I 10 migliori Top Hotel e i 3 peggiori alberghi flop secondo Easyviaggio

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Ecco gli hotel che più hanno impressionato, in positivo e in negativo, gli esperti di Easyviaggio.it nel 2010: entrano in classifica quattro strutture italiane, il Falconara Charming House and Resort (Sicilia), l’Agriturismo Torre dei Preti (Gargano), il T Hotel (Cagliari) e il Poggio dei Santi (Toscana). Tra gli hotel internazionali ecco classificati, tra gli altri, il Sumahan on the Water di Istanbul e il Blue Bay di Sharm El Sheikh. Deludono invece l’Hotel Belle Plage Boughram di Cannes, il Soleil Beach Club a Mombasa e l’Hotel Hafsi a Tozeur. Gli esperti di Easyviaggio.com, leader nel campo dell’informazione e della mediazione turistica, viaggiano ai quattro angoli del mondo e recensiscono centinaia di hotel ogni anno.

Ecco gli hotel che più hanno impressionato, in positivo e in negativo, gli esperti di Easyviaggio.it nel 2010: entrano in classifica quattro strutture italiane, il Falconara Charming House and Resort (Sicilia), l’Agriturismo Torre dei Preti (Gargano), il T Hotel (Cagliari) e il Poggio dei Santi (Toscana). Tra gli hotel internazionali ecco classificati, tra gli altri, il Sumahan on the Water di Istanbul e il Blue Bay di Sharm El Sheikh. Deludono invece l’Hotel Belle Plage Boughram di Cannes, il Soleil Beach Club a Mombasa e l’Hotel Hafsi a Tozeur. Gli esperti di Easyviaggio.com, leader nel campo dell’informazione e della mediazione turistica, viaggiano ai quattro angoli del mondo e recensiscono centinaia di hotel ogni anno.

C’è chi è capace di essere il top pur senza concedere nulla alle mode, a ciò che in un hotel “deve esserci per forza per non rischiare di essere out-style”. C’è chi nasconde delizie dietro una facciata discreta (ma non anonima). C’è chi prende l’ospite per la gola e chi gli permette di dormire dove si producono le auto più famose della Germania: a volte l’eccellenza è questione di dettagli. C’è invece chi, pur con un servizio non malvagio e una posizione privilegiata, delude. Perché? Lo spiegano gli esperti di Easyviaggio.com.

Hotel al top: dieci colpi di fulmine della redazione
Sicilia: il Falconara Charming House and Resort
Dimenticati in batter d’occhio schiamazzi, baby-club e camere quadruple, il Falconara Charming House & Resort è stato per la redazione di Easyviaggio.com un piacevole intermezzo di relax. Si trova tra Gela e Licata, proprio sulla statale 115, quella che percorre la costa della Sicilia meridionale, al cospetto del castello di Falconara, l’antica fortezza normanna divenuta in seguito proprietà dei signori di Butera. Uscendo sul patio si ha l’impressione di trovarsi in un casolare sperduto nel silenzio della campagna mediterranea. Dal lato opposto le ampie terrazze si affacciano sul mare, sempre osservate dal profilo del castello. Rifugio ideale per chi vuole dimenticare la paura di essere accalappiati da qualche animatore alla ricerca di cantanti in erba o giocatori di gruppo.

Sharm El Sheikh: il Blue Bay Resort
In trent’anni di attività turistica, Sharm El Sheikh è diventata la vacanza obbligatoria degli italiani. Easyviaggio.com consiglia il Blue Bay Resort per l’insieme dei servizi che offre. Lineare e compatto, il complesso irretisce lo sguardo con un "effetto infinity" capace di confondere il limite di mare e piscina: i bacini sono stati costruiti a diversi livelli e danno direttamente sul mar Rosso, con effetto garantito. Nove ristoranti vi aspettano per ora di cena, a scelta di cucina italiana, francese, cucina di pesce o barbecue, buffet internazionale.

Gargano: l’Agriturismo Torre dei Preti
Per chi vuole evitare l’ormai inflazionato Salento e scegliere il Gargano, tanto alla moda fino agli anni ’80, il consiglio è quello di fermarsi sulle colline al cospetto del mare di Peschici. Immerso nella campagna e circondato da ulivi, l’Agriturismo Torre dei Preti restituisce in versione meno snob e ricercata la stessa atmosfera rurale delle masserie salentine. È all’ombra di una torre seicentesca che gli esperti di Easyviaggio.com sono stati accolti dalle cure familiari di Oscar e Lucrezia, fautori del progetto e attuali abitanti dell’agriturismo. La loro passione e l’impegno nel fare le cose come si deve si colgono in ogni minimo particolare, nell’arredamento come nella cucina, oltre che a bordo piscina. Gli appartamenti che garantiscono una certa indipendenza.

Rio de Janeiro: La Maison
Tra le ville altolocate del quartiere di Gávea, costruito nel mezzo di una rigogliosa vegetazione tropicale, ai margini della movida carioca, ma popolato da celebrità della musica e del cinema, si nasconde La Maison, la prima boutique guesthouse di Rio de Janeiro. Questa pousada chic è nata dall’idea di due fratelli di Montpellier. La gestione è restata poi nella mani di Jacques, che alla Maison vive insieme alla moglie, accogliendo gli ospiti come un amico facoltoso che inviti gli amici a casa propria. A parte il fatto che alla fine del soggiorno normalmente si paga il conto, la Maison ha veramente poco dell’hotel tradizionale e le stanze sono tutte diverse l’una dall’altra.

Cagliari: il T Hotel
Sviluppato su una torre vitrea di 15 piani (ex struttura Eni), il T non ha faticato a conquistare il podio degli hotel più innovativi del capoluogo sardo: benché accoglienti e ben tenuti, questi ultimi hanno spesso conservato un tono tradizionale. Giocando tutto sulla novità, la struttura nata nel 2005 propone invece un concetto inedito e affascinante, senza per questo risultare freddo. Ambienti aperti e una frequentazione composita (turisti e clientela business), un ristorante all’altezza della situazione: l’hotel mescola senza difficoltà all’efficienza del servizio un’attenzione particolare al relax. La spa ("dettaglio" non da poco per un hotel di città) apre a 15 persone alla volta. Alle donne sole sono destinate un certo numero di camere, definite "rosa" per la cura particolare data agli elementi toilette e al servizio in camera.

Zanzibar: il Matemwe Bungalows and Retreats
Risulta alle volte difficile trovare lusso senza pretese e un’atmosfera di relax chic. Quando però lo si trova, risulta ancora più difficile rinunciare al sapore di questo frutto raro. È il caso del Matemwe Bungalows & Retreats a Zanzibar, che offre pochi bungalow che si aprono sul mare. Si è in stanza senza esserlo, rassicurati dalla continua presenza dell’Oceano ma beneficiando della privacy necessaria. Si dimentica lo stress per apprezzare un ritmo così tranquillo che ci si ritrova a sospirare di contentezza. E questo è certamente un lusso preziosissimo.

Germania: il Ritz Wolfsburg
Se quando eravate piccoli la vostra principale fonte di energia ed entusiasmo era una macchinina con cui progettare spettacolari corse e itinerari, l’Autostadt di Wolfsburg (55 minuti di treno a ovest di Berlino) sarà un colpo di fulmine assicurato. In un continuo di ardite architetture e giochi di luce, che la sera descrivono forme leggere nel parco dove la Wolkswagen viene realizzata, stoccata e consegnata, si innalza il Ritz-Carlton. L’hotel è l’insieme di misura, arte e tecnica: arredo design, colori tenui e la vista sulla storica industria Wolkswagen ne fanno un luogo dove significato e deco si uniscono senza peso. L’Aqua è considerato uno dei migliori ristoranti nazionali.

Toscana: il Poggio ai Santi
Ci sono indirizzi che prendono alla gola. Ci sono indirizzi che si prendono in simpatia. Queste due varianti si combinano alla Tenuta di Poggio ai Santi, annidata nelle colline toscane dietro San Vincenzo. In questo antico casale toscana, Francesca, la proprietaria, ha saputo donare ai luoghi un sapore di casa, ma di eleganza semplice da copertina di moda. Calma e serenità sono le parole d’ordine tra gli alloggi, il giardino e la piscina. In lontananza luccica il mare della Costa degli Etruschi. La punta di diamante resta il ristorante "Il Sale" maestosamente tenuto dallo chef Denny, una dichiarazione d’amore all’arte gastronomica toscana. Appassionato, lo chef, prende il tempo di sedersi a tavola (o quasi) per commentare e consigliare personalmente le scelte del menù.

Parigi: l’Hotel Jules
Dietro la facciata blu ceruleo che potrebbe benissimo nascondere una semplice brasserie, l’hotel Jules è un compendio di tendenza e design, in un gioco di forme e colori complementari che spiazzano e colpiscono. Situato nel cuore della Parigi dei teatri e dei grandi magazzini chic, l’hotel Jules non ci è sembrato il classico indirizzo di grido che si pretende giovanile senza cognizione di causa. Lo si capisce ascoltando. Bando alla noiosa musica lounge da supermercato, nella hall dell’hotel Jules si osa la techno, con un risultato meno artefatto e più convincente. Non è un 5 stelle, non ha un centro benessere né bagni con idromassaggio, non possiede nemmeno un ristorante, ma ha stile e tutto il confort necessario.

Istanbul: il Sumahan on the Water
Impossibile resistere al fascino di quest’hotel, nato su un’antica distilleria di raki dalla riconosciuta creatività degli architetti Butler e oggi una delle strutture più prestigiose di Istanbul: un luogo ancora fuori dagli itinerari turistici, dove l’architettura tende all’arte e le prospettive convergono in angoli rilassanti e fuori dal tempo. Esempio di architettura post-industriale, l’hotel unisce alla scelta dei materiali (dal legno all’acciaio, dal mattone al marmo) una decorazione essenziale (fatta spesso di tessuti, lino e ricamati). Sarete affascinati dai giochi di prospettive, dalla ricerca di linearità e dagli spazi intimi che l’hotel sa ricreare grazie ad elementi semplici: la vista sul Bosforo e il camino nelle camere (18, in piena regola con il concetto di boutique hotel).

Hotel flop: tre cocenti delusioni
Cannes: Hotel Belle Plage Boughram
Certo, si è a Cannes. Certo, il mare è proprio lì. E neppure manca la piscina (piccola, sacrificata sul tetto, peraltro con bella vista). Ma i pregi di questo hotel si esauriscono qui. L’arredo delle stanze è vecchiotto e gli spazi comuni hanno una polverosa aria demodée. L’hotel di fronte alla spiaggia privata di "Belle Plage". Non lasciatevi ingannare dal nome, il lido è totalmente privato e tra l’altro i clienti dell’hotel non dispongono di prezzi particolari. L’hotel ha 49 camere, che si dividono tra standard e prestige. Di "prestigioso" le seconde hanno un balcone con vista mare, con il loro tavolino di plastica d’ordinanza e (vai a capire perché) la decisione di mettere della finta erba come tappetino. Toni rosa-grigi-verdi: non si riesce neanche a dare un colore, ma l’effetto non ci sta, questo è chiaro. Per non parlare dei copriletto, che al momento della visita degli esperti di Easyviaggio.com sembravano addirittura consunti.

Mombasa: Hotel Le Soleil Beach Club
Non bastano gentilezza e formula all-inclusive per invitare a restare (o a ritornare) in questo hotel sulla costa settentrionale di Mombasa: le 111 camere dell’hotel sono distribuite in diversi edifici a quattro piani. Sono semplici torri bianche che avrebbero veramente bisogno di una rinfrescata. La cucina non rispetta assolutamente le norme di sicurezza, ed è per questo che vi sconsigliamo di utilizzarla. Nella camera doppia, c’è quindi una cucinino ed un salone con un divano letto. Tuttavia, entra davvero poca luce nella camera. Il bagno dà i brividi: il soffitto è pieno di umidità. La vernice tende a diventare verde, per non parlare poi dell’odore… La spiaggia dispone di sole sei sdraio e di un ombrellone. Lo spazio è molto limitato e la maggioranza dei clienti passa buona parte della giornata al bar della spiaggia.

Tozeur: l’Hotel Hafsi
Si chiama hotel, ma lo stile è decisamente quello di un ostello, e di quelli un po’ decrepiti, con 42 camere curate in maniera piuttosto sommaria, e suite che sono poco più che camere più grandi e ben poca cura nei giardini. Il ristorante, decisamente poco accogliente (sala triste e scura, vetri sporchi), non ha fatto che confermare l’impressione negativa dei giornalisti. Senza parlare della terrazza che domina la piscina, piuttosto graziosa ad un primo sguardo, che non par suscitare l’interesse degli addetti alle pulizie. In breve: qui tutto si mette in moto solo con l’arrivo dei gruppi… e in funzione della qualità dei fornitori di servizi.

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