Hotel hi-tech

Condividi questo articolo su :

"Chi dorme non piglia pesci". Devono pensarla così gli ideatori dei nuovi hotel e bed and breakfast che danni vita sempre più a strutture "multifunzionali", legate all’arte, al design, alla musica, dove "accade" di tutto. Si fanno acquisti, si può suonare in camera, si possono vendere le proprie creazioni artistiche. In giro per l’Italia e l’Europa, ecco una selezione di alberghi dove dove riposare è l’ultima cosa da fare.
 

"Chi dorme non piglia pesci". Devono pensarla così gli ideatori dei nuovi hotel e bed and breakfast che danni vita sempre più a strutture "multifunzionali", legate all’arte, al design, alla musica, dove "accade" di tutto. Si fanno acquisti, si può suonare in camera, si possono vendere le proprie creazioni artistiche. In giro per l’Italia e l’Europa, ecco una selezione di alberghi dove dove riposare è l’ultima cosa da fare.
 
Ha aperto da poco il nuovo e originale hotel Droog, a Amsterdam, firmato dallo studio olandese Droog Design. Si può bere un drink, fare shopping, guardare una mostra, passare un po’ di tempo in giardino, pranzare al ristorante, fare un beauty treatment, ascoltare la lettura di un libro, acquistare abiti e accessori di brand famosi e anche dormire. Ma attenzione: la stanza a disposizione, completa di letto, area soggiorno e cucina e all’ultimo piano affacciata sui tetti della città, è una sola. Occorre prenotare con molto anticipo.
 
Sempre a tema design, la capitale olandese propone  il nuovo albergo Andaz, del gruppo Hyatt Hotels & Resorts, proprio vicino al vivace quartiere di Jordaan, situato all’interno dell’ex biblioteca pubblica e con una particolare attenzione alla sostenibilità. Ogni dettaglio è stato progettato dall’architetto e famosissimo designer olandese Marcel Wanders, che riflette una visione moderna e avventurosa della storia olandese.
 
A Lubiana, spicca il primo boutique hotel, in una stradina medievale, nel cuore della città vecchia e proprio sulla sponda del fiume Ljubljanica. Si chiama Vander ed ha un’audace architettura, ricavata da quattro case medievali affiancate. Il fiore all’occhiello? Un roof bar con piscina sul tetto, per godere dall’alto delle coperture in cotto delle abitazioni e dei tre ponti. Tra le esperienze da vivere, si può fare yoga circondati da un cubo di vetro, illuminati dal sole (le lezioni per gli ospiti sono gratuite, ogni lunedì e mercoledì).
 

Inaugurato ai primi di novembre anche il Boutique Hotel Townhouse di Zurigo, a un passo dalla famosa Bahnhofstrasse, dove c’è una vasta gamma di boutique e negozi. Un piccolo boutique hotel con sole 23 camere e 2 suite junior, tutte decorate in stile inglese e con una tappezzeria di DesignersGuild. Curiosità? Il check-in si effettua nel salotto. Questo è anche il luogo dove è possibile rilassarsi su comodi divani, consultare le ultime riviste, o bere un drink al bar self-service.
 
Se anche in vacanza non riuscite a vivere senza  musica, appuntatevi questo indirizzo a Berlino. Nhow è un hotel con la musica nel dna: ha uno studio di registrazione, offre la possibilità di incidere dalla propria stanza o di avere a disposizione una chitarra o un pianoforte e, ogni primo sabato del mese, è palcoscenico di concerti.

Se la vostra meta è oltreoceano, una sosta di lusso è il nuovo Palacio Nazarenas del gruppo Orient-Express, a Cusco in Perù. Costruito sui resti di un antico palazzo Inca (una camera conserva nicchie trapezoidali in un tipico stile Inca), poi convento (mantiene la chiesa, la zona riservata alla clausura e i patii coloniali), è stato trasformato in un’elegante struttura, aperto da pochi mesi. Le 55 suites sono tutte dotate di ossigeno, per contrastare il mal d’altura visto che la città si trova a 3250 metri. Il fiore all’occhiello è il maggiordomo privato a disposizione 24 ore su 24. Tra le esperienze da provare, quella per imparare a preparare il "pisco sour", il cocktail nazionale a base di pisco, direttamente nella propria camera con il maggiordomo a dare le giuste dritte. Il pisco è un liquore distillato, un’acquavite di vino peruviano. Si pensa che l’uva dalla quale esso deriva fosse già coltivata al tempo degli Inca, ma altri sostengono che l’uva sia stata importata dagli spagnoli, dato che il loro vino non avrebbe resistito alla traversata dell’Atlantico.

E in Italia? A Milano, ha aperto i battenti l’hotel Town House Street Milano Duomo, progettato dall’architetto Simone Micheli. Una rivisitazione strutturale e concettuale di ex uffici, a poca distanza dal Duomo. Il design si caratterizza per il colore giallo usato per gli elementi di arredo e per le gigantografie in bianco e nero che rappresentano scorci urbani di Milano e che proiettano l’ospite nella "città pulsante".

A lessandro Rosso, ideatore del concept di questo nuovo progetto di riqualificazione urbana così dice: «con Town House il concetto di "jet lag" viene superato; quando si viaggia soli e si sta nella camera 1032 al 16° piano di un albergo ci si sente isolati, nei TownHouse Street invece si è immersi nella città, nella sua velocità, nel suo movimento, si possono osservare le luci della strada, entrare a contatto con il paesaggio, con i suoi abitanti, come si fa al tavolino di un bar all’aperto, si fa amicizia. La città diventa la tua compagna di viaggio. Ci si sente vivi mentre si guarda la città. Una casa con tutti i plus dell’albergo, in un proprio spazio».
 
Gli appassionati d’arte trovano il luogo ideale al B&B Porta Garibaldi a Milano. In ogni ambiente ci sono oggetti di design, mosaici e foto artistiche e tutto è in vendita. Inoltre per i pittori e per gli sculturi, la proprietaria, Alessandra Maggioli, dà la possibilità di vendere le proprie creazioni e farsi conoscere.
 
Stessa filosofia per il Bad di Catania, dove si possono acquistare creazioni di accessori e abbigliamento fatti a mano. Le camere sono l’insieme di psichedeliche carte da parati, chicche del 700 siciliano, pezzi di arredamento vintage e opere di giovani artisti. Alle pareti, una mostra fotografica di giovani artiste. Il claim della struttura? "BAD. Perché non si vive solo per dormire". Infine, se si vuole provare un’esperienza insolita anche per mangiare, a Bologna hanno aperto Aire Cafe, il primo e unico ristorante su un autobus (gli altri sono su tram). 24 posti seduti, distribuiti con 6 tavoli da 4 persone. Si cena con vista panoramica sulla città felsinea in notturna Due i menù. Seduzione locale e voglia di vegetale, con prodotti stagionali a chilometro zero.

Fonte articolo originale

 

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social