Gli 8 paesi dove si mangia e si beve meglio al mondo

Il cibo è una delle espressioni più dirette di una cultura. Ecco perché sempre più spesso quando visitiamo un luogo non ci basta vederlo, ma vogliamo assaggiarlo: dalle bancarelle di street food ai ristoranti all’avanguardia, che si tratti di un piatto speziato o di una degustazione di vini, ecco gli 8 paesi dove si mangia e si beve meglio al mondo. Luoghi da visitare se site in cerca di delizie per il palato.

1. Plzeň, Repubblica Ceca

Per tutti gli amanti della birra, Plzeň (Pilsen in tedesco) è la patria della lager, la fonte dell’eterna schiuma, ovvero il luogo in cui, nel 1842, fu inventata la Pilsner Urquell, considerata la prima e la più buona lager del mondo. L’originale birrificio Pilsner Urquell (in tedesco ‘fonte originaria’, prazdroj in ceco) richiama un pubblico di appassionati da ogni angolo del pianeta.

Seconda città della Boemia per dimensioni dopo Praga e, nel 2015, capitale europea della cultura, oltre alla bella piazza principale e all’antica rete di tunnel sotterranei ha molto da offrire ai bambini: il centro delle scienze Techmania, lo zoo e il Museo della Marionetta. La distanza da Praga consentirebbe di visitare Plzeň facendo un’unica lunga escursione in giornata, ma la si apprezza molto di più fermandosi per la notte.

2. Champagne, Francia

Tutto il mondo conosce le grandi marche di champagne di Reims e di Épernay, i due centri principali della regione. Ma il nostro consiglio è di provare quello prodotto da appassionati vignerons nelle loro piccole aziende vinicole situate in paesini da favola. Il modo migliore per degustare il delizioso ‘oro liquido’ è guidare su strade panoramiche che attraversano le dolci colline ricoperte di vigneti di una delle più conosciute regioni del vino in Francia.

3. Copenaghen, Danimarca

Copenaghen è una delle migliori destinazioni gastronomiche d’Europa, con più stelle Michelin di ogni altra città scandinava. Le specialità locali da non perdere sono numerose:

Birra. La Carlsberg domina il mercato, ma c’è un battaglione di microbirrifici (tra cui Mikkeller, Amager Bryghus e Bryghuset Møn) in crescita.

Kanelsnegel. Meglio che non contiate le calorie: la ‘lumaca alla cannella’ è una brioche burrosa, a volte variegata al cioccolato.

Koldskål. Composto di uova, zucchero, latticello e yogurt aromatizzato con la vaniglia servito freddo, in genere con biscotti croccanti come i kammerjunkere.

New Nordic. Solo prodotti locali, preparati con una creatività rivoluzionaria in ristoranti di Copenaghen al top, come Noma, Kadeau o Geranium.

Sild. Affumicata, stagionata, in salamoia o fritta, l’aringa è un classico danese. In genere è accompagnata da un generoso sorso di akvavit (distillato di patate aromatizzato al cumino).

Smørrebrød. I tramezzini di pane di segale o di frumento farciti di ingredienti vari – dalla tartara di manzo alle uova ai gamberetti – sono il prodotto d’esportazione più famoso della Danimarca.

4. Giappone

L’attenzione ai dettagli, la cura e la creatività nella presentazione e gli ingredienti migliori producono una cucina memorabile. Dimenticate quel che conoscete della cucina giapponese e lanciatevi in un’avventura gastronomica senza eguali. Ecco alcune delle specialità da provare durante un viaggio in Giappone.

Okonomiyaki. Una sorta di frittata di cavolo tritato e altro cotta su una piastra rovente.

Sakè. Molti lo considerano ancora la bevanda nazionale; accompagna perfettamente la cucina giapponese tradizionale.

Shabu-shabu. Sottili fette di marzo e verdure cotte in un brodo leggero e poi intinte in salse.

Tonkatsu. Cotolette di maiale impanate, servite con una salsa speciale, in genere parte di un menu fisso (tonkatsu teishoku).

Unagi. L’anguilla è una costosa prelibatezza in Giappone.

Yakitori. Spiedini di pollo e verdure alla griglia.

Per evitare di sbagliare o ordinare, è sicuramente utile conoscere qualche frase in Giapponese.

5. Malaysia

La Malaysia offre ai visitatori umide giungle abitate da animali selvatici, belle spiagge, isole idilliache e una cucina sensazionale legata alla cultura multietnica.

Se c’è una cosa che unisce tutte le etnie, le religioni e i paesaggi è, infatti, la cucina. In Malaysia, il cibo migliore è quello preparato nei locali più semplici. Gli ambulanti, che sembrano infiniti, servono in carretti, bancarelle e shophouse deliziose specialità, molte delle quali secondo ricette tramandate da generazioni. Non avrete che l’imbarazzo della scelta: tra le specialità nonya, indiane, cinesi, malay e dayak, nonché alcuni ottimi esempi di cucina occidentale, i viaggiatori non soffriranno di certo la fame!

6. San Sebastián, Spagna

Gli chef locali hanno trasformato gli snack da bar in una forma d’arte. Spesso definiti ‘alta cucina in miniatura’, i pintxos (le tapas basche) sono montagnole di sapore sopra fettine di baguette. Entrando in uno qualsiasi dei bar del centro di San Sebastián, la scelta in mostra sul banco lascia a bocca aperta. Per farla breve, questa sarà l’esperienza gastronomica più memorabile del vostro viaggio. Anche se l’atmosfera è sempre informale, i baschi prendono molto sul serio la sperimentazione di nuove combinazioni di sapori, garanzia di una qualità sempre al top.

7. Turchia

L’aspetto migliore della degustazione delle specialità della cucina turca – dai piatti misti di meze in un porto del Mediterraneo alla prima colazione della vostra pensione con ingredienti freschi dall’orto di casa – è che vi introduce nel cuore della cultura del paese, essenziale per vivere un viaggio perfetto. Per i turchi, che amano stare con amici e parenti, mangiare tutti insieme è un rito di lunga tradizione.

Quindi fermatevi a godere le verdure condite con olio d’oliva della costa egea, i piccanti kebab anatolici e le specialità di ogni altro angolo del paese – e mentre bevete un çay (tè) da un bicchierino a forma di tulipano e scegliete baklava per dessert, ricordate che state approfondendo la vostra conoscenza sulla Turchia.

8. Vietnam

Complessa e raffinata, la cucina vietnamita usa ingredienti locali e stagionali ed è forse il segreto culinario asiatico meglio custodito. Quello che conta è la freschezza della materia prima: gli chef vanno due volte al giorno al mercato per scegliere erbette appena colte. Il risultato? Una struttura dei piatti incomparabile, con combinazioni uniche di sapori.

In Vietnam ogni pasto deve bilanciare l’aspro con il dolce, il croccante con il soffice, il fritto con la cottura a vapore, le zuppe con le insalate. Trovate ovunque squisite specialità locali: la ‘rosa bianca’ di Hoi An, il canh chua (zuppa di pesce con verdure) del Delta del Mekong o la classica pho (zuppa) del nord.

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