I 10 record di Abu Dhabi

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Dal nuovo parco Ferrari al tappeto persiano più vasto del mondo. Dal lampadario da record della moschea Zayed alla città sperimentale più eco-compatibile mai costruita. Tutti i buoni motivi per visitare la capitale degli eccessi. Approfittando della buona stagione.

Dal nuovo parco Ferrari al tappeto persiano più vasto del mondo. Dal lampadario da record della moschea Zayed alla città sperimentale più eco-compatibile mai costruita. Tutti i buoni motivi per visitare la capitale degli eccessi. Approfittando della buona stagione.

Uno nome, un destino. Abu Dhabi, cioè padre della gazzella. Animale veloce, elegante, imprendibile. Altro che lenti cammelli e noiose dune. Frizzante, esplosivo e attraente, il più grande tra i sette Emirati Arabi Uniti è una coccola di lusso fuori stagione. La guida Lonely Planet l’ha scelta come meta ideale del 2010. E se oggi tutti parlano del lancio, ieri, del primo Ferrari Park al mondo, Viaggi24 ha deciso di spiegarvi le 10 ragioni per cui queste 200 isole che si affacciano sul Golfo Persico sono una destinazione, letteralmente, da Guinness dei Primati.

1) Ferrari Park
Chi ama i parchi divertimento sappia che questo è il più grande parco a tema al coperto del mondo. Chi ama invece le Rosse, non può non ricordare che è il primo "park" tematico Ferrari. Un mix di 20 attrazioni e spettacoli, tra cui le montagne russe (guarda caso) più veloci che ci siano, il Ferrari World Abu Dhabi sorge a nord della città, nella Yas Island. Un totale di 2.500 ettari di terreno che raccolgono, tra gli altri, G-Force (una torre di 62 metri dalla quale, assicurati a un sedile tipo Ferrari Enzo, si precipita verso terra), lo Scuderia Challenge (lo steso simulatore di corsa che Massa e Alonso usano in allenamento). Ma anche riproduzioni dello stabilimento di Maranello e dei paddok, teatri interattivi, cinema in 4D, una selezione di prototipi Ferrari mai visti prima e la più vasta galleria Ferrari del mondo al di fuori di Maranello. Per i piloti in erba, poi, esercitazioni al Junior GT e al Junior Grand Prix.

2) Capital Gate
La torre più pendente al mondo? Se volete vederla scordatevi Pisa: da qualche settimana la nuova meta per chi cerca inclinazioni uniche è il Capital Gate Building, il grattacielo che svetta nel cuore della città, orgogliosa di aver ottenuto l’ennesimo primato da Guinness. La torre, 160 metri e 35 piani, con la sua forma di torcia sbilenca brillante d’acciaio è stata costruita sporgendo a ovest di 18 gradi, ben quattro volte della pendenza della Torre di Pisa. Entro la fine di quest’anno al suo interno verrà inaugurato l’Hyatt Hotel Capital Gate, un cinque stelle in cui ogni camera è diversa dall’altra, perché ognuna guarda su un vetro di facciata e nasce su un angolo interno diverso. Fateci una capatina quando il caldo emiratino diventa insopportabile (cosa non rara, di questi tempi): il palazzo è rivestito con vetro a basse emissioni, che fa sì che gli interni restino freschi e il riverbero del sole scompaia, ma i vetri mantengano la loro luminosa la trasparenza.

3) Emirates Palace
Un hotel di lusso, un gioiello, il simbolo dell’eccesso (e delle meraviglie) del più ricco degli emirati. L’Emirates Palace non è solo un hotel di lusso ma l’icona dorata simbolo della città. Si dice, non a caso, che sia uno dei più maestosi al mondo, tanto che è spesso scambiato dai turisti per un palazzo residenziale. Nessuna paura, l’ingresso è consentito anche a chi il sangue non ce l’ha per niente blu. Impossibile non sbirciarne la hall o, per i più fortunati, offrirsi un soggiorno indimenticabile in una delle mete-rifugio predilette da numerose celebrity. Bastano pochi passi per godersi le decorazioni con foglie d’oro e marmo, nonché di parte dei mille lampadari di cristallo Swarowski. E, per chi volesse provare, il primo bancomat che offre oro in cambio di contanti: dieci diverse varianti di lingotti d’oro 24 carati con differenti disegni, come il canguro, la foglia d’acero e i Krugerrand in tagli da uno, cinque e dieci grammi, nonché un decimo, un quarto e un’oncia d’oro.

4) Abu Dhabi Golf Club
I patiti dello swing lo sanno, l’ambizione è quella di creare qui il tempio di mazze e buche. Si parte, tra qualche settimana, con l’Abu Dhabi Junior Golf Championship (l’ex Daily Telegraph Junior Golf Championship) ma l’attesa è, a gennaio, per lo European PGA Tour, del quale l’Abu Dhabi Golf Championship è parte e al quale, si sa, partecipano alcuni dei nomi più importanti del golf (Paul Casey, Lee Westwood, Martin Kaymer) ) che ogni anno partecipano, non fosse altro per numerosi servizi di intrattenimento per l’after-play che rendono un’esperienza da provare, anche per i meno esperti, i giorni spesi tra i campi.

5) Moschea Sheikh Zayed Bin Sultan Al Nahyan
La moschea dedicata al padre fondatore degli Emirati è un’insieme di primati mondiali, a segnarne la grandiosità e l’opulenza. Si parte dalla cupola principale, che ha un diametro esterno di oltre 32 metri, ed è la più ampia nel suo genere, stando al Centro di Ricerche turco per la Storia e la Cultura Islamica. Appeso ad essa si trova, guarda caso, il lampadario più grande che esista, con i suoi 10 metri di diametro e 15 metri d’altezza. Mentre vi troverete con il naso all’insù, abbassate gli occhi ai vostri piedi, per ammirare il tappeto che ricopre tutta la superficie della sala di preghiera principale, fatto con 35 tonnellate di lana e cotone. Inutile dirlo, parliamo del più grande tappeto del mondo fatto a mano, realizzato da 1200 artigiani iraniani. Arrivato ad Abu Dhabi diviso in vari pezzi, il tappeto da record è poi stato ricucito a mano "in loco" dagli stessi artigiani.

6) Grand Canal
Una laguna nel mezzo del deserto. I lavori del Canal Grande d’arabia stanno per essere completati: questa Venezia arabeggiante in quella che punta a diventare la capitale dell’architettura contemporanea è già in parte visibile. Parliamo dell’hotel a cinque stelle Grand Canal, un beach resort Marriott che sarà ultimato entro l’anno e che nascerà a pochi passi dalla moschea Zayed Bin Sultan Al Nahyan. In perfetto, un po’ eccessivo, stile emirates: 595 stanze e 29 suite, ognuna con spa privata. Il tutto circondato da una sorta di gigantesco emiciclo dai tratti vagamente veneziani con tanto di 10 super ville costruite direttamente sul mare, con molo privato per l’attracco di yacht fino a 30 metri di lunghezza. Complesso condito, sempre in stile simil-lagunare, da decine di ristoranti, negozi, centri fitness e una sala da ballo da mille e una notte. Anche per i puristi delle bellezze nostrane, la tappa esageratamente kitch è d’obbligo.

7) Masdar City
La prima città a emissioni zero (costruita appena fuori dal centro di Abu Dhabi, in direzione sud-est), prende vita e apre le sue porte. Un mese fa gli studenti dell’Istituto per le Scienze e le Tecnologie sono stati i primi a entrare e ad abitare in questa sorta di enclave verde che si alimenta esclusivamente con energia rinnovabile. Non a caso la parola Masdar in arabo vuol dire fonte: secondo il progetto (ancora in via di sviluppo), l’oasi CO2 free accoglierà diverse migliaia imprese per la fabbricazione e la vendita di prodotti ecocompatibili, ma per il momento gli edifici già completati sono quelli, tutti da vedere, dell”Istituto per le Scienze e le Tecnologie. Cosa troverete? Edifici di terracotta alimentati con pannelli solari posti sui tetti. Desing, materiali, strutture, che qualcuno paragona ad una navicella spaziale in mezzo al deserto. Una cosa è certa: un caldo sole per alimentare i pannelli, lì non manca mai.

8) Saadiyat Island
Il paradiso ad Abu Dhabi si chiama Isola della Felicità, una zolla di terra artificiale già in cima alla lista delle destinazioni più trendy del futuro. A 500 metri al largo della costa, raccoglie i progetti realizzati da cinque dei più importanti vincitori del Premio Pritzker (gli Oscar del mondo dell’architettura). Il lussuoso Saadiyat Beach Golf Club, l’unico golf course costruito sul mare dell’area del Golfo, disegnato da Gary Player, vale di per sé la gita. Il futuro dell’isola, invece, va dalla prima "filiale" al mondo del Louvre parigino (firmata da Jean Nouvel) all’unica sede estera della New York University (gli studenti così potranno scegliere il clima migliore). E ancora, dal più grande Guggenheim Museum del mondo (disegnato da Frank O. Grehy), al Museo Nazionale Sheikh Zayed (a cura del British Museum) e allo Zayed National Museum (di Lord Norman Foster), dal Performing Arts Centre (opera, musica, teatro studiati da Zaha Hadid) al Museo del Mare, opera maxima di Tadao Ando. Il meglio tra cultura, arte, design, architettura mondiale sono in via di creazione: perché non godersi le fasi iniziali di questo Eden del domani?

9) L’isola di Sir Bani Yas
L’isola si trova a due ore di macchina dalla città, oppure a 50 minuti di volo (con voli quotidiani che partono dall’aeroporto di Abu Dhabi) e non è altro che una enorme riserva naturale di proprietà del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan. Infatti l’Arabian Wildlife Park copre la maggior parte dei 128 chilometri dell’isola, ma soprattutto ospita 23 specie di animali, tra giraffe, antilopi, iene e una mandria di 400 Orici arabi, una specie rarissima, perché in forte pericolo di estinzione. O ancora, una sessantina di uccelli migratori, delfini, leoni marini e dugonghi. I visitatori possono spostarsi a piedi, in bicicletta, in canoa attraverso le mangrovie, oppure in jeep. Numerose le attività proposte, per tutta la famiglia: escursioni in mountain bike, snorkeling, kayak e il trekking sulle cupole saline (cumuli di sale che si sono depositati nel corso dei secoli).

10) Rub Al Khali
In arabo significa semplicemente "quartiere vuoto". Ma quello che nasconde questa parola è il deserto più selvaggio, che solo da poco è stato reso accessibile, e che tra dune più alte del mondo (neanche la natura, qui, sfugge ai record) e cammelli selvatici (innocui, ma non tentate di salirci), vale la visita. Per approdare poi al fresco di Al Ain, città costruita su sette oasi tremila anni fa e ancora in grado di mostrare antiche architetture e intatte location verdeggianti, tanto da accedere alla short list per entrare a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco. O ancora, verso Al Gharbia, terra di deserti ondulati e chilometri di costa incontaminata, per trovarsi nella patria dei datteri: Liwa. Così da ammirare rigogliosi campi di ortaggi e alberi da frutto cresciuti nel mezzo del deserto più inaccessibile grazie alle acque sotterranee che sbucano nelle numerose oasi. Senza scordare che qui si concentrano alcune delle dune di sabbia più alte del mondo, molte delle quali si posso scalare a piedi o in jeep.

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