I misteri di Castel del Monte

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Man mano che ti avvicini all’altopiano su cui troneggia Castel del Monte, in mezzo al paesaggio brullo della Murgia, hai sempre di più la sensazione di trovarti davanti a qualcosa che in qualche modo ha a che fare col mistero. La costruzione a prima vista ha ben poco del castello da difesa: niente fossato, nessun ponte levatoio, grandi finestre non protette, torri che non superano l’altezza dell’edificio.

Man mano che ti avvicini all’altopiano su cui troneggia Castel del Monte, in mezzo al paesaggio brullo della Murgia, hai sempre di più la sensazione di trovarti davanti a qualcosa che in qualche modo ha a che fare col mistero. La costruzione a prima vista ha ben poco del castello da difesa: niente fossato, nessun ponte levatoio, grandi finestre non protette, torri che non superano l’altezza dell’edificio.

Forse solo la posizione strategica lo può far definire tale. La sua forma ottagonale lo distingue da qualsiasi altra fortezza ed il colore bianco della roccia calcarea con cui è stato costruito accentua ancora di più il suo aspetto singolare. Fra diverse teorie la più fondata è quella che ritiene Castel del Monte opera di Federico II di Svevia e a supporto di questa tesi c’è un documento del gennaio del 1240 in cui l’Imperatore ordina di acquistare materiale per un castello vicino a Santa Maria del Monte, un’abbazia benedettina ora scomparsa.

Federico II morì solo dieci anni dopo perciò non si sa quanto sia riuscito a soggiornare nel castello e se lo abbia mai realmente fatto, ma esaminando attentamente l’edificio ci si accorge quanto vi sia presente una forte impronta del suo pensiero e della sua personalità. Il sovrano coltivava numerose passioni come la matematica, l’astronomia, l’astrologia e molti esperti di queste discipline, insieme ad importanti musicisti e letterati, hanno soggiornato a lungo alla sua corte. Alle tesi di alcuni di loro, come il matematico Fibonacci, forse si sarebbe ispirato Federico II nella progettazione di Castel del Monte. Comunque una cosa è certa: nessun particolare di questa singolare fortezza sembra essere stato lasciato al caso. L’elemento più caratteristico è il predominio del numero otto: ottagonale è la struttura dell’edificio con al centro un cortile della stessa forma che un tempo sembra fosse occupato da una fontana anch’essa ottagonale, ottagonali sono anche le torri collocate in ciascuno degli otto spigoli e in ognuno dei due piani vi sono otto stanze di forma trapezoidale.

Da qui l’analogia con diversi edifici sacri dell’epoca imperiale cristiana, come ad esempio la Cappella Palatina di Aquisgrana, per cui è stato spesso utilizzato come modello della base l’ottagono, simbolo della fusione della natura umana, rappresentata dal quadrato, con la natura divina rappresentata dal cerchio. I materiali con cui è stato edificato il castello sono principalmente la pietra calcarea utilizzata per la struttura muraria, il marmo che attualmente si può vedere nei pilastri e nelle finestre ma che in origine probabilmente rivestiva le pareti del primo piano, e la breccia corallina che con il suo colore caratteristico ravviva finestre, portali e decorazioni ma anticamente doveva anche ricoprire le pareti del piano terra.

Il fascino di Castel del Monte è ulteriormente incrementato dall’unione dei diversi stili in cui è stato costruito, che vanno dal romano, al gotico, al classico, al normanno, all’islamico. Anche dal punto di vista tecnologico il castello è sorprendentemente attrezzato, con la presenza di bagni, camini, cisterne per l’acqua collocate in cinque delle otto torri e tubazioni. Esternamente il confine tra i due piani della struttura è evidenziato da una struttura marcapiano, in corrispondenza della quale dal lato del cortile interno doveva esserci originariamente un ballatoio in legno su cui si affacciavano le tre porte finestre del primo piano. Simmetricamente a piano terra solo tre sale comunicano con il cortile. Sul lato est, attraverso un imponente portale in breccia corallina, si accede al piano terra le cui stanze prendono luce da finestre e portafinestre monofore, mentre quelle del piano superiore sono tutte bifore ad eccezione di una trifora che si affaccia a nord in direzione di Andria.

Tutte le sale del castello hanno un suggestivo soffitto a volta, ciascuno decorato da una differente chiave di volta figurata. Il passaggio al primo piano avviene attraverso le scale a chiocciola, che girano curiosamente in senso anti-orario. Sia le finestre del primo piano, rialzate con dei gradini, che le sale di questo livello, ai lati hanno dei sedili in marmo. Proprio questa particolarità ha dato vita ad una delle teorie sull’utilizzo che Federico avrebbe voluto dare a Castel del Monte: quello di luogo per la discussione e l’apprendimento di molteplici discipline e forse anche dei principi di una nuova religione, frutto dell’unione dei tre culti monoteisti: Cristianesimo, Islamismo ed Ebraismo.

Fonte: www.repubblica.it

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