Fuoristrada nelle valli Occitane

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E’ in edicola il dossier annuale di Quattroruote: Fuoristrada & SUV con un itinerario nel Paese che non c’è: le vallate occitane del Piemonte. Non bisogna per forza andare in Paesi lontani per trovare spettacoli della natura, per trovare il gusto della scoperta. Il percorso, con tanto di road book, è stato studiato per conto della redazione del più diffuso magazine automotive italiano dal team Nordovest4x4 di Pamparato (CN), già organizzatori tecnici del Q test internazionale su 12 SUV, nel Monregalese.

E’ in edicola il dossier annuale di Quattroruote: Fuoristrada & SUV con un itinerario nel Paese che non c’è: le vallate occitane del Piemonte. Non bisogna per forza andare in Paesi lontani per trovare spettacoli della natura, per trovare il gusto della scoperta. Il percorso, con tanto di road book, è stato studiato per conto della redazione del più diffuso magazine automotive italiano dal team Nordovest4x4 di Pamparato (CN), già organizzatori tecnici del Q test internazionale su 12 SUV, nel Monregalese.

La redazione, reduce da un test di una settimana in Argentina, è rimasta entusiasta nel trovare panorami mozzafiato sul pianoro della Gardetta, curiosità della natura come i Ciuciu del Villar, che nulla hanno da invidiare ai panorami sud americani, come si può vedere nei servizi fotografici della rivista in edicola in questi giorni.

Un altro piccolo contributo alla diffusione di quei ‘turismi’ così detti minori, su cui sta investendo la Regione, ma anche appesi al filo della poca cultura generale del turismo e del rispetto del territorio. “Sarà un caso – dice l’ing Roberto Croci, realizzatore del progetto Cultura per un mondo senza asfalto del Nordovest4x4 – ma nei due giorni infrasettimanali, al termine della stagione estiva, sul percorso abbiamo trovato solo ciclisti e motociclisti stranieri”.

Dimostrazione della destagionalizzazione che si può realizzare, e ampliare, attraverso un concerto di micro iniziative sul territorio: basta copiare dai cugini francesi. “E questi turisti – continua Croci, che ha anche una lunga esperienza professionale nel turismo – cercano proprio la piccola avventura, l’ottima gastronomia, le piccole strade impegnative e sterrate; e noi le asfaltiamo, come è già successo sul Colle della Lombarda e sul Colle Fauniera, magari per far passare un giro ciclistico di poche ore”. Stesso destino sembra toccare alla strada dei Cannoni o del Birrone (da Colle Sampeyre a Busca), uno degli sterrati mitici per gli appassionati d’oltre Alpe, che sarà asfaltata e non rappresenterà più alcuna attrattiva (il passaparola è già incominciato su Internet). La ricerca della natura, della sfida, è oggi un valore che potrebbe trovare d’accordo davvero tutti: ciclisti, camminatori, fuoristradisti, ecologisti (si sta sempre sulle strade!) e perfino amministratori e manutentori di strade. Basta solo guardare un pò più il là, nel tempo e nello spazio, con amore vero per il nostro territorio, risorsa economica, non copiabile nemmeno dai Giapponesi.

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