Fuga a Capo Verde

Spiagge bianchissime, natura selvaggia e clima tropicale. L’arcipelago al largo della costa senegalese è un angolo di paradiso tutto da scoprire, a poche ore di volo dall’Italia. Per una settimana di sole e relax a piccolo budget.

Una manciata di isolotti, al largo della costa senegalese, sperduti nel blu intenso dell’Oceano Atlantico. E’ così che appare Capo Verde dall’oblò dell’aereo, un piccolo angolo esotico, a sole poche ore di volo dall’Italia, ideale per una calda fuga autunnale vicina ed economica.

Spiagge bianchissime, natura selvaggia e clima tropicale. L’arcipelago al largo della costa senegalese è un angolo di paradiso tutto da scoprire, a poche ore di volo dall’Italia. Per una settimana di sole e relax a piccolo budget.

Una manciata di isolotti, al largo della costa senegalese, sperduti nel blu intenso dell’Oceano Atlantico. E’ così che appare Capo Verde dall’oblò dell’aereo, un piccolo angolo esotico, a sole poche ore di volo dall’Italia, ideale per una calda fuga autunnale vicina ed economica.

Tutte di origine vulcanica, sono dieci isole, una diversa dall’altra, e offrono tutto quello che si può desiderare. C’è Sal, arida e piatta come una tavola; Santiago e Santo Antao, lussureggianti e tipicamente tropicali; Fogo, l’unica con un vulcano ancora attivo; Boa Vista, desertica e circondata da spiagge bianchissime, Sao Vicente, arida e dall’anima britannica…
In comune, però, hanno un clima tropicale e secco, con temperature medie che si aggirano intorno ai 26 gradi, mitigate dal soffio degli Alisei provenienti dal continente che le rendono una meta ideale tutto l’anno. Anche la popolazione è, ovunque, allegra e accogliente e contribuisce a rendere l’atmosfera delle isole rilassante e divertente.

La spirito di Capo Verde è strettamente legato alla sua storia. Scoperte quasi per caso dai portoghesi nel XV secolo, queste piccole isole disabitate divennero un luogo strategico per le spedizioni nel Nuovo Mondo e per la tratta degli schiavi. L’incontro di coloni europei con africani diede origine a una popolazione creola con una cultura propria e distinta. In seguito all’abolizione della schiavitù, le isole dell’arcipelago vissero un periodo di declino rimanendo tagliate fuori dalla Storia. Ma è proprio grazie a questo isolamento se hanno mantenuto un ambiente naturale suggestivo e praticamente incontaminato.

Sal, paradiso del windsurf
E’ la "porta d’ingresso" di Capo Verde, grazie all’aeroporto internazionale. Una terra lunga e piatta – in origine chiamata Plana – che deve il suo nome alla presenza di saline naturali oggi esaurite. In contrasto con l’aridità dell’interno, la piccola isola di Sal – basta un giorno per fare il giro completo – è, in realtà, il paradiso dei surfisti, grazie al vento oceanico e alla temperatura dell’acqua che si aggira intorno ai 23° tutto l’anno. Lungo la costa si trovano baie e insenature con spiagge bianchissime e acqua turchese, come il piccolo palmizio di Algodeira o Fontona, dove godersi il sole rinfrescati dagli Alisei. Da vedere poi, la piscina naturale di Buracona, una cavità scavata nella lava che porta a una grotta subacquea.
Per entrare nello spirito dei capoverdiani, si può fare un giro nel popoloso capoluogo Espargos, nel centro dell’isola e, soprattutto a Santa Maria, nell’estremità sud dell’isola, affacciata sull’omonima spiaggia, lunga 8 chilometri, e dove si trovano i principali resort turistici del paese. E’ questo il vero cuore di Sal, vivace e ospitale, con case colorate che ricordano lo stile caraibico, negozi per fare shopping e il mercato dove trovare i prodotti di artigianato. Di sera, poi, le strade e i locali si animano al ritmo delle musiche tipiche, come il coladeira, batuko e funanà.

L’anima africana di Santiago
A differenza di Sal, il paesaggio di Santiago è dominato da una natura selvaggia caratterizzata da una flora e una fauna di eccezionale rarità grazie alle temperature tropicali più umide e ai rilievi. Prima isola ad essere stata scoperta, Santiago è la l’isola più africana di tutto l’arcipelago, la cui anima si ritrova ancora oggi nell’abbigliamento dai colori sgargianti delle donne, nei coinvolgenti ritmi etnici e, soprattutto, nelle tradizioni locali.
E’ l’isola più grande dell’arcipelago e qui risiede quasi la metà della popolazione capoverdiana, un vero crogiolo di etnie diverse provenienti dalle altre isole, attirate dalla presenza della capitale, Praia. La parte vecchia della città, dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 2009, è caratterizzata da edifici in stile coloniale diventate oggi sede dei Palazzi amministrativi. Da non perdere il mercato in Avenida Cabral, dove si respira l’atmosfera tipica dell’Africa fatta di colori forti, sapori e profumi. La stessa che si ritrova ad Assomada, nel centro dell’isola, dove si tiene il più grande e pittoresco mercato dell’arcipelago dal carattere fortemente africano, animato da persone provenienti, oltre che altre isole, anche dal Senegal e dalla Guinea per i loro commerci. Qui, oltre a frutta e verdura, è possibile acquistare oggetti di artigianato.
Per immergersi in un ambiente davvero esotico visitate la verdissima Valle di Santa Cruz, ricca di piantagioni di banani, papaie e palme da cocco e, sulla costa nord occidentale, Tarrafal, un vero paradiso tropicale dove palme rigogliose circondano la spiaggia di sabbia candida e il mare cristallino.

Boa Vista, la grande spiaggia
E’ l’isola più vicina alle coste africane ed è caratterizzata da dune di sabbia, in gran parte proveniente dal Sahara, che le donano un aspetto desertico. Ma è lungo la costa che Boa Vista mostra il suo volto decisamente caraibico. Chilometri di spiagge di sabbia fine e bianchissima circondate da acque turchesi e cristalline. Per questo è nota anche come "l’enorme spiaggia" ed è l’ideale per chi vuole concedersi un break di mezza stagione al sole. Tra le spiagge da non perdere, la Praia de Curralinho o de Santa Monica con finissima sabbia bianca e l’acqua verde smeraldo, l’affascinante Praia de Varadinha dove si trovano alcune grotte da vistare e il lungo litorale di Joao Barrosa, dove si possono ammirare colonie di albatros e tartarughe marine.
Se riuscite a lasciare la spiaggia almeno per qualche ora, visitate la capitale Sal Rei, a nord dell’isola, punto d’arrivo dei traghetti. E’ una piccola cittadina caratterizzata da case coloniali colorate con balconcini e verande affacciate direttamente sul lungo mare. Punto di ritrovo degli abitanti è l’ampia piazza alberata dove sorge anche la chiesa di São Isabel. Un’escursione da fare, poi, è all’interno, nel suo paesaggio sahariano, con tanto di oasi – Olho do Mar e Ervatão – e villaggi abbandonati, come Curral Velho, a causa dell’avanzamento del deserto.

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