Hotel da golosi

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A Neuwied, Valle del Reno, Germania, un albergo che sembra un supermercato. Ogni stanza è intitolata a un diverso cibo, con arredi, cuscini e letti rigorosamente a tema.

Nel 1979 i Clash, con "Lost in the Supermarket", cantavano l’alienazione di chi vive in una società iperconsumistica. Ma forse nemmeno Joe Strummer avrebbe potuto immaginare quello che è successo a Neuwied, in Germania, dove è stato creato un hotel dedicato al cibo, simile a un supermercato più che  a un albergo.

A Neuwied, Valle del Reno, Germania, un albergo che sembra un supermercato. Ogni stanza è intitolata a un diverso cibo, con arredi, cuscini e letti rigorosamente a tema.

Nel 1979 i Clash, con "Lost in the Supermarket", cantavano l’alienazione di chi vive in una società iperconsumistica. Ma forse nemmeno Joe Strummer avrebbe potuto immaginare quello che è successo a Neuwied, in Germania, dove è stato creato un hotel dedicato al cibo, simile a un supermercato più che  a un albergo.

Il Food Hotel non lascia spazio alla fantasia a partire dal nome: qui tutto è consacrato ai prodotti alimentari, dai biscotti ai pomodori all’acqua, fino a delizie più sofisticate come cioccolatini e champagne. Ogni stanza è intitolata a un cibo, con carta da parati a tema e cuscini a forma di panino o di salsicciotto.

Il trucco c’è e si chiama sponsor: il Food Hotel è in gran parte finanziato da compagnie alimentari (c’è anche la Ferrero, con una stanza dedicata al suo cioccolatino al cocco, Raffaello) e ogni camera è tappezzata di richiami ai prodotti. Ma perché qualcuno dovrebbe spendere 90 euro a notte per la singola o 129 per la doppia, per dormire tra cuscini a forma di biscotto e lattine di birra come tavoli? Forse perché è divertente ritrovarsi in una stanza – quella dedicata alle patatine in busta – con una sfera stroboscopica che fa da lampadario e luci che si accendono a si spengono come in discoteca o alle feste (luoghi dove di solito si consumano le patatine).

"Abbiamo trovato sponsor per tutte le stanze – spiega il manager dell’hotel Peter Gruenhaeuser – e dato loro indicazioni di base. Ma, per il resto, li abbiamo lasciati liberi di esprimere la propria creatività e la filosofia che c’è dietro ogni prodotto". La stanza finanziata da una casa produttrice di tè, ad esempio, è decorata con l’immagine di piantagioni esotiche, mentre quella dedicata alla birra con una pioggia di bollicine gialle. L’albergo si trova come detto a Neuwied, cittadina situata sulla Valle del Reno che vanta un castello e uno zoo che sono di per sé attrazioni turistiche.

"L’impatto psicologico delle immagini sull’educazione alimentare è fondamentale – spiega la nutrizionista Raffaella Govoni – ma non c’è nulla di male a promuovere prodotti di questo tipo. Semmai, sarebbe meglio abbinare a cibi ipercalorici l’immagine di altri più naturali. E’ chiaro che un cioccolatino o due al giorno non fanno male. L’importante è capire che, se ne mangio due, devo rinunciare alla pasta, che è ricca di zuccheri. Credo che l’idea del Food Hotel sia buona e non troppo "pericolosa" dal punto di vista nutrizionistico, ma la promozione commerciale deve puntare anche su verdure, cereali e pesce". Un regalo originale per le vacanze di Natale (doppia 129 euro, singola 90) potrebbe dunque essere proprio un weekend nell’albergo di Neuwied. In attesa di Food Hotel che siano anche "bio", "organic" o "healthy".

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