagli Usa e i vertici comunitari lo scorso anno con l’obiettivo di liberalizzare completamente il settore dei voli oltreoceano, e aprire il mercato delle rotte transatlantiche all’agguerrita concorrenza delle compagnie più o meno low-cost.

Le conseguenza saranno tutte a beneficio dei consumatori, ha garantito il commissario Ue responsabile di trasporti Jacques Barrot, convinto che l’intesa «aumenterà la concorrenza» e porterà ad un significativo calo delle tariffe.

«Open Skies» mette di fatto fine ai 21 accordi che fino a ieri disciplinavano i voli tra gli Stati Uniti e l’Unione europea, imponendo alle compagnie numerosi vincoli alle tratte da e verso gli Stati Uniti, come l’obbligo di partire esclusivamente dai loro paesi d’origine. Le intese che dicliplinavano il settore, inoltre, permettevano solo a quattro vettori – due britannici (British Airways e Virgin) e due statunitensi (United Airlines e American Airlines) –  di volare sulla tratta più redditizia al mondo: Londra Heatrow-New York. Da ieri qualunque compagnia aerea europea o statunitense può partire da o verso lo scalo britannico, con l’unica limitazione di non poter effettuare collegamenti tra due aeroporti dello stesso stato dell’Ue o degli Usa.

Le grandi compangie internazionali – con l’esclusione di Alitalia, alle prese con più gravi problemi finanziari – si sono attrezzate per sfruttare al massimo i vantaggi offerti dall’accordo. Air France-Klm volerà negli Usa anche da Londra, Madrid e Barcellona a partire da questo mese, e ha annunciato l’intenzione di rafforzare i legami con le compagnie statunitensi Delta e Northwest. British Airways – che in un primo momento si era opposta, insieme con Virgin, alla liberalizzazione del settore, lamentando la perdita del monopolio europeo su Heatrow – ha creato una sua compagnia satellite (denominata appunto «OpenSkies»), che collegherà Parigi e Bruxelles direttamente con New York e non solo. Con l’obiettivo di contrastare la perdita del suo ruolo strategico, la compagnia di bandiera britannica ha anche acquistato 51 slot – le bande orarie per gli atterraggi e i decolli – da British Midland, mentre la tedesca Lufthansa, nel tentativo di approfittare degli accordi,  ha comprato il 19 per cento del vettore low-cost Usa JetBlue. La regina delle low-cost europee Ryanair, invece, ha già annunciato rotte economiche da Liverpool e Birmingham verso diverse destinazioni americane.

Alitalia, almeno per ora, sembra esclusa dalla grande novità dei cieli: alle prese con un la crisi finanziaria e nel pieno della trattativa con i sindacati e Air France-Klm, la compagnia di bandiera ha anzi diminuito drasticamente il network da Malpensa, tagliando le rotte con Boston e Chicago e lasciando spazio agli agguerriti concorrenti.

Fonte: www.lastampa.it

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