Hong Konk – Il favoloso campo da golf di Mission Hills

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Mission Hills, Shenzen, mezz’ora da Hong Kong: è nella Disneyand del golf che inizia oggi la 53ª edizione dell’Omega World Cup.
E’ qui il golf club più grande al mondo, entrato nel Guinness dei primati con 10 campi, 180 buche su tre milioni di metri quadri. E che ha subito superato se stesso con 36 nuove buche, per un totale 216 su un’area di 7.700 ettari (circa 77 chilometri quadrati).

Mission Hills, Shenzen, mezz’ora da Hong Kong: è nella Disneyand del golf che inizia oggi la 53ª edizione dell’Omega World Cup.
E’ qui il golf club più grande al mondo, entrato nel Guinness dei primati con 10 campi, 180 buche su tre milioni di metri quadri. E che ha subito superato se stesso con 36 nuove buche, per un totale 216 su un’area di 7.700 ettari (circa 77 chilometri quadrati).

Tre i campi interamente illuminati di notte. I fairway perfetti e i green veloci sono tenuti in ordine da un esercito di oltre mille addetti. I cinesi hanno battuto proprio tutti: Pinehurst, Doral e Casa de Campo.
Ambizioni sfrenate: un giornale asiatico ha ammonito il numero uno: "In Cina il golf fa passi da gigante: è nato che Tiger Woods aveva già 9 anni, e tra vent’anni, se giocherà ancora, sarà costretto a trasferirsi qui".

La grandeur di Mission Hills è evidente già appena si scende dall’aereo: immensi cartelloni, vere e proprie pareti alte tre piani, riportano la scritta "216 Holes" corredata dai volti sorridenti dei campioni progettisti dei dodici campi da golf. A cui in occasione della World Cup si sono aggiunte le gigantografie dei 56 giocatori.
Il proprietario del resort è David Chu, un magnate nato a Hong Kong, che ha affidato a campioni in attività – e non solo ad architetti famosi – i progetti. Annika Sorenstam è l’unica donna che ha firmato un campo in questo olimpo degli dei (Jack Nicklaus, Greg Norman, Nick Faldo, David Leadbetter, Ernie Els, Vijay Singh, David Duval, Jose Maria Olazabal, Jumbo Osaki, Pete Dye e Zhang Lianwei.

Il percorso spettacolare di Nick Faldo è già considerato uno dei migliori campi asiatici. La buca 16 di Nicklaus (il primo campo, inaugurato nel 1994) ha già scalato molte posizioni nelle classifiche ed è considerata fra top ten del continente. C’è polizia ovunque. Il resort é una villa vecchio stile francese, la hall é alta 7 metri, ci sono 500 stanze d’albergo (di 6 diverse categorie) e il più grande golf shop dell’intero continente asiatico. Poco distante un albergo da 1000 posti letto. Le club house hanno proporzioni da Muraglia Cinese e vi si trova davvero di tutto: ristoranti per tutti i gusti, pro-shop immensi e negozi raffinati.
La sacca? Quando si entra viene etichettata e sparisce: la si ritrova solo sul car (sono 1.500), a fianco del caddie (2.500). Molte del gentil sesso, vestite di rosso e con il cappellino bianco. Giganteschi anche i costi: 384.6 milioni di dollari per la costruzione. Per diventare socio si deve sborsare una somma che varia dai 21 a 70.000 dollari.

Se non si vuole giocare a golf? A Mission Hills ci sono 51 campi da tennis (il maggior centro cinese), una palestra di 5.000 metri quadri con la più moderna attrezzatura, bar e ristoranti aperti 24 ore al giorno, cucina occidentale e giapponese, asiatica e cinese. La Spa misura 20.000 metri quadri, e vi lavorano centinaia di massaggiatori ed estetisti. Se non fosse evidente, ricordiamo che la classe cinese più abbiente manifesta le stesse esigenze dei paperoni del west del mondo: acquista il Made in Italy (moda, ceramica, calzature, marmo, ecc) perchè il loro status lo impone e sta letteralente impazzendo per il golf.

Si contano 1.500.000 di giocatori di golf (+30% all’anno) e in dieci anni sono stati construiti oltre 200 campi da golf. Nuovi golf ma anche nuovi tornei: nel calendario 2007 dell’European Tour si sono svolti ben 6 tappe in Cina. Più la World Cup. E come se tutto questo non bastasse una recente scoperta rilancia i dibattiti sulle origini di questo sport: un ricercatore cinese dell’università di Lanzhou sostiene infatti che è proprio la Cina ad aver inventato il golf oltre 1000 anni fa. Lo confermerebbe un riferimento ad uno sport denominato Chuiwan, che significa "colpire la palla", che si giocava con una decina di club diversi, fra cui un cuanbang (equivalente di un driver) ed un shaobang (un legno 3).

Fonte: www.lastampa.it

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