Gli hotel più strani

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Ce n’è per tutti i gusti: stanze sugli alberi, in un jet, dentro una gru, sott’acqua o dentro una capsula. Sistemazioni lussuose dotate di tutti i comfort, oppure posti letto senza luce né acqua calda. Dal Giappone al Nord America, dall’Africa all’Europa, gli alberghi più pazzi del mondo sono al centro di Hotel da sogno e da incubo, una divertente serie televisiva che andrà in onda su Nat Geo Adventure (canale 104 di Sky) dal lunedì al venerdì alle 21 a partire dal 5 aprile.

Un viaggio alla scoperta dei resort più estremi e delle ultime tendenze alberghiere. Ecco alcune delle idee più originali…

Ce n’è per tutti i gusti: stanze sugli alberi, in un jet, dentro una gru, sott’acqua o dentro una capsula. Sistemazioni lussuose dotate di tutti i comfort, oppure posti letto senza luce né acqua calda. Dal Giappone al Nord America, dall’Africa all’Europa, gli alberghi più pazzi del mondo sono al centro di Hotel da sogno e da incubo, una divertente serie televisiva che andrà in onda su Nat Geo Adventure (canale 104 di Sky) dal lunedì al venerdì alle 21 a partire dal 5 aprile.

Un viaggio alla scoperta dei resort più estremi e delle ultime tendenze alberghiere. Ecco alcune delle idee più originali…

Slovenia: dietro le sbarre. L’Ostello Celica di Lubiana, in Slovenia, è una vecchia prigione dell’esercito, trasformata dagli artisti in un trionfo della creatività. Ogni cella ha un suo look particolare, frutto dell’estro di un artista. A ricordare il passato del luogo sono le sbarre alle finestre, che danno al visitatore l’idea dell’esperienza della detenzione. Salvo poi ricordarsi che è tutto un gioco, una trovata che ha fatto guadagnare al Celtica un posto tra gli ostelli più alla moda del mondo secondo la Lonely Planet, benché non si tratti dell’unico caso. In Tasmania, nell’isola-parco nazionale di Maria, l’unico posto per dormire sotto un tetto solido è l’ex prigione, trasformata in ostello. Altri casi anche negli States.

Austria: dormire nelle fogne Può sembrare strano, ma c’è a chi piace. Siamo in Austria, nella regione di Ottensheim. E’ il Das Park Hotel, struttura composta da tre ex tubature fognarie posizionate sulle sponde del Danubio. I tubi sono stati ripuliti, dipinti e attrezzati di un arredamento minimal: letto per due, un lumino, coperte e sacco a pelo in cotone. Gli altri confort – bagno, doccia e minibar – solo all’estero, a pochi metri dalle tubature.

Spagna: l’hotel con "wine therapy". Situato nella Rioja, la celebre regione dei vini, il Marques de Riscal è un hotel unico nel suo genere: eccentrico fuori, lussuoso dentro. L’esterno è adornato con onde di titanio rosse, dorate e argentate, che sembrano nastri attorno un grande pacco regalo. L’albergo, progettato dall’architetto Frank O. Gehry, è un vero e proprio "must" per gli amanti del vino. La cantina è stata convertita in un’area banchetti, e la struttura offre una "wine therapy" fatta di massaggi e selezioni di mescite pregiate. Non sorprende che i dintorni siano noti come "Città del Vino".

California: yurte mongole o "nido umano". Lungo la costa californiana del Big Sur si incontra il Treebone, resort molto particolare da cui è possibile ammirare gli aspri paesaggi e la fauna della zona. Ad ospitare i visitatori sono le rustiche yurte, le abitazioni mobili tipiche della Mongolia, arredate per l’occasione con tutti i comfort di una camera da letto (per il bagno, però, bisogna uscire). Grazie alle cupole trasparenti, è possibile addormentarsi direttamente sotto le stelle: l’equivalente ad una tenda di lusso, insomma. Per chi preferisce qualcosa di diverso, c’è lo "human nest", vale a dire il "nido umano": la forma estrema di "eco sleep", la definiscono i proprietari del resort. Si tratta di un vero e proprio nido intrecciato come quelli degli uccelli: vi si accede tramite una scaletta, poi non resta che godersi il panorama del Big Sur.

Svezia: la camera da letto-acquario. L’Uttern Inn è una creazione dell’artista concettuale Mikael Genberg. Un hotel al centro del lago, dove si arriva attraverso il porto di Vasteras. La struttura ha una camera da letto sott’acqua, con vista pesci. I turisti vengono muniti di un’imbarcazione gonfiabile: il loro unico mezzo di contatto con la terraferma, a meno che non si scelta l’opzione deluxe, in cui verso sera si viene raggiunti da una barca che porta la cena. Di giorno, oltre a ozio, relax e letture a bordo-hotel, ci si può sbizzarrire con tuffi e giri del lago, prima di rientrare nella stanza-aquario.

Giappone: se la stanza è una capsula. E’ probabilmente il modo più economico per dormire a Tokyo. L’unica avvertenza è non soffrire di claustrofobia: il posto letto, infatti, è collocato in una capsula non più grande di un frigorifero. Ci sono strutture che ne ospitano una trentina, altre che arrivano fino a 700: a colpo d’occhio, potrebbero sembrare delle pareti fatte di lavatrici una accanto all’altra. In alcuni casi la capsula è dotata di televisione, connessione wireless e altri comfort. Il Riverside Capsule Hotel ha un piano dedicato solo alle donne, così da garantire maggiore privacy alle signore incapsulate. Un’autentica "Japanese experience", assicurano gli albergatori.

Tanzania: in cima al baobab. Per gli amanti della natura non c’è forse cosa più suggestiva che dormire su albero. Ecco allora le "tree houses" di Chole Mjini sull’isola di Chole, in Tanzania. Sono costruzioni completamente eco-friendly arroccate in cima a baobab giganti, da dove si gode di una vista mozzafiato sul mare. L’arredamento è minimal ma funzionale: letto doppio e tenda per mosquito. Ai piedi dell’albero c’è la doccia con acqua calda e fredda, poco più in là la toilette. Non è un posto adatto per chi non può fare a meno di computer e tv: mancando l’elettricità, la colonna sonora è tutta ad opera della natura.

Svezia: una notte nel 747 jumbo jet. Il nome, Jumbo Hostel, la dice lunga. E infatti si tratta di un ostello realizzato all’interno di un jet 747. Costruito nel 1976, il 747 ha smesso di volare nel 2002, quando la sua compagnia aerea è finita in bancarotta. Nel 2008, però, ha iniziato la sua nuova vita come ostello a 25 camere con il nome di battaglia di Liv, dalla figlia del proprietario. La cabina di pilotaggio è stata trasformata in una suite di lusso con vista panoramica sull’aeroporto di Arlanda.

Olanda: l’hotel è sulla gru. C’è chi lo definisce un gioiello della sperimentazione alberghiera. Altri, più scettici, non riescono a non alzare il sopracciglio. Una cosa è certa: il Krane Hotel è unico nel suo genere. Un albergo dentro una gru con vista sul posto di Harligden e i suoi traffici merci. Una cosa da veri intenditori, questo è certo…

Fonte: www.viaggi.repubblica.it

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