Genova – Aprono i palazzi dei nobili

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Il prossimo weekend la città ligure apre le porte dei Palazzi dei Rolli, le sfarzose residenze di nobili, mercanti e banchieri patrimonio Unesco. Viaggio tra saloni affrescati, giardini, scalinate scenografiche e quadri di Caravaggio. Per ricordare il Cinquecento, quando la Superba era protagonista d’Europa.

Pallavicino, Spinola, Lomellino, Grimaldi, e naturalmente i Doria. Le famiglie più in vista della Repubblica di Genova nel Cinquecento si danno battaglia per la costruzione dei palazzi più sfarzosi della città.
Il risultato è un trionfo di edifici di gusto rinascimentale e barocco, con facciate decorate, stucchi, marmi, saloni affrescati, giardini e fontane.

Il prossimo weekend la città ligure apre le porte dei Palazzi dei Rolli, le sfarzose residenze di nobili, mercanti e banchieri patrimonio Unesco. Viaggio tra saloni affrescati, giardini, scalinate scenografiche e quadri di Caravaggio. Per ricordare il Cinquecento, quando la Superba era protagonista d’Europa.

Pallavicino, Spinola, Lomellino, Grimaldi, e naturalmente i Doria. Le famiglie più in vista della Repubblica di Genova nel Cinquecento si danno battaglia per la costruzione dei palazzi più sfarzosi della città.
Il risultato è un trionfo di edifici di gusto rinascimentale e barocco, con facciate decorate, stucchi, marmi, saloni affrescati, giardini e fontane.

Il weekend tra il 29 e il 30 marzo i Palazzi dei Rolli, patrimonio Unesco dal 2006, aprono le loro porte al pubblico per visite gratuite.
Un’occasione per scoprire il centro storico della città, uno dei più grandi d’Italia, e ripercorrere il passato glorioso di Genova.

Andrea Doria e Carlo V
I Palazzi sono un lascito del secolo d’oro di Genova quando Andrea Doria, nel Cinquecento, stringe rapporti con la Spagna di Carlo V. L’elite cittadina, formata da armatori, banchieri e mercanti si mette al servizio dell’imperatore Carlo V e decide poi di investire l’oro delle Americhe in palazzi, ville e chiese per rendere splendida una città che ormai ospita di frequente sovrani, diplomatici e grandi personaggi della chiesa.
In questo contesto nascono i palazzi dei Rolli, un particolare sistema residenziale nobiliare ufficializzato nel 1576 da un Decreto del Senato che promulgava un elenco dei palazzi (elenco degli Alloggiamenti pubblici o Rolli), riconoscendone il particolare pregio.
Lo stesso decreto obbligava i proprietari a ospitare, a turno, visite di stato, in assenza di un palazzo reale. A seconda del grado di importanza dell’ospite veniva scelto un palazzo: più elevato era il grado di nobiltà dell’ospite più fastoso doveva essere il palazzo e più ricca la famiglia che aveva l’onore di accoglierlo.
Così si ridisegna l’urbanistica delle città secondo una pianificazione guidata e gestita dal potere pubblico e arricchita dall’intervento privato, i nobili genovesi, che vogliono dare una nuova immagine del loro potere economico.

Palazzo reale e la villa del principe
La maggior parte dei Palazzi dei Rolli si trova tra Via Lomellini, Via San Luca, Via Cairoli, Via Balbi e Via Garibaldi.
E proprio da quest’ultima strada, via monumentale su cui affacciano diversi palazzi costruiti tra il Cinquecento e il Seicento, può iniziare l’esplorazione.
Aperta dopo il 1550 per raccogliere in un ambiente unitario le maggiori famiglie della città, fu chiamata originariamente "Via Aurea" per la bellezza delle sue costruzioni.
Qui si trova Palazzo Bianco (al numero civico 11), edificio del 1548 fatto costruire da Luca Grimaldi, membro di una delle più importanti famiglie genovese, e ristrutturato nel ‘700. Oggi è sede della Galleria omonima che ospita opere di Caravaggio e Veronese, i fiamminghi Hans Memling, Gerard David, Jean Provost, Rubens, Van Dyck e gli spagnoli Zurbaràn e Murillo. Non manca la pittura genovese dal Cinquecento al Settecento con Cambiaso, Strozzi, Piola, Magnasco.

Al numero 18 si incontra Palazzo Rosso, edificio barocco del 1677. Anche questo palazzo ospita una galleria le cui sale mantengono la struttura originaria nobiliare con pareti affrescate e arredi sontuosi. Tra gli artisti in mostra Dürer, Veronese, Guercino, Strozzi e Van Dyck.
Al numero civico 9 si incontra poi l’attuale sede del Municipio, l’imponente Palazzo Tursi costruito tra il 1564 e il 1579, e il più esteso di tutti i palazzi dei Rolli.

Si prosegue per via S. Luca, una delle strade più antiche della città vecchia con palazzi nobiliari del XVI-XVII secolo. Da non mancare, in Piazza Pellicceria, la Galleria Nazionale ospitata da Palazzo Spinola.
L’edificio è un classico esempio di palazzo patrizio genovese con la facciata coperta da stucchi e le pareti affrescate.

Tappa successiva al 10 di via Balbi, a Palazzo Stefano Balbi, conosciuto come Palazzo Reale. Si tratta di un grande palazzo del XVII secolo, con doppio scalone e giardino. L’edificio ospita una sfarzosa galleria degli specchi e opere di Tintoretto, Van Dyck, Reni e Guercino.

E per concludere non può mancare una visita a Villa del Principe, dimora storica dell’ammiraglio Andrea Doria, vero protagonista del secolo d’oro. Il Palazzo è uno dei più sontuosi della città. All’interno si trova il portico ornato da stucchi, la loggia degli Eroi e la Sala dei Giganti. Belli i giardini all’italiana con due fontane cinquecentesche.

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