I suoni della Sardegna

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La Sardegna ‘suona’. Oltre che con il sibilo insistente del vento e con le onde del mare, anche con le voci ancestrali del cantu a tenore, con i passi veloci dei danzatori del ballu sardu, con gli strumenti tradizionali come le launeddas, l’organetto, la fisarmonica. Da qualche decennio (soprattutto dagli anni ’90 del secolo scorso) altre sonorità, in particolare quelle del jazz, si accompagnano, spesso mescolandosi, a quelle folkloriche. Il risultato è ricchezza, suggestione, e alcuni tra i festival più rinomati e frequentati d’Italia e d’Europa.

Musica sulle Bocche a Santa Teresa di Gallura @ Ziga Koritnik)

Si parte da nord, nella provincia di Olbia-Tempio. A Time in Jazz, festival nato nel 1988 per volere del trombettista sardo Paolo Fresu, oggi superstar internazionale, il jazz di tutto il mondo incontra la Sardegna (quest’anno dal 7 al 16 agosto). Per un po’ di giorni all’anno, Fresu è riuscito a trasformare il sonnolento borgo di Berchidda, suo paese d’origine, in un vivacissimo centro per amanti del genere. Oggi la sua creatura è uno dei festival italiani più importanti, frequentato da artisti e pubblico proveniente da ogni parte d’Europa e del globo, pur restando un evento profondamente integrato nel territorio, che lancia sguardi attenti al panorama jazz mondiale senza dimenticare i luoghi e gli artisti che l’hanno visto nascere e l’hanno sostenuto nel tempo. Negli anni, si è passati da concerti di musicisti perlopiù italiani (molti sardi, ovviamente) nella piazza del paese nel mese di settembre a un’offerta sempre più ricca di artisti famosi, sia italiani sia stranieri, che ha coinvolto non solo Berchidda ma anche i comuni limitrofi ad agosto, al culmine della stagione turistica. Da qui sono passati Enrico Rava, Uri Caine, Omar Sosa, Richard Galliano, Anjelique Kidjo, Mulatu Astatke, Ludovico Einaudi, oltre a grandi nomi della danza, del teatro, della letteratura, che hanno animato gli eventi collaterali.

Berchidda è a metà strada tra la costa occidentale e quella orientale. Consultate il programma dei concerti e poi prendetevi una pausa indimenticabile spostandovi a est, in una delle spiagge della zona di Olbia o San Teodoro (Porto Istana, Cala Brandinchi), oppure a ovest, a nord di Castelsardo (San Pietro, Li Junchi). Se invece la strada vi sembra troppa e avete già fatto il pieno di mare, rallentate il passo e scoprite con calma una delle delizie dell’isola, il Vermentino di Gallura, l’unico vino sardo DOCG, facendo un salto al Museo del Vino di Berchidda o in una delle cantine nei dintorni.

Tra musica e mare a Musica sulle Bocche @ GiulioCapobianco

Più a nord e fermandosi a Castelsardo, dal 22 al 25 agosto si può assistere ai concerti di Musica sulle Bocche, un altro festival jazz internazionale che ospita artisti italiani e stranieri di grande richiamo  (David Liebman, Antonio Faraò, Sunna Gunnlaugs, Rosa Brunello, Enzo Favata) e che spesso include incursioni nella musica world e folk di qualità. Oltre all’offerta musicale di tutto rispetto, il festival, che si sposta quest’anno a Castelsardo, negli anni ha goduto di alcune delle location più suggestive che Madre Natura possa offrire: Capo Testa, con il suo faro; la Spiaggia di Rena Bianca, un’idilliaca distesa di sabbia chiara con acque cristalline e poco profonde; Cala Grande, anche nota con il nome hippy di Valle della Luna.

Nei dintorni si può esplorare la zona in cui il festival è nato e cresciuto: il promontorio di Capo Testa è un monumento naturale di grande fascino, caratterizzato da meravigliose sculture di marmo rosa. A est dell’istmo che unisce il promontorio all’isola, la Spiaggia Rena di Levante vi lascerà di stucco, con i suoi scogli di granito rosa dalle forme bizzarre che emergono dal mare trasparente. Come se non bastasse, nell’entroterra troverete giganteschi monoliti e antiche cave romane di granito a cielo aperto.

I concerti sono un’ottima scusa per ammirare le bellezze della Sardegna ©zakaz86/Shutterstock

Procedendo con ordine, cioè in senso orario, si scende a sud, e lasciando la costa si raggiunge Nuoro, capoluogo dell’omonima provincia. Organizzati dal 1989 dall’Ente Musicale di Nuoro e diretti per 25 anni da Paolo Fresu (dal 2014 la direzione è del pianista Roberto Cippelli), i seminari e il festival di Nuoro Jazz hanno luogo ogni anno ad agosto a Nuoro e dintorni (nel 2019 dal 20 al 30 del mese), in sedi anche insolite: la casa di Grazia Deledda a Nuoro, una dimora storica nel centro di Orosei, musei. Tra i docenti ci sono alcuni dei migliori musicisti italiani, affiancati ogni anno da varie star internazionali, e la dimensione ‘seminario’, con concerti in cui anche gli allievi salgono sul palco, è davvero vincente.

Senza spostarvi troppo, visitate il Museo Etnografico, il Museo Archeologico o il Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, il MAN, con un’interessante collezione permanente di artisti sardi e mostre temporanee d’arte contemporanea. Se avete l’automobile, lasciate Nuoro e raggiungete la frazione di Lollove, a soli 15 km, un borgo rurale quasi disabitato che conserva intatta la struttura medievale; oppure tuffatevi nel cuore della Barbagia a Orgosolo, per dare un’occhiata ammirata ai suoi famosi murales; o fate un salto a Oliena, comoda base per esplorare il Supramonte. Qui potrete godervi il panorama sul Monte Corrasi al tramonto e inebriarvi con dell’ottimo vino rosso Cannonau, il Nepente di Oliena. Non dimenticatevi poi (e come potreste?) della bellezza mozzafiato della costa del Golfo di Orosei: troverete spiagge lunghe, sabbiose e con mare profondo, come la spiaggia della Marina di Orosei o di Su Barone; calette con sabbia fine e mare poco profondo, separate da scogliere scenografiche, come Cala Liberotto o Cala Ginepro; l’Oasi di Bidderosa, un’area naturale protetta; e infine l’incanto delle spiagge di Baunei: Cala Luna, Cala Sisine, Cala Goloritzè.

Scendendo verso sud, dal 30 agosto all’8 settembre 2019 potrete assistere ai concerti del festival Ai confini tra Sardegna e jazz a Sant’Anna Arresi, località della regione storica del Sulcis-Iglesiente, poco distante dal mare. Nato nel 1985 e da allora cresciuto fino a diventare uno dei festival jazz più importanti d’Europa, colpisce per la netta predominanza di artisti stranieri, a conferma del fatto che la Sardegna è ormai al centro di scambi musicali di enorme portata. I concerti si tengono in piazza Nuraghe a Sant’Anna Arresi, ma viaggiando in auto per dieci minuti potrete raggiungere Porto Pino, in un paesaggio costiero di grande bellezza punteggiato dai ginepri, camminare sulle sue alte dune di sabbia bianca e fare un bagno memorabile. Poco più a sud vi aspetta l’incantevole Spiaggia Sabbie Bianche; nell’entroterra lo stagno di Is Brebeis, dimora estiva di uccelli migratori; e a nord Porto Pineddu e Cala Barracca, due angoli di paradiso.

A Portoscuso, sulla costa del Sulcis, si conclude questo itinerario tra le meraviglie musicali e geografiche della Sardegna. È il momento di chiedersi: perché assistere soltanto, e non partecipare? Fatevi coraggio e iscrivetevi ai seminari di canto, musica e danza popolare del festival Mare e miniere, che nel 2019 si terrà dal 25 al 30 giugno nella tonnara di Su Pranu, risalente al XVI secolo. Si tratta di una manifestazione profondamente radicata nella tradizione musicale dell’isola, costruita da e intorno alla carismatica Elena Ledda, cantante famosa e strepitosa, e ai suoi altrettanto strepitosi collaboratori e musicisti. Potrete cimentarvi nello studio del canto popolare, canto corale, canto a tenore; oppure esercitarvi con launeddas, percussioni, chitarra, mandola, violino. Come a Nuoro Jazz, anche qui insegnanti e musicisti danno vita a un ricco programma di concerti e performance serali.

Una volta realizzati i desideri artistici, partite alla scoperta dei dintorni, con le miniere patrimonio dell’UNESCO e il fascino architettonico dei villaggi dismessi dell’interno, oppure godetevi il mare, le numerosissime calette o l’incantevole isola di Carloforte, che si trova proprio di fronte a Portoscuso ed è raggiungibile in traghetto. Capirete come il festival, a partire dal nome, rifletta la doppia anima del territorio, uno dei più interessanti della Sardegna a livello culturale e sociale.

Buon ascolto, dunque, e buon viaggio!

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