Gavishire: vino, cammini e natura selvaggia (a poche ore di auto e 0 code)

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E’ l’alternativa alle Langhe che piace molto anche agli stranieri (in arrivo) e ai turisti in fuga dalle grandi città lombarde e piemontesi. Paesaggi ideali per chi ama fare trekking, la bicicletta e la buona cucina

Paesaggio nel Gavi
Paesaggio nel Gavi

Oltregiogo, entroterra genovese, tra il Mar Ligure e l'Alto Monferrato. Siamo nell'habitat del Gavi Docg, il grande bianco piemontese, e dei suoi filari per la maggior parte composti di uve Cortese. Il vino e la sua tradizione millenaria (le prime tracce storiche dei vitigni riportano all'anno 972), è la grande attrazione che attira qui anche molti turisti stranieri: al momento sono ancora pochi ma le prenotazioni per i prossimi mesi, assicurano alcuni operatori, fanno ben sperare. Chi viene dalle regioni confinanti (Lombardia in primis) può però apprezzare anche altro, dai resti archeologici di epoca romana ai sentieri escursionistici che si diramano nelle propaggini collinari dell'appennino, per una gita “open air” a meno di un'ora e mezza d'auto da Milano e Torino.

Siamo in provincia di Alessandria ma il capoluogo è lontano (circa 35 km). Genova dista 40 km in linea d'aria ma è come se fosse dietro l'angolo. Non è blasfemo, infatti, affermare che Gavi e dintorni sono un pezzo di Liguria dentro il Piemonte, un territorio lontano dai percorsi tradizionali e più conosciuti e che più volte è stato paragonato al Chianti (e battezzato per l'appunto Gavi Shire). Certo non a caso famiglie aristocratiche genovesi come i Raggio, i Doria o i Lomellini lo scelsero secoli fa per insediarvi le rispettive residenze di campagna e i filari per produrre vino.

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Ma il comprensorio di Gavi non è solo terra di uve. È anche terra di bicicletta (Fausto Coppi è di queste parti) e di molto altro: la sua ricetta per conquistare affezionati è il turismo enogastronomico e slow, combinando storia e tradizione culinaria, la possibilità di giocare a golf (tre le strutture disponibili) ma anche quella di camminare liberamente fra i boschi o in vallate decisamente poco battute.

I vigneti della tenuta Broglia

Cantine aperte per degustazioni ed eventi

Sono 11 i Comuni della Docg del Gavi e sono circa 300 le case vinicole piccole e grandi che lo producono in un‘area di 1500 ettari. Volendo visitare una cantina c'è dunque solo l'imbarazzo della scelta anche se qualcuna, al momento, non ha ancora riaperto al pubblico dopo l'emergenza. Prima di andarci, in ogni caso, è bene sapere che l'85% della produzione va sul mercato internazionale e, soprattutto, che è in essere un “rigido” controllo della produzione da parte del Consorzio locale per conservare identità e patrimonio del territorio. Quest'anno, a causa del Covid-19, non andrà in scena il festival “di Gavi in Gavi”, che richiamava circa 20mila presenze dal Nord Italia, ma i percorsi di degustazione certo non mancano. Alla tenuta Broglia, dove si può anche pernottare in due comodi appartamenti, si producono ogni anno circa 800mila bottiglie complessivamente e una parte è riservata allo spumante metodo classico lavorato in vasca d'acciaio con sistema “bâtonnage”. Se il prodotto bandiera è il Gavi Docg Meirana, le etichette più pregiate sono il Bruno Broglia e la Vecchia Annata, che nascono da uve raccolte da filari piantati negli anni '50.

Il sito archeologico di Libarna

La meta per gli appassionati di storia è senza dubbio il sito archeologico di Libarna a pochissimi chilometri da Serravalle Scrivia, i cui resti fanno presupporre la presenza, già in epoca preromana (148 avanti Cristo), di un importante mercato o centro di scambi commerciali. La maggior parte dei reperti trovati nel corso dei vari scavi è custodito al museo delle Antichità di Torino ma spendere una visita in questo luogo per ammirare i resti del teatro (dove si sono tenuti negli anni passati eventi culturali e musicali) non è sicuramente una cattiva idea. Non meno interessante è il Forte di Gavi, imponente struttura realizzata intorno al 1200 dai genovesi per proteggere il terriotrio dai Savoia e degli Sforza. Peccato che al momento solo una piccola porzione sia visitabile e ad orari ridotti, ma la speranza di tutti a Gavi (dopo il commissariamento della struttura) è di riportarlo ai vecchi fasti, quando si registravano fino a 20mila visitatori l'anno. Se lo si trova chiuso, meritano una capatina la chiesa di San Giacomo nel centro storico, costruita in stile romanico intorno al 1170, e il belvedere della Madonna della Guardia, con vista panoramica che spazia dall'Appennino alla pianura del Po.

I laghetti di Gorzente

Trekking e bagni nelle acque verdi

Imperdibile, per chi ama la natura e le escursioni nei boschi, è una tappa di mezza giornata al Parco delle Capanne di Marcarolo e ai Laghi della Lavagnina, bacini artificiali situati proprio al confine fra Piemonte e Liguria e creati da Genova per portare fino al mare l'acqua necessaria per alimentare la rete idrica cittadina. Per arrivarci si prende da Gavi la Strada Provinciale 160 e arrivati a Voltaggio si svolta a destra imboccando la SP 165 che porta a Genova; dopo mezz'ora abbondante di auto, fra continue curve e scorci paesaggistici unici dell'Appennino, si parcheggia nei pressi della Baita Rio Gorzente. Da lì si può risalire a piedi l'omonimo torrente e tuffarsi nelle fresche acque dei suoi laghetti dal colore verde intenso. Siamo nel tratto più sottile della Liguria, il mare è a circa 10 km in linea d'aria e salendo in cima al monte Tobbio (in circa 3 ore di cammino) si gode una vista magnifica: da un lato Genova (e nelle giornate terse anche la Corsica) e dall'altro le vette delle Alpi. Altre opzioni da non trascurare, in attesa che venga inaugurato il Cammino del Piemonte Sud, rete di sentieri che si snoderà dalle Alpi Marittime fino al piacentino, sono la pesca nei torrenti Lemme e Orba e le gite a cavallo o in mountain bike in Val Borbera.

Il forte di Gavi

Dove dormire e dove mangiare

Per alloggiare a Gavi e dintorni si può scegliere fra B&B a prezzi economici oppure strutture “country chic” di alto livello fra le colline, molte delle quali appartengono a produttori di vino. La Locanda La Raia, inaugurata nel 2017, è una di queste ed è frequente trovarvi ospiti (10 camere e 2 appartamenti la ricettività) provenienti dal Nord Europa. Il contesto paesaggistico dove è ubicata è di per sé un'attrazione anche solo per una puntatina a cena ma il piatto forte della struttura è la piscina (con Spa annessa) con si affaccia su vigneti e colline. In fatto di ristorazione, invece, l'influenza ligure si fa sentire in molte ricette e fra i piatti da non perdere ci sono i ravioli di Gavi, prodotto tutelato dai Cavalieri dell'Ordine Obertengo. Si può mangiare in locali con cucina tipica come il ristorante Pessenti a Rovereto o la Trattoria degli Olmi a Capanne di Marcarolo e in altri più raffinati come le Cantine del Gavi, dove il Coronavirus ha “suggerito” di passare dal classico menu alla carta a una proposta gastronomica in forma di degustazione, sempre e comunque basata su piatti della tradizione locale (come il risotto al Gavi) e che varia ogni settimana. Risultato: zero sprechi in cucina e clientela soddisfatta e, a detta dei proprietari, ancora più affezionata.

Fonte articolo originale

Guida Piemonte

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