I giardini più belli d’Italia

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Il lavoro è stato particolarmente impegnativo ma anche quest’anno i sette grandi saggi del verde italiano hanno eletto i dieci giardini più belli d’Italia. Dieci meraviglie della natura da visitare in questi primi giorni d’estate, seguendo l’affascinante itinerario che le collega virtualmente, partendo dalla frontiera con la Francia per arrivare in Sicilia, sulle rive del mare che separa il Belpaese dall’Africa.
 

Il lavoro è stato particolarmente impegnativo ma anche quest’anno i sette grandi saggi del verde italiano hanno eletto i dieci giardini più belli d’Italia. Dieci meraviglie della natura da visitare in questi primi giorni d’estate, seguendo l’affascinante itinerario che le collega virtualmente, partendo dalla frontiera con la Francia per arrivare in Sicilia, sulle rive del mare che separa il Belpaese dall’Africa.
 
Il viaggio parte dai Giardini Botanici Hanbury nei pressi di Ventimiglia e del confine tra Italia e Francia. Nati dalla passione per la Liguria del viaggiatore britannico Sir Thomas Hanbury hanno un aspetto tipicamente all’inglese, con la flora mediterranea e le coltivazioni tradizionali che incontrano  piante provenienti da tutto il mondo. Affacciati sul mare, si visitano camminando lungo romantici vialetti, tra rustici, pergolati e patii.
 
La seconda tappa si trova nei pressi del capoluogo ligure, a Pegli, nel suggestivo giardino ottocentesco di Villa Durazzo Pallavicini. Un vero e proprio parco romantico creato intorno al 1840 da Michele Canzio, scenografo del teatro Carlo Felice di Genova, dove ci si muove lungo sentieri che sfiorano architetture classicheggianti, rustiche e cinesi, all’ombra di palme, piante esotiche e rare, lecci e allori, ammirando il mare sullo sfondo. 

Ancora acqua, ma questa volta dolce, per il terzo giardino, quello che circonda il Vittoriale degli Italiani sul Lago di Garda, la dimora del poeta Gabriele d’Annunzio. Il parco è cosparso di cimeli storici, massi provenienti dai fronti della prima guerra mondiale, sculture, limonaie ed è sicuro approdo a secco della nave Puglia, donata al Vate dalla Marina Militare. L’amore di d’Annunzio per lo scrosciare delle acque  è testimoniato dalle Vallette dell’Acqua Pazza e dell’Acqua Savia, attraversate da due freschi ruscelli che confluiscono in un suggestivo laghetto a forma di violino.
 
I due giardini toscani selezionati dai grandi saggi del verde si trovano nei dintorni di Firenze. Il primo avvolge la Villa Medicea di Castello, oggi sede dell’Accademia della Crusca. Progettato da Nicolò Tribolo, architetto di corte di Cosimo I de’ Medici e ideatore del giardino di Boboli, è disposto su  tre terrazze digradanti racchiuse dentro un’alta cinta muraria. All’interno di quello che viene ritenuto il giardino all’italiana meglio conservato della penisola si incontrano una vasta collezione di agrumi, un boschetto di lecci, sedici aiuole quadrate e la suggestiva Grotta degli Animali, con le pareti rivestite da mosaici colorati: uno degli ambienti architettonici più rilevanti della cultura manierista.
 
Sulle colline di Settignano, in posizione panoramica su Firenze e la valle dell’Arno, si incontra il giardino settecentesco di Villa Gamberaia. Uno spazio raccolto e non molto ampio, dove l’abbondanza d’acqua, la buona insolazione e un’ingegnosa architettura del verde hanno saputo creare un sorprendentemente giardino all’italiana  da scoprire lentamente.

Scendendo ancora più a sud si raggiunge il Lazio e Villa Lante a Bagnaia, in provincia di Viterbo, una delle più interessanti realizzazioni del Cinquecento italiano. Il giardino è un tripudio di fontane, ruscelli, laghetti, Muse e Grazie che soffiano acqua, ardite geometrie disegnate da siepi sempreverdi e statue di peperino. Un vero e proprio luogo incantato voluto dal cardinale Gambara e realizzato da Jacopo Barozzi da Vignola, detto comunemente Il Vignola, architetto ed esponente del Manierismo, che con quest’opera voleva dimostrare la capacità dell’uomo di governare la natura. 

Imperdibile è l’altro parco selezionato nel Lazio: il celebre Giardino di Ninfa presso Latina. Qui il fascino del verde della vegetazione, interrotto dall’azzurro dell’acqua sorgiva, incontra il mistero delle antiche rovine di una città abbandonata per la malaria e i saccheggi e rinata a partire dal 1921, grazie al visionario senatore Gelasio Caetani. 

Anche la Campania vanta due preziose perle del paesaggio mediterraneo. Il giardino di Villa Rufolo a Ravello, conosciuto anche come il "giardino dell’anima", deve le sue grazie allo scozzese Nevil Reid, che acquistò la villa nel 1853.  Un vero e proprio giardino romantico, con chiostro moresco, alti cipressi, ortensie e tigli. Dall’8 luglio  fino agli ultimi giorni di agosto il giardino è una delle prestigiose sedi del Ravello Festival, storico appuntamento culturale della costiera amalfitana.
 
È circondato dal mare il giardino di Villa San Michele sull’isola di Capri. Creato dal medico e scrittore svedese Axel Munthe, giunto in Italia per motivi di salute nel 1876, si presenta al visitatore come un piccolo gioiello fiorito sospeso fra cielo e mare. Dal suggestivo belvedere della Sfinge si gode una straordinaria vista del Golfo di Napoli.

Il viaggio tra i dieci angoli verdi più belli d’Italia si conclude in Sicilia, nei pressi di Agrigento, nel Giardino della Kolymbetra. Situato all’interno della Valle dei Templi e recentemente recuperato dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, il cuore del giardino è rappresentato  da un antico agrumeto con specie e varietà  rare, coltivato secondo le antiche tecniche della tradizione araba. Tutt’intorno si trovano lembi intatti di macchia mediterranea e, nel fondovalle solcato dalle acque di un fresco torrente, ci sono pioppi, salici e tamerici.

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