I turisti dei saldi

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Trovare l’abito, il cappotto o le scarpe che tanto avete desiderato a prezzi scontati? Chi non più attendere si rechi a Napoli il 2 gennaio. Da lì infatti partirà la tanto sospirata stagione dei saldi invernali 2008 . Roma, Milano, Palermo, Torino e Bologna, come si legge nel calendario con le date città per città sul sito di Confcommercio, seguiranno di poco il capoluogo campano: la caccia allo sconto partirà infatti il 5 gennaio.

Trovare l’abito, il cappotto o le scarpe che tanto avete desiderato a prezzi scontati? Chi non più attendere si rechi a Napoli il 2 gennaio. Da lì infatti partirà la tanto sospirata stagione dei saldi invernali 2008 . Roma, Milano, Palermo, Torino e Bologna, come si legge nel calendario con le date città per città sul sito di Confcommercio, seguiranno di poco il capoluogo campano: la caccia allo sconto partirà infatti il 5 gennaio.

Il 7 gennaio sarà poi la volta di Firenze e Perugia. Maglia nera nel calendario dei saldi a Catanzaro: gli amanti dello shopping a prezzi stracciati dovranno attendere il 15 gennaio. Va meglio per Campobasso: l’inizio dei saldi, inizialmente fissato anche in questo caso per il 15 gennaio è stato anticipato al 5 del prossimo mese dalla Giunta regionale del Molise.

LE REGOLE – Come da tradizione, Confcommercio ricorda quali sono i principi base da rispettare per il corretto acquisto degli articoli in saldo. Chi si prepara allo shopping a prezzi ribassati tenga per esempio presente che la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Sulla prova dei capi non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante mentre per i pagamenti le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Infine si ricorda l’obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

 500 EURO A FAMIGLIA – Ogni famiglia – calcola Confcommercio – spenderà poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 6,5 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2008 (quasi 2 miliardi di euro in più dell’anno scorso) con un’incidenza del 18% sul fatturato del settore. Le famiglie interessate ai saldi sarebbero 11,9 milioni circa la metà dei 23,9 milioni di nuclei familiari italiani. Pessimistiche le previsioni del Codacons, secondo cui la stagione dei saldi sarà «un mezzo flop, come avvenuto negli ultimi due anni». L’associazione dei consumatori prevede una flessione degli acquisti tra il 5% ed il 10% rispetto ai saldi invernali del 2007, con una spesa pro-capite in calo a 125 euro.

Fonte: www.corriere.it

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