Francia – Le isole Porquerolles

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Brillano al sole le rocce delle tre Îles d’Or del Golfo di Hyères. Un arcipelago da sogno a tre ore d’auto dall’Italia, di fronte a quel tratto di costa che i parigini chiamano Provence d’Azur perché qui, più che la lavanda, imperano le palme. L’isola più orientale è Le Levant, curiosamente suddivisa tra una zona militare invalicabile e un villaggio naturista, Héliopolis, fondato nel 1930 e considerato il primo in Europa.


Brillano al sole le rocce delle tre Îles d’Or del Golfo di Hyères. Un arcipelago da sogno a tre ore d’auto dall’Italia, di fronte a quel tratto di costa che i parigini chiamano Provence d’Azur perché qui, più che la lavanda, imperano le palme. L’isola più orientale è Le Levant, curiosamente suddivisa tra una zona militare invalicabile e un villaggio naturista, Héliopolis, fondato nel 1930 e considerato il primo in Europa.

L’isola mediana è quella di Port-Cros, Parco Nazionale dal 1963, con un sentiero sottomarino lungo 600 metri, un vero paradiso per chi pratica lo snorkeling. Più a ovest, infine, la bellissima Porquerolles, in passato enclave frequentata da intellettuali come Colette, Georges Simenon e Paul Valéry, oggi scelta soprattutto dagli amanti della quiete.

L’intera isola infatti è chiusa al traffico, ci si sposta solo in bici e sono pochi gli alberghi e le camere in affitto nelle tradizionali casette color pastello tutt’intorno a place d’Armes. Qui, i circa 200 residenti e i fortunati turisti che riescono a fermarsi per la notte, magari in una delle 11 stanze dell’Auberge des Glycines (vai al sito), si danno appuntamento per sorseggiare un pastis o fare due tiri di pétanque, variante provenzale delle bocce. Ma sono le spiagge però il vero vanto di Porquerolles, tutte concentrate nella costa settentrionale: La Courtade, a dieci minuti di cammino dal centro del villaggio, è la più grande e affollata. Riparata dal vento, perciò perfetta per le famiglie con bambini, è Plage d’Argent che deve il nome alla sua finissima sabbia di quarzo bianco. Più selvaggia, infine, Notre Dame, orlata da una lussureggiante pineta che profuma di resina, mirto e rosmarino. La costa meridionale dell’isola – dove si susseguono falesie, gole, calanche e promontori a picco sul mare – è, invece, con le sue forme e i suoi colori, il set ideale per gli appassionati di fotografia. Un altro fiore all’occhiello porquerollais è il vino. Basta un pomeriggio per rifornirsi di ottimi bianchi e rosé locali con una visita alle storiche cantine isolane, Domaine de l’Île (vai al sito) o La Courtade (vai al sito), dove tradizione e autenticità vengono rispettate con l’uso di vitigni autoctoni quali Mourvèdre e Rolle. Se si preferisce invece un souvenir più ricercato, sono tutte da scoprire le creazioni dell’illustratrice Sabine Chautard in un atelier zeppo di stampe, carte marinare, T-shirt o giochi in legno interamente dipinti a mano. Prima di spostarsi sulla costa, un altro rito isolano è la salita al Fort Sainte-Agathe, l’imponente torrione del 1531 da cui si gode una vista incantevole sull’intera baia.

Si riprende quindi il traghetto fino a Hyères les Palmiers, fascinosa città in stile belle époque scelta da François Truffaut come location della sua ultima pellicola: Finalmente domenica. Qui ci si lascia ammaliare dalla svettante Tour Saint-Blaise, costruita dai Templari nel XII secolo, che fa la guardia alla nevralgica place Massillon dove, se il sole splende, il consiglio è di fermarsi per un déjeuner all’aperto al ristorante Le Haut du Pavé. Nel pomeriggio, ancora di shopping à la provençale da Côté Sud (31, rue Massillon), per le celebri spezie locali e i saponi artigianali alla lavanda, o da Matyasy (1, montée de Costebelle) per cioccolatini e tradizionali galettes alla rosa o al frangipane. E, dopo cena, si può anche tentare la fortuna nello sfavillante casinò cittadino.

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