I templi nella roccia in Cina

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Tante volte chi organizza una vacanza in Cina si fa prendere dalla smania di voler vedere tutto, ma alla fine, rivolgendosi alle agenzie di viaggi tradizionali, prima di partire si ritrova con un pacchetto organizzato che contiene solo le destinazioni più gettonate: Pechino, Shanghai, Xi’an, e, se possibile, Hong Kong.

Tante volte chi organizza una vacanza in Cina si fa prendere dalla smania di voler vedere tutto, ma alla fine, rivolgendosi alle agenzie di viaggi tradizionali, prima di partire si ritrova con un pacchetto organizzato che contiene solo le destinazioni più gettonate: Pechino, Shanghai, Xi’an, e, se possibile, Hong Kong.
Sono in pochi a sapere che con un minimo sforzo è possibile inserire in qualunque pacchetto qualche destinazione alternativa, anche fai da te, per restare col fiato sospeso di fronte alle meraviglie che la Cina nasconde nei suoi angoli più remoti.

Un tour ideale nell’entroterra della Cina settentrionale, ad esempio, potrebbe partire da Datong, una cittadina 200 chilometri ad ovest di Pechino, raggiungibile, in aereo o in treno, proprio dalla capitale. Sull’Heng Shang, una delle cinque montagne sacre della religione taoista e vicinissime a Datong, si trova il tempio sospeso di Xuankong Si, una struttura imponente costruita nella e sulla roccia e sostenuta da sottilissime colonne di legno che ne evidenziano il senso di precarietà. Il tempio di Xuankong Si è composto da quaranta sale, tutte scolpite nella pietra e collegate tra loro da una serie di passaggi e ponti. Poco lontano si trovano le Grotte di Yungang, note per essere uno degli esempi più raffinati di arte buddhista in Cina. Contengono ben 51.000 statue, di varie dimensioni (le più piccole non raggiungono i dieci centimetri, le più grandi possono superare i venti metri).

Dopo Yungang, si può procedere verso il Wutai Shan, una piccola catena montuosa dove si registra la più alta concentrazione di templi nel Paese (se ne contano circa trecento, ma sono talmente nascosti che potrebbero essere anche di più). Lungo il tragitto, vale la pena fermarsi per ammirare la Pagoda di Yingxian: una struttura in legno risalente al 1056 nota per essere stata costruita incastrando alla perfezione i pali di legno di cui si compone, senza utilizzare chiodi (naturalmente, per motivi di sicurezza, l’accesso ai piani più alti del secondo è vietato). L’atmosfera dei templi dei Wutai Shan, invece, è magica e avvolgente, l’odore dell’incenso penetrante, e l’aurea di sacralità e di potenza spirituale è rimasta intatta grazie allo scarso afflusso di turisti nei luoghi di montagna.

Per gli spostamenti intorno a Datong, la soluzione migliore è quella di rivolgersi all’ufficio turistico locale, che in poco tempo è in grado di organizzare un comodo trasferimento in macchina (con autista) o uno più “cinese”, in autobus.

Informazioni e link utili:

Per entrare in Cina è necessario un visto d’ingresso, rilasciato dai consolati cinesi in Italia.

Nel Paese, le condizioni di sicurezza sono ottimali, mentre si consiglia di viaggiare sempre con una scorta di medicinali per cautelarsi contro ogni tipo di infezione o disturbo.

Fonte: www.panorama.it

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