Hotel a Berlino

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E poi dicono fantasia e creatività italiche, freddezza e razionalità tedesche. Berlino oggi s’inventa una nuova vocazione turistica puntando sull’accoglienza. Ecco allora grandi magazzini, sedi diplomatiche, fabbriche, banche, covi del Kgb e del Politbüro riciclati e trasformati in hotel di charme. Che mescolano memorabilia e accessori high-tech, mobili di design e architetture rétro.

E poi dicono fantasia e creatività italiche, freddezza e razionalità tedesche. Berlino oggi s’inventa una nuova vocazione turistica puntando sull’accoglienza. Ecco allora grandi magazzini, sedi diplomatiche, fabbriche, banche, covi del Kgb e del Politbüro riciclati e trasformati in hotel di charme. Che mescolano memorabilia e accessori high-tech, mobili di design e architetture rétro.

Per chi cerca indirizzi su misura, la capitale tedesca ha inventato i concept-hotel, gli alberghi specializzati: musicali (con tanto di studio di registrazione da camera), per scrittori, per cinefili e per nostalgici della Ddr o dei ruggenti Anni 20. Idee vincenti? I numeri dicono di sì: nel 2011 Berlino ha celebrato un nuovo record raggiungendo 22 milioni di pernottamenti e 770 strutture, diventando così la terza città turistica d’Europa, in coda soltanto a Londra e Parigi. E non ha intenzione di fermarsi: nel 2013 apriranno lo Steigenberger Superior Hotel all’aeroporto Willy Brandt, il Crowne Plaza nell’ex palazzo delle Poste in Potsdamer Platz, e il Leonardo Boutique Hotel sulla Museumsinsel. Mentre nel 2014 il gruppo Turkish Titanic trasformerà il vecchio opificio della Deutsche Oper in un lussuoso cinque stelle.


Tra i nuovi nati della capitale tedesca, il più originale si trova a Neukölln, quartiere emergente di Berlino Sud. Il suo nome già ne anticipa la particolarità: Hüttenpalast (Palazzo di Capanne, vai al sito). «Volevamo creare uno spazio comune, dove gli ospiti potessero stare insieme, un luogo duttile che fosse allo stesso tempo hotel, teatro di performance gastronomiche e galleria per mostre di design», spiegano Silke Lorenzen e Sarah Vollmer (la prima organizzatrice di eventi, l’altra designer), ideatrici del progetto. Così hanno acquistato una fabbrica dismessa di aspirapolveri – un labirinto di laboratori, loft e cortili – e l’hanno trasformata in un confortevole e originale accampamento a cielo coperto, dove godere sempre del massimo relax. Un open space al pianterreno accoglie bungalow di legno e roulotte vintage mutate in camere: ci sono le cabine in legno rigenerato con letti costruiti su misura con cassettoni estraibili, i caravan dagli arredi rétro ispirati agli Anni 50 e alla Ddr degli Anni 70. Per chi vuole più privacy, ci sono le stanze dall’altra parte del complesso: loft di 30 metri quadri con arredi eccentrici. I prezzi sono in linea con lo stile minimal: 85 euro per la doppia. E sempre per restare in tema relax, a due passi non perdetevi il Britzer Garten, forse il più bel giardino di Berlino: un tripudio di aiuole di tulipani e dalie, con un laghetto e un mulino a vento ancora funzionante.

Di hotel trasformisti si parla anche tra Charlottenburg e il Tiergarten, nella vecchia ed elegante Berlino Ovest. Qui si pratica l’arte del riciclo. E qui, a novembre, aprirà Das Stue (vai al sito), raffinato design hotel ricavato dall’ex ambasciata danese, nel cuore del giardino zoologico. Dell’edificio degli Anni 30 conserva la sobria facciata neoclassica, gli scaloni in pietra e le grandi sale che ospiteranno una vasta biblioteca, mentre i vecchi uffici sono stati trasformati in suite. Camere, spa e ristorante sono invece nella nuova ala progettata dalla designer spagnola Patricia Urquiola e hanno tutte pareti vetrate affacciate sul giardino e gli animali. Per avvistare da vicino orsi, canguri, antilopi e struzzi prenotate le camere 422 e 423. Tutt’intorno, c’è solo l’imbarazzo della scelta: Das Stue è vicino alla Neue Nationalgalerie, alla Berliner Philharmonie, a Potsdamer Platz e al Dente Cariato, la torre della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, quel che resta dell’omonima chiesa dopo i bombardamenti del 1943.

Ha una storia curiosa anche l’edificio che ospita la nuova Soho House Berlin, club privato, ma anche ristorante, lussuosa spa e hotel, aperto agli ospiti esterni: costruito nel 1928 come grande magazzino ebraico, diventò prima la centrale della gioventù hitleriana e poi l’archivio del Partito Comunista della Germania Est. Oggi è uno degli indirizzi più glamour della città: una hall dominata da una spettacolare scala a chiocciola con un pannello firmato Damien Hirst, megasuite con letti king-size, pavimenti in parquet e vasche da bagno vintage, terrazza con piscina a sfioro. Poco lontano, il Ddr Museum, museo interattivo dove scoprire com’era la vita ai tempi delle Trabant e della Stasi.

In quello che una volta era uno dei luoghi più inquietanti della Berlino Est – gli uffici dove il Kgb ascoltava le telefonate tra i cittadini dell’Est e quelli dell’Ovest – oggi si può dormire. Al Lux 11 dei tempi della Stasi restano solo storia e impianto architettonico, con i suoi corridoi stretti e tortuosi. Il resto sono 72 spaziose suite con docce a vista dietro una parete di cristallo e arredi firmati da celebri designer. Il prezzo? Assolutamente conveniente: per una notte in doppia, 119 euro.

Amato da musicisti, dj e gente della moda e del cinema il vicino The Weinmeister: camere oversize e letti esagerati, progettati appositamente per l’albergo, iMac al posto della tv, wi-fi in camera. E poi un rooftop con vista panoramica sulla Fernsehturm e scale decorate dai migliori nomi della Street Art berlinese. La hall ospita spesso feste e concerti live. Se volete qualche consiglio sui migliori locali della notte chiedete a Dirk Dreyer, di professione general manager dell’hotel e dj per passione. Da non perdere in zona il KW Institute for Contemporary Art, per un caffè tappa agli Heckmann Höfe, complesso di cortili con caffetterie e negozi curiosi come Sterling Gold (tel. 0049-3028096500): una ricca collezione di abiti da sera vintage dagli Anni 20 agli Anni 70.

Perfetto mix tra storia e modernissime comodità all’Hotel de Rome (vai al sito), della catena Rocco Forte. Ricavato da un edificio di fine Ottocento, un tempo sede di una banca, conserva i grandi saloni e l’opulento ingresso colonnato. Gli uffici dei direttori della banca ora sono lussuose suite, la spa è nell’ex caveau e dietro la pesante porta blindata c’è lo spazio per la manicure. Dentro, però, gli spazi sono tutt’altro che angusti: saune, una piscina e cabine per massaggi classici e trattamenti ayurveda. Appena inaugurata la terrazza sul tetto da dove si ammirano i più celebri monumenti di Berlino. E, giusto dietro l’angolo, il Französischer Dom e il Deutsche Guggenheim, per ammirare i grandi nomi dell’arte contemporanea.

L’albergo più amato da creativi e gente della moda sta a Friedrichshain, a due passi da quel che resta del Muro. Il Michelberger è ricavato da una vecchia fabbrica restaurata da giovani architetti, grafic artist e designer. Il risultato? Un budget-boutique hotel d’autore (la doppia costa appena 60 euro) con camere dagli arredi vintage, eccentriche, ironiche, kitsch. Prenotate una delle quattro luxus: la prima è tutta d’oro, la seconda sembra uno chalet di montagna, la terza trabocca di playstation, l’ultima ha le pareti tappezzate di libri e cataloghi.

Alcuni pezzi originali del Muro si possono ammirare lungo la Sprea, dalla terrazza del Fabrics Restaurant, all’interno del nhow Hotel, che li ha acquistati per creare quest’insolita esposizione. L’architettura si richiama a quella industriale tipica del quartiere di Friedrichshain: una sorta di gigantesca gru in clinker, acciaio e cristallo protesa sul fiume. Dentro, un’esplosione di colori e forme: sgabelli fucsia, sinuosi divanetti con stoffe dai disegni geometrici, candidi pianoforti e lampadari che sembrano opere di Pop Art. Tra gli studi della Universal e Mtv, il nhow berlinese è anche il primo hotel musicale d’Europa, l’unico a vantare due studi di registrazione professionale gestiti dagli Hansa Tonstudios (dove incidono artisti come gli U2, i Rem e David Bowie). Il nhow Music Lounge ospita piccoli concerti, mentre tutte le camere hanno la connessione via cavo per l’iPod e, a richiesta, una chitarra.

Dedicato agli scrittori il Bleibtreu di Charlottenburg, dove una stanza è sempre riservata agli autori internazionali, mentre il vicino Art Nouveau, una della più belle boutique pension della città, è un inno agli Anni 20: ascensori Belle Époque, camere dagli arredi in stile e bizzarri pezzi d’arredamento trovati ai mercatini berlinesi. È perfetto per tutte le tasche – le camere hanno cinque categorie, dalla turistica alle lussuose suite all’ultimo piano con vasca idromassaggio e materassi ad acqua (si va da 59 a 199 euro) – l’Artist Riverside. Arredi a metà tra lo Jugendstil e il Barocco, a rendere speciale quest’albergo è anche la posizione sulle rive della Sprea in Friedrichstrasse: proprio davanti si allunga la Museumsinsel con tutti i suoi tesori.

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