Hotel: la top 10 dei ristoranti

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Cosa fa di un ristorante un grande ristorante d’albergo? La posizione prestigiosa, il panorama mozzafiato, il design, la qualità dei servizi e della cucina, l’accoglienza garbata ed efficiente, l’utilizzo di ingredienti di stagione e locali nel menu.  Seguendo queste indicazioni diciannove esperti tra designer, architetti, ristoratori, produttori di vino, diplomatici, presidenti di associazioni come The International Food & Beverage Forum e di società di consulenza leader nel mercato dell’hotellerie, hanno stilato per Hotels – rivista ufficiale della International Hotel & Restaurant Association, la più grande associazione al mondo di operatori del settore turistico-alberghiero – la classifica dei dieci  migliori ristoranti d’albergo  del mondo nel 2011.

Cosa fa di un ristorante un grande ristorante d’albergo? La posizione prestigiosa, il panorama mozzafiato, il design, la qualità dei servizi e della cucina, l’accoglienza garbata ed efficiente, l’utilizzo di ingredienti di stagione e locali nel menu.  Seguendo queste indicazioni diciannove esperti tra designer, architetti, ristoratori, produttori di vino, diplomatici, presidenti di associazioni come The International Food & Beverage Forum e di società di consulenza leader nel mercato dell’hotellerie, hanno stilato per Hotels – rivista ufficiale della International Hotel & Restaurant Association, la più grande associazione al mondo di operatori del settore turistico-alberghiero – la classifica dei dieci  migliori ristoranti d’albergo  del mondo nel 2011.

 
L’Italia è presente nella Top Ten con il ristorante La Terrazza dell’Hotel Eden di Roma che propone ai suoi ospiti una vista mozzafiato sulla Città Eterna e  una cucina di stampo mediterraneo ricca di influssi internazionali, a base di materie prime campane.  La filosofia culinaria di Fabio Ciervo, chef dell’Eden,  è basata sull’attenzione per le cotture e l’uso delle spezie sperimentata in Oriente, l’impeccabile preparazione delle salse acquisita in Francia, la conoscenza dei prodotti italiani determinata dalle sue origini e l’apprendimento delle avveniristiche tecnologie mutuate dalla Spagna. Pane e pasta sono rigorosamente fatti a mano tutte le mattine e uno staff garbato, competente e professionale offre un servizio personalizzato ed efficiente.

Parigi e Londra sono le altre due città europee presenti nella Top Ten.  Nella capitale francese il riconoscimento va a Le Cinq del Four Seasons Hotel George V affacciato sullo spettacolare giardino dell’albergo. Le tovaglie, le porcellane e gli argenti che arredano l’elegante sala da pranzo, dove prevalgono i colori grigio e oro, sono stati appositamente creati per questo leggendario due stelle Michelin, che propone i piatti classici della cucina francese accanto a menu creativi, più leggeri e anche per bambini, sempre a base di ingredienti regionali, rigorosamente freschi.

Sono i prodotti del mare ( provenienti da tecniche di pesca sostenibile) i protagonisti assoluti dei piatti proposti da Pascal Proyart, chef del One-O-One dello Sheraton Park Tower di Londra, per  5 anni consecutivi premiato quale migliore ristorante di pesce dalla prestigiosa guida Harden. Recentemente rinnovato propone ai suoi clienti anche gli innovativi "petits plats", mini porzioni create per invitare i suoi 50 commensali a degustare e sperimentare nuovi e affascinanti sapori, dove il mare incontra le carni rosse in un ambiente i cui colori richiamano l’oceano. Situato al diciassettesimo piano regala una  visione magica sul centro della capitale britannica.

Spettacolari anche i panorami sull’oceano Pacifico che si ammirano dal ristorante Studio del Montage Laguna Beach, in California. Propone piatti della cucina creativa francese influenzati dalle mode californiane, da degustare godendosi le brezze oceaniche in un caldo ambiente dove prevalgono il legno e i colori tenui.

Altro oceano – l’Atlantico – stessa classe a The Restaurant dell’Hotel Setai di South Beach, a Miami. Qui dalla cucina a vista escono piatti dove i sapori e le tecniche di cottura orientali incontrano la tradizione culinaria europea, mentre nella sala da pranzo zampillano fresche fontane.

L’Asia fa la parte del leone con ben quattro ristoranti segnalati. Dalle vetrate della Steak House dell’InterContinental di Hong Kong si ammira un panorama da cartolina sul cuore dell’elettrizzante della città e su uno splendido parco acquatico.  È l’unico ristorante di Hong Kong a possedere una grill-room a carbonella per cucinare la migliore carne di manzo del mondo, in particolare il manzo Wagyu di Kobe,
 
Il 100 Century Avenue Restaurant del Park Hyatt a Shanghai, situato al 91° piano, è uno dei ristoranti più alti del mondo e offre insuperabili panorami sulla metropoli. Numerose le cucine a vista,  dalle quali escono piatti legati alla tradizione culinaria cinese (preparati con il wok cinese o cotti al vapore) , senza dimenticare sushi e sashimi. Il ristorante Kazahana del Conrad Hotel di Tokyo è magistralmente curato dallo chef tre stelle Michelin Gordon Ramsay, che interpreta in chiave moderna la cucina tradizionale del Sol Levante.  Affacciato sugli Hamarikyu Gardens e sulla baia di Tokyo è arredato con quel tocco di originalità che gli permette di riflettere pienamente il significato della parola Kazahana: fiori soffiati nel vento.
 
È targato Bulgari il quarto ristorante di hotel asiatico presente nella Top Ten. The Restaurant del Bulgari Resort di Bali, nei pressi di un suggestivo laghetto affacciato sull’oceano, rende omaggio alle classiche specialità italiane proposte in un’atmosfera elegante, impreziosita dalle suggestioni di un’illuminazione soffusa. Dotato di soli 36 posti  porta in tavola originali reinterpretazioni di ricette classiche della cucina italiana, nelle quali si incontrano materie prime importate dall’Italia e prodotti da agricoltura biologica locale.
 
Il viaggio tra i 10 migliori ristoranti di hotel del mondo termina in Nuova Zelanda, all’Huka Lodge Taupo, costruito nel 1920 in un ambiente naturale di rara e severa bellezza, sulle rive del  fiume Waikato. La cucina è curata, con un tocco di originalità, dallo chef olandese Michel Louws, utilizzando in gran parte prodotti locali.

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