Fotografi Italiani a New York

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Fra maggio e giugno 2010 due dozzine di fotografi provenienti da tutta Italia si sono ritrovati a New York, per immortalare la città guidati da Erica McDonald, Andrew Sullivan e Massimo Sciacca. Gli scatti realizzati allora sono esposti fino al 23 dicembre nella mostra "Photography workshop in New York City 2010" presso lo Spazio Labò di Bologna (via Frassinago 43/2c), che aveva organizzato i laboratori nella Grande mela. Inaugurazione venerdì 3 alle 19.30. Info www.photoworkshopnewyork.com  e www.spaziolabo.it

Fra maggio e giugno 2010 due dozzine di fotografi provenienti da tutta Italia si sono ritrovati a New York, per immortalare la città guidati da Erica McDonald, Andrew Sullivan e Massimo Sciacca. Gli scatti realizzati allora sono esposti fino al 23 dicembre nella mostra "Photography workshop in New York City 2010" presso lo Spazio Labò di Bologna (via Frassinago 43/2c), che aveva organizzato i laboratori nella Grande mela. Inaugurazione venerdì 3 alle 19.30. Info www.photoworkshopnewyork.com  e www.spaziolabo.it

L’idea di questo progetto nasce dalle vicende personali di Laura De Marco e Roberto Alfano fondatori dell’associazione Spazio Labo’ – centro di fotografia – di Bologna che, in tempi e modalità diverse, hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza formativa a New York City, entrando in contatto con una delle realtà fotografiche più ricche e attive al mondo.

Da qui la volontà di condividere quanto preziosamente imparato: le reti di contatto, le modalità formative, le atmosfere creative, le possibilità esperenziali, le vaste offerte culturali di quella che può a tutti gli effetti essere considerata come la capitale della fotografia globale.

Inizialmente si pensa di riportare questo nuovo bagaglio conoscitivo nella propria realtà, bolognese anzitutto ma anche italiana, sennonché appare presto evidente che per la riuscita del progetto non si possa prescindere dalla necessita’ di vivere dal vivo quelle atmosfere, quei luoghi, quelle persone. Ecco dunque che si sviluppa l’idea di operare al contrario: non più portare il mondo della fotografia newyorchese in Italia ma condurre i fotografi italiani a New York e in particolare in quella New York della fotografia di alto spessore in cui difficilmente ci si può imbattere – se non dietro accurata ricerca – durante una semplice, classica visita alla grande mela. Un’esperienza fotografica, in sostanza, che non sia il semplice sguardo del turista, per quanto appassionato, ma che possa cogliere di quella realtà la ricchezza di contenuti ed esperienze che da sempre ne fanno uno dei riferimenti culturali al primo posto nel mondo.

Da questa presa di coscienza alla strutturazione del nuovo progetto il passo è breve: le idee prendono forma e si iniziano a condividere con tutti gli amici, fotografi e professionisti della fotografia – newyorchesi ma non solo -, che possano eventualmente collaborare col progetto che si sta formando. Il riscontro è da subito positivo e inizia così a delinearsi un gruppo di interessati che apporta il proprio contributo allo sviluppo di quello che viene denominato “Photography workshops in New York”.

Perché l’idea del workshop?

Non avendo un equivalente preciso in italiano, la parola workshop é spesso associata a diverse interpretazioni sul cosa voglia dire ogni qualvolta che viene usata, per cui la si e’ ritenuta abbastanza flessibile e versatile.

Originariamente, in termini industriali, un “work-shop” era letteralmente una stanza o un edificio che offriva sia un’area di lavoro per gli operai sia gli strumenti che potevano servire per costruire o riparare prodotti. Prima dell’industrializzazione i workshop erano gli unici posti dove avveniva la produzione.

Oggi il termine e’ rimasto in uso soprattutto nel campo dell’educazione, dove per workshop si intende principalmente un corso intensivo, più o meno breve, un seminario di studio e approfondimento di un tema specifico o una serie di incontri che comunque enfatizzano l’interazione e lo scambio di informazioni tra un numero solitamente ridotto di partecipanti.

Anche nelle arti viene utilizzato questo termine, come sinonimo di un grande studio o come il nome dato ad una serie di lezioni condotte da un noto artista dove le competenze sono condivise da tutti gli studenti.

Per workshop si potrebbe dire che oggi si intende una serie di incontri nei quali un gruppo di persone prende parte a discussioni, studia, lavora o svolge una serie di attività intensive su un particolare argomento o progetto (creativo o meno).

Workshop, dunque, quale contenitore semantico meglio indicato per tutte quelle finalità che si vogliono raggiungere realizzando questo progetto.

Il progetto “Photography Workshop in New York” considera il workshop come un qualcosa che sta tra una piccola bottega artigiana, un’officina e un laboratorio, un seminario interattivo. Ci piace considerarlo come una fucina di idee, dove la condivisione, l’interazione e la crescita comune tra un gruppo di persone accomunate dallo stesso interesse sono gli elementi essenziali perché davvero l’esperienza del workshop funzioni.

Ecco dunque perché vogliamo che la condivisione delle esperienze fotografiche maturate a New York avvenga secondo la modalità del workshop.

La proposta:

– creazione di gruppi di lavoro (classi) costituiti da un ristretto numero di fotografi (amatori evoluti o professionisti) di qualsiasi nazionalità;

– sviluppo di un team di relatori (docenti) che coprano il ruolo di insegnanti, tali perché dotati di significativa esperienza e notorietà artistica, ognuno nel suo specifico ambito/campo fotografico;

– organizzazione di diversi workshop di varia durata (tendenzialmente una settimana cadauno) con cadenza annuale da svolgersi necessariamente in un certo periodo dell’anno a New York City,  dove il gruppo di lavoro si incontrerà col team di relatori.

Ogni workshop vivrà come una sorta di progetto specifico e a se stante, rispondendo così alle specifiche competenze dei relatori coinvolti e alle idee che nasceranno attorno ad esso, ma sarà comunque legato agli altri proposti nello stesso periodo da un filo conduttore tematico che dara’ coesione al progetto presentato ogni anno.

La consapevolezza alla base di tutto il progetto e’ che questi momenti di incontro saranno fondamentali per il percorso formativo, artistico e culturale di chi vi parteciperà, sia per imparare a confrontarsi con metodi, teorie e tecniche del tutto differenti tra loro nell’approccio alla fotografia, sia per lo scambio interculturale, materiale preziosissimo che inevitabilmente si verifica ogni volta che ci si misura con una realtà diversa dalla propria.

“Photography Workshop in New York” sarà un progetto costantemente work in progress, che si alimenterà da solo col contributo di chi di volta in volta entrerà a farne parte, di anno in anno, di mese in mese.

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